Archivio per Settembre, 2008

La Linea dei Goti

30 Settembre, 2008

Ho finito proprio ieri di leggere un libro storico, prodotto dal Comune di Montegridolfo (RN), sulle memorie concittadine del passaggio del fronte proprio nei pressi di Montegridolfo dove fu allestita la famosa Linea Gotica, baluardo difensivo dell’esercito tedesco contro le forze alleate risalenti da sud.
Il libro si intitola “La Linea dei Goti e La Guerra” e non è precisamente un libro dalla tiratura elevata e per la maggior parte degli italiani rimarrà una pubblicazione mai pubblicata, ma per chi, come me, ha avuto il privilegio di consultarla, rimane un prezioso documento, testimonianza di un tempo passato, ma che lascia ancora la voglia di leggere i ricordi di chi ha vissuto un periodo buio di storia italiana e non solo.

Si tratta di un libro di testo ed immagini che mostra come anche in località semisconosciute, la guerra abbia lasciato il segno ed un fiume di ricordi, nostalgie, dolori e commozione.
Nel 1944 l’esercito tedesco, agli ordini del Generale Kesselring, approntò una linea difensiva che andava dalla costa toscana alla costa adriatica e lungo il suo tracciato si sono venuti a trovare quei piccoli paesi delle colline riminesi e pesaresi.
Come sappiamo la Linea Gotica non resistette a lungo alla spallata degli alleati, ma quel breve periodo è stato comunque sufficiente per far nascere episodi e avventure raccontate da gente che con la guerra non aveva nulla a che fare.
Sono racconti semplici, riportati con il tipico modo di esprimersi di quei posti, usando termini e raffigurazioni pittoreschi e unici di una popolazione rurale pulita e sincera.
In queste memorie si percepisce l’innocenza e la diffidenza di chi all’epoca era poco più che bambino e che oggi, invece, ha ottanta anni. Si alternano racconti avventurosi, dolorosi e curiosi.
Chi ha avuto un parente ferito dalle bombe, chi ha sofferto la fame per i lunghi giorni di rifugio nelle grotte, chi ha saputo intrattenere ottimi rapporti con i tedeschi, chi con gli inglesi e chi ha lavorato per la Todt alla costruzione della Linea Gotica.
Si traccia una immagine del disertore Fritz, un soldato austriaco nelle file tedesche, che ha disertato nascondendosi tra la popolazione traverstendosi da anziana donna del posto.
Si raccontano le notti di terrore per gli assalti di una banda di sedicenti partigiani che, sfruttando il clima di tensione, razziavano ogni cosa nelle povere case dei paesi in argomento.
E poi racconti di ragazzini, ora ottantenni, che hanno saputo trovare divertimento anche in situazioni drammatiche e pericolose, per non trascurare la tragedia delle bombe inesplose che hanno mietuto molte vittime.
Una serie di racconti interessanti che sembrano non mostrare il tempo trascorso.

Mi ha fatto riflettere il racconto di un prigioniero dei tedeschi che, dopo avere passato pene inenarrabili, deducibili dai suoi scritti, ha trascorso il resto della sua vita nel silenzio, senza mai raccontare del suo vissuto, lasciando alla sorella il triste compito di testimoniare le sue sofferenze. Un uomo che nella sua gioventù ha pagato un prezzo troppo alto, tanto elevato da convincerlo che nessuno mai avrebbe creduto al suo racconto.
Fa riflettere!
Pensare ad un uomo che per paura, o convinzione di non essere creduto, tace la sofferenza patita. Mi chiedo quanta mai possa essere stata.

Ho finito il libro cercando di immaginare quale possa essere stata la tragedia della Seconda Guerra Mondiale che, in ogni più piccolo angolo della nostra Italia, ha lasciato un segno indelebile.
I tempi sono cambiati, ma in queste settimane di grave crisi economica mondiale, lo spettro della violenza totalitaria riaffiora, sventolando nuovamente i suoi freddi tentacoli.
Non bisogna dimenticare.
Non si può dimenticare.
E non si deve sbagliare di nuovo.

Il gigante vacilla

25 Settembre, 2008

Ieri il presidentassassino G. W. Bush ha arringato il popolo statunitense determinando in esso un nuovo terrore, ben più temuto delle bombe dei “terroristi”, la Recessione Economica, quella condizione che negli statunitensi crea esacerbazione delle violenze, malcontento e immediato capovolgimento delle preferenze politiche al riguardo dell’establishment.
Il presidentassassino deve essere molto preoccupato, se ha fatto un discorso del genere, dopo che per troppi anni ha rassicurato che le cose andavano bene e che gli obiettivi di crescita, pace, democrazia e benessere, erano alle porte e prossimi alla conquista.
Eggià, “conquista”, un termine che nell’animo degli statunitensi suona bene, li accarezza, li fa dormire tranquilli. Conquistare, detenere, prendere, invadere, bombardare, uccidere, assoggettare, avvilire e depredare, sono le azioni che caratterizzano un popolo che ora non sa spiegarsi come mai le cose vadano male. E vanno male molto, moltissimo.

