Archivio per Agosto, 2008

Youtube e il Luca

23 Agosto, 2008

Dopo avere visto un filmato su Youtube, di Luca Barbareschi che se la prende con Youtube stesso, mi convinco che il nostro parlamento è frequentato da personaggi a caso che non sanno cosa fare oltre che scodinzolare a favore del proprio padrone.
Chi è Luca Barbareschi?
E’ un tizio, dicono attore, che dopo avere frequentato i postriboli televisivi dei due agenti monopolisti della nostra informazione a video, si è messo in politica tanto per non lasciare incalpestato il teatrino di burattini che in italia si chiama parlamento.
Lui, l’americanino, che è andato negli states a farsi una cultura sui format televisivi, è schierato dalla parte del nostro “Uomo della provvidenza e della libertà forzata” e, per onorare il suo debito, si schiera contro Youtube a sostegno della causa intentata da Mediaset contro Youtube.
Nel filmato che ho avuto il disgusto di vedere, farnetica di diritti di autore, di perdite di profitti, di noia da internet ed altre minchiate.
Ora mi sorge il dubbio:
ma come fa un tizio a usare un mezzo per dire le sue cose e poi schierarcisi contro?

A me sorge spontaneo pensare che egli, implicitamente, sa che quello che capita su Youtube ha una altissima possibilità di essere consultato e fruito.
Ma nella sua miopia servile, non riesce a vedere il potere che gli viene indicato, ma vede quello che danneggia il potere del suo padrone.
Mi ha fatto un po’ pena, ma in parlamento, di soggetti penosi ce ne sono ben altri (Veltroni, tanto per indicarne uno).

Cos’è Youtube?
Lo sanno tutti quelli che vivono oggi e in libertà – ammesso che ci sia libertà. E’ una fonte inestimabile di contenuti artistici, personali, pubblici, utili, disutili, dannosi, informativi, educativi ed altro; tanto altro.
Purtroppo Youtube si basa su un concetto assai importante in questo mondo di chiusura e terrore : libera condivisione.
Due parole che stridono quando incontrano le parole ‘profitto’, ‘critica’, ‘opinione’, ‘dittatura’, ‘pensiero unico’, ‘proprietà’, ‘pilotaggio dell’informazione’, democrazia’.

Per uomini al potere – in italia – Youtube è una minaccia, evidente e pericolosa. La gente può sapere, conoscere, esprimersi ed esercitare quel controllo sul potere che in questa malanazione si cerca di evitare a tutti i costi.
Non sono stupito da quanto dichiarato dal nostro attore/parlamentare, ma solo un pochino annoiato.
Non è uno così che cambia le mie convinzioni, sono gli esempi e lui non è un esempio.

Il Toscanello

23 Agosto, 2008

Facendo le pulizie in soffitta, ho scoperto una vecchia mail che mandai a suo tempo a Michele Diodati, il proprietario del sito dedicato all’Accessibilità, Diodati.org. Ho scoperto che il contenuto di quella mail ha un valore importante anche oggi e ve ne rendo partecipi.

Caro Michele,
ti scrivo questa mia perchè mentre ero in compagnia del mio fido toscanello sul terrazzo di casa mia, ripensavo al tuo bellissimo articolo sul Loto di montagna e gli attentati di Londra.
Il cervello vagava fino a che ho pensato a te, al tuo sito ed alla tua missione alla quale ti sei dedicato e per la quale ti ringrazio.

Ho pensato all’Accessibilità, al Pesanervi, alla situazione mondiale, ad una parte di umanità tanto distorta ed in un recesso dei miei pensieri ho avuto la visione mesta e po’ sconfortante per la quale mentre noi ci interessiamo di rendere il Web accessibile anche agli svantaggiati, stiamo anche costruendo, con il silenzio e con la finta informazione, un mondo reale sempre più inaccessibile.

Mentre il fumo del mio sigarello vaga verso il cielo azzurro di Riccione, ho pensato agli iracheni, ai soldati americani, a noi italiani, al nostro modo di vivere e pensare, agli afghani e mi sono posto queste due domande :
“A quante cose non potremo più accedere?”
“Quanti sentimenti abbiamo reso inaccessibili ad altri nei nostri confronti?”
L’amore, il rispetto, la tolleranza, la condivisione, la pietà, il tempo, la natura, il nostro stesso essere, sono stati sacrificati (e lo sono sempre più), per accedere ad un valore fittizio, bastardo e privo di sentimenti che si chiama denaro.

E’ almeno strano come si voglia costruire un mondo virtuale accessibile a tutti, quando nel mondo reale tante persone vere divengono ogni giorno più svantaggiate ed il mondo che gira intorno a loro diviene sempre più inaccessibile.
Quanta ipocrisia c’è nel mondo reale e quanti buoni propositi ci sono nel mondo virtuale!

Il toscanello si è spento, ma le idee continuano il loro viaggio e non posso fare a meno di pensare di quante cose virtualmente utili ci siamo circondati, proprio come il mio sigaro, che ci stanno realmente rendendo inaccessibile un valore che non dovremmo mai dimenticare ne barattare … la nostra reale umanità!

Con ammirazione

Giorgio

Il più forte

18 Agosto, 2008

Valentino Rossi in impennata sulla sua Yamaha

Valentino Rossi in impennata sulla sua Yamaha


L’arrivo di una Ducati competitiva e del pilota Stoner aveva spostato il mio tifo da un Valentino un po’ monotono, alla rossa di Borgo Panigale. Il campionato vinto l’anno scorso mi ha fatto credere che fosse nato qualcosa che potesse offuscare la stella del pilota di Tavullia.
Il primo successo di quest’anno mi faceva credere che anche quest’anno la MotoGP si sarebbe tinta di rosso e fin dall’inizio avevo creduto che la scelta di Valentino di cambiare le coperture, fosse un rimediuccio sbagliato.
Ma con le vittorie di Valentino e la conferma che la sua moto è quella che è grazie alle sue prodezze ed alla sua sensibilità, mi hanno portato a concludere che Valentino Rossi è il pilota più forte in assoluto ed è così da dieci anni, un periodo di successo che solo il grande Ago può vantare.

Il gran premio di Repubblica Ceca, conclusosi da poco con l’ennesima vittoria da Re di Rossi, confermano quanto detto.
Se non è lui che le vince per il suo modo di guidare e per la sua moto, è l’avversario che gli consegna la vittoria in mano e comunque lui è li a prenderla, non è mai troppo lontano da una vittoria che conquista spesso con il suo carattere e il suo modo di gestire le gare.
Valentino continuerà a regnare per molti anni ancora e pochi potranno offuscare la sua stella di fuoriclasse, quel fuoriclasse che qualcuno crede di essere finchè non esagera.

Valentino Rossi non si batte con la cattiveria, ne con l’esagerazione, ne con la fortuna. Valentino lo si batte se si è meglio di lui, fin dal proprio DNA e finora la continuità e l’essere sopra, sono sue esclusive.

Complimenti Valentino, meriti il tuo ottavo titolo perchè nessun altro può raggiungerti.

L’Occidentale

16 Agosto, 2008

L’Occidentale è una rivista online legata, mani e piedi, a Berlusconi ed i toni polemici e sarcastici con cui vengono “liquidati” gli oppositori del nano, fanno incazzare subito, ma poi ci si calma all’improvviso, considerando la limitatezza di pensiero e di visione che hanno i redattori e chi lascia commenti ai vaneggiamenti dei vari articoli.
E’ una rivista che ho conosciuto per caso frequentando le news di Google.
L’articolo al riguardo di Don Sciortino di Famiglia Cristiana che, precedendomi, ha denunciato il clima di fascismo subdolo e strisciante, dimostra che i cervelli lavati anche in campo giornalistico, sono tanti.
Quello che mi ha stupito più di tutto è la voglia di fascismo che traspare dai commenti dei lettori, tutti protesi a maneggiare il bastone, a picchiare, a imrpigionare, a punire, al “fargliela pagare”, senza contraddittorio, senza discussione.
Non avrei mai creduto che ci fosse gente che inneggiasse al ritorno della dittatura, che manifestasse così apertamente la propria mentalità unidirezionale, il proprio asservimento ad un despota, che articolasse il suo pensiero repressivo con frasi roboanti e violente.
Mi sorge il dubbio che sia tutta gente che non ha la memoria e non ha l’intelligenza di riconoscere il fatto che non è con la repressione che si va lontani e nel futuro.

L’Occidentale è una rivista per lettori che non pensano e che si fanno guidare dal solito tribuno ricco e sfacciato.
Speriamo che l’Occidente, quello serio e pluralista, non si accorga che esiste l’Occidentale.