Il presidentassassino ha sventagliato lo spettro della povertà, della perdita del lavoro per milioni di statunitensi, del futuro nero per figli e nipoti e come soluzione offre di dilatare smisuratamente, il già incommensurabile debito pubblico, con una operazione da 700 miliardi di dollari.
Dovesse andare male, il crollo borsistico ed economico del 1929, apparirà com un breve momento di difficoltà per i mercati mondiali.

E’ nauseante dovere ammettere che ci siamo lasciati guidare da un mostro del genere e che ne siamo schiavi fin dentro le ossa, ma è così. Un mondo intero che aspetta che il mostro statunitense faccia le sue mosse per potere descrivere il proprio futuro. Un mondo intero tenuto in mano da un mostro agonizzante.
Sono un pochino schifato!

Riccione – Negozi chiudonsi

15 Settembre, 2008

Dopo oltre 25 anni di onorata attività, a Riccione, chiude il negozio di dischi e musica ‘Pick Up’, una istituzione per il Corso F.lli Cervi.
Chiude, a detta del proprietario, a causa di internet e della spietata concorrenza data dal P2P.
Non so dargli torto.
Internet ed il file sharing hanno molte responsabilità in merito, ma non è solo questo che ha portato Mauro alla chiusura.
Sono anche il poco ricarico, il prezzo eccessivo dei CD, la SIAE (maledetta), le tasse e il fatto che spesso di un CD di un particolare autore, piacciono solo pochi brani ed è quindi più facile e redditizio scaricarli dal web. Non dobbiamo dimenticare anche la grande distribuzione e gli ipermercati, che hanno portato scompiglio e accentramento.

Chiude anche ‘MANAO’, uno storico negozio di articoli da regalo e complementi d’arredo a Riccione da almeno 20 anni.
Chiude forse perchè i proprietari si sono stufati di lavorare, ma il fatto che le tasse siano dimostratamente una usura legalizzata, che tenere aperto un negozio ha un costo proibitivo e che i riccionesi forse non hanno più soldi da spendere, fa pensare che forse i proprietari chiudono per altre e più stringenti ragioni.

A Riccione sono in molti ad avere chiuso l’attività e ancora di più sono i negozi rimasti sfitti, lasciati alla polvere ed alla esposizione malinconica di sbiaditi cartelli “Affittasi”. Forse è complice il fenomeno della edilizia selvaggia, ma vedere tante saracinesche chiuse lascia un senso di abbandono stridente con il famoso clima solare e festaiolo della mia cittadina.

A questa strage di imprese, a questa perdita di colore commerciale, si contrappone non la ricerca di una soluzione a lungo termine che ridia vita al motore economico riccionese, ma la costruzione di un nuovo ipermercato, di un nuovo luogo di concentrazione e monopolio commerciale.

Io non sono un economista, ne un fine studioso di tendenze commerciali ed economiche, ma di certo percepisco l’impoverimento culturale e cittadino.
Mi dispiace per Mauro e la sua attività e per il fatto che sarà un nuovo disoccupato e se in questa malaitalia essere disoccupati a trent’anni è un grosso problema, esserlo a 50 è una tragedia.

Speriamo che si ricordi di seguire il consiglio di un noto “statista”, ora al governo : sposarsi la figlia del noto statista.

Ciao Ciao :-(

Io sto con la Bolivia

12 Settembre, 2008

Il governo boliviano ha messo alle strette l’ambasciatore americano e gli ha intimato di andarsene. Viene accusato di fomentare le correnti secessioniste e separatiste.

Non ho dubbi a credere che sia proprio come dice il governo boliviano e io sostengo la loro azione.
Dovremmo farlo anche qui e gli statunitensi se ne dovrebbero restare a casa loro.

Anche Chavez, presidente del Venezuela, ha appoggiato la causa boliviana contro l’ambasciatore americano ed ha intimato a quello residente in Venezuela di andarsene al più presto.

Che agli statunitensi sfugga che al mondo non c’è più nessuno che li voglia vicino a se?
Forse che portino un po’ di sfiga?

Dai sù, Zio Sam, vai a rompere i coglioni a casa tua!

Ciao Ciao :-)

47 anni fa…

11 Settembre, 2008

… mamma Carla dava alla luce, dopo lungo travaglio, il qui scrivente.
Era l’11 settembre del 1961. Quarant’anni dopo succedeva uno dei più grossi casini politico-mediatici che mente umana ricordi.
Non voglio parlare di Torri Gemelle demolite a comando, ne di quello che ha poi causato questo terrore al rialzo, ma voglio parlare di come io percepivo il mondo quando ero piccolo e come lo percepisco adesso che sono grande.