L’articolo che ho letto è il seguente

Buona malalettura :-)

Nostalgia canaglia

15 Agosto, 2008

Vedere sempre più i militari dell’esercito italiano essere impiegati nelle mansioni che in un popolo civile e sereno, dovrebbero essere fatte dalle normali forze dell’ordine, oltre che dare un segnale di pericolo, lascia in me una tristezza immensa.
Ricorrere ai militari per fare cose per le quali non ci dovrebbe essere bisogno, mi fa paura. Mi ricorda la Grecia anni ‘70, l’Argentina, il Messico, il Vietnam.
Sono immagini terribili offerte da quel governo di “tutti al governo” che gli italiani, me compreso, hanno lasciato che prendesse il potere.

Sono prove tecniche di fascismo, piccoli passi verso la dittatura, quella sanguinosa, quella di chi sta sopra e chi muore sotto.
Il dux del momento, spalleggiato da chi invece dovrebbe cercare di moderarlo, ci sta imprigionando a tutti, ci sta dicendo che siamo tutti delinquenti, che dobbiamo stare attenti a non sgarrare.
Ci sta dicendo di trovare amicizie potenti se vorremo continuare a vivere in sicurezza.
Soprattutto non ci insegna, non discute con noi e non ci educa al civismo, alla tolleranza ed alla giustizia.

Non so come si chiamerà ufficialmente la nuova Milizia Volontaria per la Sicurezza Nazionale (MVSN) e nemmeno so come verranno reclutati gli agenti della nuova OVRA (Opera Vigilanza Repressione Antifascismo), ma di certo so che quando entreranno in funzione, assieme al Tribunale Speciale ed alle Leggi Razziali, per noi uomini onesti, sarà la fine di quella libertà che finora ci ha concesso di esprimerci.

Sono impaurito, angosciato, rattristato di avere consegnato a mio figlio una Italia che non ha imparato, che non si è lavata via il fetore di un fascismo mai morto del tutto.

Tutto questo per il nostro prossimo ventennio, quello che gli italiani credevano di aver dimenticato.

Peccato!

La Perla Grigia

15 Agosto, 2008

Quella che era la capitale del “Divertimentificio”, Riccione, detta anche “La Perla Verde dell’Adriatico”, ha perso il suo fulgore, appesantita dagli anni, da una cementificazione pazzesca, dalla crisi economica e da una crisi di identità al limite della paranoia.

Ieri mattina presto, passeggiando con il cane nelle parti “buone” della città, non ho potuto fare a meno di notare alcune cose che mi hanno dato il senso di stanchezza, di scoglionamento, di ‘tirare a campare’ e di coscienza del proprio declino.
Alberghi vecchi, negozi nuovi sfitti e polverosi, negozi vecchi e sfitti che assomigliano a topaie, un Grand Hotel bellissimo e fatiscente – diroccato – pavimenti sporchi e punteggiati drammaticamente da chewing-gum spiaccicati, giardini e aiuole secche con fiori inesistenti.
Il Viale Ceccarini, “Il Viale”, che i bolognesi fanno a cazzotti per venire a frequentare, ha una pavimentazione orribile e pericolosa e c’è un aria di raffazzonamento terribile. Il sottopassaggio, un tempo piastrellato di immacolate piastrelle bianche, è ora un pisciatoio grigiastro, costellato di scritte e manifestini semistrappati.

Non so se questo sia giusto o inevitabile, ma il valore di una città come Riccione, dovrebbe essere la freschezza, la pulizia, la cura del dettaglio.
C’eravamo liberati del turismo di massa (spesso merdosa) che aveva avvelenato il turismo precedente (quello delle famiglie) e credevo che si volesse tornare ad un turismo di alto livello che comportasse una pulizia ed un ordine tipici di una città ospitale e devota ai propri turisti fedeli e di più lunga frequentazione.
Invece in fondo al Viale c’è quella mega struttura arrugginita dove in tempi remoti si fece il “Disco per l’Estate”, il Grand Hotel è a pezzi, il Viale è palesemente brutto e poco curato.
Però abbiamo un PalaCongressi esagerato e da megalomani, un lungomare pedonale con posti auto che sono diminuiti e cantieri stradali in quantità industriale.

La mia idea di una Riccione grande è di :

  1. curare tutti i dettagli delle parti turistiche più spinte (aiuole fiorite fresche e curate, marciapiedi puliti e aree pedonali linde e ben curate)
  2. Togliere dalla vista le vergogne dei negozi vuoti e abbandonati
  3. Ridare vita al Grand Hotel, gioiello di architettura e simbolo di una città Turistica
  4. Ottimizzare il traffico, concludere tutti i lavori stradali senza nuovi cantieri per alemno 3 anni
  5. Servizio navetta per parcheggi periferici
  6. Servizi di microtrasporto elettrico
  7. Riordinare il Viale, lato mare, e imporre ordine e disciplina per tutti, turisti compresi
  8. Riordinare e ripulire il sottopassaggio e sottoporlo a vigilanza notturna antivandalismo.

Sono inziative che sembrano dispendiose, ma che garantiscono un futuro solido e il rientro di quel turismo che ha creato una città come Riccione, le famiglie e gli stranieri.

La Perla Grigia può tornare a splendere, basta sapere dove guardare!

Fine archivio

15 Agosto, 2008

Questo post chiude la pubblicazione di articoli apparsi in precedenza in un altro blog che, per questioni a me sconosciute, impediva la pubblicazione di commenti.
Da questo post in avanti iniziano le pubblicazioni di nuovi articoli che potrete commentare come meglio credete.

Grazie a tutti della collaborazione

I 4 Mostri

15 Agosto, 2008

Con la promulgazione del Lodo Schifani-Alfano l’italia, ora e unica al mondo, si è dotata di 4 (quattro) delinquenti a norma di legge. Quattro personaggi che possono aver commesso, commettere e in progetto di commettere qualsiasi atto criminoso che la fantasia possa produrre, senza incorrere nei rigori dell’attuale codice civile e penale.
Il presidente della repubblica, quello del senato, quello della camera e quello del consiglio – per il quale questa norma è stata progettata e prodotta per salvarlo dalla galera e dal giusto risarcimento punitivo – potranno commettere qualsiasi crimine e saranno impuniti, non indagabili e non processabili anche retroattivamente. Potranno uccidere, rubare, truffare, violentare, offendere, attentare e la passeranno liscia.
Nemmeno Ian Fleming o Steven King, nelle loro più sfrenate fantasie giallo/horror/poliziesche sono riusciti a produrre cose tanto oscene e raccapriccianti.
I quattro farabutti sono stati trasformati in agenti del male, quelli al di sopra di ogni legge, di ogni giustizia, e tutto con il benestare del parlamento, del senato e della legge.
Consentire a quattro cittadini di delinquere a tutto tondo è offensivo, pericolosissimo, irrispettoso, immorale, antietico, illecito, ingiusto, osceno, anticostituzionale, denigratorio, antipopolare e fascista ai massimi livelli.

Non mi stupisce l’isteria goffa e femminea di Mister B, che cerca di salvare il suo culo. Lui è un bottegaio truffatore che bada ai suoi negozi ed in una italia di cialtroni, condonisti, imbelli e truffatori, non può fare altro che cercare di annullare o di neutralizzare gli effetti delle sue nefandezze, usando lo strumento politico e lqa condiscendenza dei cittadini suoi pari, per tirarlo nel culo a tutti.
Non mi stupisce nemmeno Mister F, il fascista pentito, dama di compagnia e servo di Mister B. E’ un uomo senza idee e senza corerenza, politico bruciato e prono, incapace di suscitare il consenso e bramoso solo di avere una poltrona sotto il culo nella stanza dei bottoni. Accondiscendere ai voleri isterici del padrone, gli ha reso la poltrona più protetta.
Non sono stupito nemmeno da Mister S. Già in odore di mafia e di malaffare, è un soggetto antipatico ai massimi livelli, con la faccia che chiama gli schiaffi. Ha ideato la norma proteggi-delinquenti, quella che autorizza a delinquere e ad emendarsi da tutte le vergogne, una casta politica oscena e indesiderata anche dai popoli sudamericani, spesso avviliti da una corruzione inumana.
Chi mi ha stupito di più è Mister N. I suoi predecessori, uomini quasi sempre distintisi per la figura carismatica e autorevole, hanno sempre rappresentato la parte accettabile di questa società, il volto fiero e orgoglioso di questa società. Non avrebbero mai sottoscritto una norma scandalosa come questa. Mister N invece, ha accondisceso alla firma di una legge immorale, antistatale, gravemente attentatrice all’unità del popolo e di fatto promulgata con il solo scopo di consentire a loschi figuri di delinquere, a man bassa, senza poter mai incorrere nei rigori della legge che, sebbene uguale per tutti, per loro è ugualissima.
Ma come avrà potuto fare una cosa così vergognosa?
Ha mostrato ancora una volta di essere un pupazzo, uno zimbello di una cosca mafiosa che lo tiene in pugno.
Non mi illudo che ci ripensi, anche perchè non può più farlo ed anche se potesse, la sua mancanza di moralità e di equità, gli impedirebbe di farlo.
Non è bello per un popolo, doversi vergognare del proprio primo rappresentante.

Gli effetti di questa norma anticostituzionale si vedranno da subito. I quattro mafiosi potranno costituire nuove cosche malavitose, rubare, potranno autoeleggersi proprietari di tutto, potranno ordinare omicidi e violenze, potranno esercitare il potere senza che nessuno mai possa loro contestare anche il manifesto intento di fare del male.
Potranno saccheggiare il territorio per i loro affari, potranno appropriarsi dei beni dello stato, potranno mentire, potranno testimoniare falsamente, potranno esercitare ogni tipo di violenza senza che nessuno mai possa citarli in tribunale per le loro malefatte.
Potranno delinquere a cielo aperto, sotto gli occhi di un popolo che non c’è più.
Un popolo di babbei.

Un fannullone

15 Agosto, 2008

Era l’una quando la notte scorsa sono tornato a casa. Ho fatto una breve doccia, poi mi sono steso nel letto a mangiare due fette di pane, un po’ di pasta avanzata a pranzo e una banana.
E’ proprio dopo il pranzo di ieri che è iniziata la mia giornata di fannullone.
Ho messo cappello, mascherina, camice e guanti chirurgici alle 13 e 50 di ieri pomeriggio ed è così iniziata la mia giornata di ferrista, di passaferri o, se vogliamo essere fini e colti, di “assistente chirurgico”.Tante parole per nascondere la nuova etichetta che, in questa italia del “dagli addosso agli statali mangiapane a tradimento”, indica un fannullone.
Prima una colecisti videolaparoscopica, poi un ernia ombellicale in videolaparoscopia, poi una perforazione gastrica ed infine l’appendicectomia videolaparoscopica che non manca mai.
11 ore in piedi, fermo al tavolino degli strumenti, a prevedere le mosse del chirurgo, ad allestire e ripristinare ferri chirurgici e strumenti.Tipico lavoro da fannullone!
Quel tipo di fannullone che al quarto intervento non sente più i piedi, che ha la schiena a pezzi, che ha fame e sete, ma che deve stare attento alla sterilità, alle varie manovre in sequenza, alle mosse chirurgiche.
Insieme a me altri due fannulloni, altri due traditori sfruttapatria, il responsabile di sala e il tecnico di anestesia.

E’ confortante sentirsi degli scansafatiche, degli operatori che sfruttano e sprecano le tasse altrui.
Tutto grazie al governo destrocentrosinistro che accomuna tutti gli statali nel calderone dei delinquenti fino a prova contraria.
Dopo 27 anni di servizio, di onorato servizio, mi sento intimamente violentato, amareggiato, deluso, offeso e demotivato.
Lo stato meritocratico, quello delle libertà, quello del futuro radioso per tutti, ha raccolto a piene mani l’ansia popolare e l’ha girata contro il popolo stesso.
Prima eravamo delle persone onorate e oneste fino a prova del contrario, ora siamo tutti fannulloni, scansafatiche e non riusciremo mai più a convincere nessuno che non è per tutti così.
Ma dove siamo finiti?
Cosa abbiamo fatto?

Ho buttato 11 ore del mio lavoro, al quale ho creduto pur nelle difficoltà, alle ortiche.
Non potrò più aspettarmi un riconoscimento, ne la stima. E non mi sentirò più onorato di fare quello che faccio. Me ne dovrò vergognare. Dovrò nasconderlo e scusarmi con chi me lo chiede.
Non potrò fare altro che capire e condividere chi, da lavoratore statale, ha truffato, evitato le responsabilità, rubato davvero lo stipendio.

Grazie italia!
Grazie per esserti svenduta al più bieco qualunquismo, per avere buttato il senso del diritto ed il buon senso, per avere scelto di avere cittadini tutti sospettati e colpevoli.
Grazie, grazie di cuore!

Ah, dimenticavo.
L’italia è fatta di italiani!

Giorgio

L’ultimo tunnel

15 Agosto, 2008

Una delle poche cose belle del mio lavoro di infermiere, è quella di avere il privilegio di ascoltare le persone raccontare della propria vita e proprio di una di queste storie, vorrei oggi rendervi partecipi.

Si trattava di un paziente anziano, ma vigoroso, uno di quegli uomini robusti, anziano ma forte, fiero e grande.
L’avevamo operato di cataratta, un intervento banale ed in anestesia locale, della durata di pochi minuti.
Alla fine del piccolo intervento, come al solito e per rinfrancare la persona dallo stress subito, posi la solita domanda :
“Come va? Tutto bene?
Ha avuto paura?”
Lui, in piedi davanti a me rispose sorridendo:”Dopo quello che ho passato, non ho più paura.
Sono un uomo fortunato!”
Non potei fare a meno di chiedergli le ragioni della sua affermazione e lui lo raccontò. E forse non desiderava altro.

Verso la fine della guerra era stato fatto prigioniero dai nazisti e spedito in un campo di prigionia in Germania. Per sua stessa ammissione, disse che non se la passava tanto male ma, come capita a tutti gli uomini prigionieri, l’unico pensiero che lo guidava in ogni singolo giorno, era quello di cercare di fuggire per riconquistare la perduta libertà.
Un giorno se ne presentò l’occasione.
Un camion entrava tutti i giorni nel campo per portare prigionieri e materiale. Di solito, appena il camion varcava il cancello, questo veniva subito chiuso dalle guardie e quella era l’unica via per entrare e uscire dalla fortezza.
Quel giorno, per imprecisate ragioni, il cancello rimase aperto e le guardie che attorniavano il camion e che si trovavano sempre a ridosso del cancello, si trovavano invece dall’altra parte del camion, lasciando un varco incustodito. Per quell’uomo e i suoi compagni era l’occasione che attendevano da tempo e che, forse, non si sarebbe più verificata.
Il camion rimase fermo poco dopo il limite d’ingresso e l’angolo della baracca dove si trovavano i nostri eroi, non era tenuto d’occhio da nessuno dei soldati della fortezza.

Con un guizzo e grazie al vigore dei loro vent’anni, sgattaiolarono dietro al camion e guadagnarono l’uscita in un batter d’occhio, non visti e liberi finalmente di conquistare l’agognata libertà.

Uscirono dal campo interno e sapevano già che avrebbero dovuto raggiungere il muro di cinta. Lo fecero rasentando il muro alle loro spalle fino al punto in cui, dirimpetto, si trovava l’ingresso al lungo tunnel che li avrebbe portati fuori. Il tunnel era saltuariamente sorvegliato dai soldati, ma proprio in quel momento le guardie non c’erano.
Uno alla volta, i fuggiaschi lasciarono rapidamente il muro interno per imboccare il tunnel e percorrerlo fino alla vera e propria libertà.
Il nostro protagonista fu l’ultimo a doversi staccare dal muro interno, percorrere di corsa il breve tratto allo scoperto fino all’ingresso del tunnel e percorrerlo poi fino in fondo.

Percorse i pochi metri del tunnel, passo dopo passo, con il cuore in gola e appiccicato alla parete. Sapeva che se qualcosa fosse andato storto, per lui sarebbe stata la fine.
L’uscita si avvicinava sempre più e gli ultimi metri li percorse correndo.
Appena fuori dal tunnel, quando tutto sembrava diventare leggero e luminoso, una mano gli si appoggiò alla spalla!

Dinnanzi a noi, che lo ascoltavamo in silenzio, presi da un po’ di tensione, quell’uomo si commosse.
Ci disse del suo stato d’animo di uomo perduto, di colui che è consapevole della fine, di chi stava per soccombere alla crudeltà del destino fatale.
Lui credette, senza voltarsi a scoprire chi lo aveva fermato, che quelli sarebbero stati gli ultimi istanti della sua vita.Ma un sorriso dolce gli disse, in tedesco, che si era guadagnato la libertà e lo lasciò andare.

Confesso di essermi commosso nel vedere quell’uomo fiero e orgoglioso in piedi davanti a me, che raccontava della sua morte scampata, concludere il racconto con il sorriso di un uomo veramente libero e fiero di esserlo.
E’ un breve racconto, lo so, che a me ha insegnato il valore della libertà, dei ricordi, della fierezza, della speranza e della vita.
Spero possa insegnare le stesse cose anche a voi.