Che io mi ricordi, ho sempre giocato molto, di fuori, con gli amici del viale. Mi sono fatto male a sufficienza e i miei genitori hanno saputo fare i genitori pur nelle difficoltà di un epoca difficile e socialmente tormentata.

Oggi non vedo più bambini giocare nei campi, ma vedo bimbi oberati da zaini da sherpa himalayano per andare a scuola. Oggi vedo bambini rimpinzarsi la pancia di stronzate dolci e mediatizzate.
Vedo bambini con il cellulare, ma incapaci di scrivere un italiano corretto e forbito.
Vedo anche l’intelligenza condivisa, le creatività libera del web e altre cose che, alla mia epoca, erano solo fantascienza.
Non ho una età tale da potermi considerare vecchio, ma nemmeno quell’età per la quale indulgere in cose della pubertà, eppure dentro mi sento ancora un ragazzo, sono traboccante di idee e progetti, mi illudo di avere a disposizione un mondo per poterlo cambiare in meglio.
Forse è solo l’infanzia di ritorno tipica di chi stà invecchiando e perde neuroni, ma forse se tutti quelli che riescono a pensare a come si sentono, facessero lo sforzo di comunicarlo, potremmo capire che la vità non ha età, ma solo percezioni del tempo che scorre!

Tanti auguri a me!

Sala Operatoria

10 Settembre, 2008

Con questo primo articolo prende avvio una categoria poco trattata, la Sala Operatoria (SO), la vita al suo interno, i suoi ospiti, il lato oscuro e affascinante, le cose belle e brutte che la contraddistinguono.
Non è facile parlare di cose che la gente normale conosce attraverso le fandonie di ER e il Dr. House. Chi ha avuto la sua esperienza di Sala Operatoria da paziente, può raccontare quel poco che ha capito od è riuscita ad intravvedere, ma rimane silenziosa sul proprio vissuto da paziente in un luogo di cui non si sa praticamente nulla.
Eppure la Sala Operatoria è il fiore all’occhiello di ogni ospedale, l’angolo buio nell’immaginario collettivo, la sorgente di notizie sensazionali e terribili a giorni alterni.

Ma che cos’è una Sala Operatoria?
Anzitutto è un luogo chiuso e questo è l’aspetto più importante di tutto l’argomento. Di quel luogo non si può vedere nulla, ma soprattutto da essa non esce nulla e se anche qualcosa riesce a trapelare, è sempre filtrato o mutilato di qualche verità o elaborato per offrire un aspetto accettabile.
In linea di principio, la Sala Operatoria è un ambiente illusionistico, la camera dei segreti della medicina.
A contenere il segreto concorrono diversi fattori, alcuni necessari alla buona riuscita delle funzioni e delle azioni che si svolgono al suo interno, altri necessari ad evitare che la gente scorga il lato drammatico di quella che oserei chiamare “Violazione dell’essere umano”.
Violare un essere umano è un atto drammatico, talora raccapricciante, freddo, meditato e portato avanti con scrupolosa determinazione e, a pensarci bene, non c’è tanta differenza nel compiere l’atto di sparare ad una persona ed operarla chirurgicamente. Se ne viola l’integrità, se ne materializza uno scopo e viene eseguito con lucida determinazione; quello che cambia sono gli effetti, ma il periodo che passa tra l’attimo prima e quello successivo, è una fase di estrema violenza, dove l’essere umano è in balia di altri esseri umani.

Poi la Sala Operatoria è un luogo ad elevata tecnologia, dove vengono impiegati strumenti e presidi unici per costo e sofisticazione. Questo non ha solo aspetti ammirevoli e suggestivi, ma anche lati diabolici che portano a sviluppare tecnologia per arricchire gli utilizzatori di simili strumenti.
Come per altri ambiti sanitari, la SO non è disgiunta dalle mode e dalle “tendenze” e, considerata l’impressionante mole di denaro che circola attorno alle attività nascoste della SO, si materializzano veri e propri atti di corruzione e spreco.

Poi la SO, per via della sua impenetrabilità, è un luogo di esercizio illimitato di potere, una arena dove non sono gli umani che combattono contro i leoni, ma i leoni che si azzannano per il prevalere e il dominio, dimenticando che gli umani rimangono spesso graffiati e talora soccombono.
Al di la degli istinti propri del predatore e della preda, l’esercizio di potere è avvelenato spessissimo da invidie, gelosie, vendette, ricatti per i quali il pesce grosso non si accontenta solo di mangiare quello piccolo, lo vuole umiliare.

La Sala Operatoria vista da un paziente può mostrare il lato imperscrutabile della paura di “non risvegliarsi”, ma per chi ci lavora dentro, la SO mostra il lato entusiasmante e misero di un ambiente di persone che si mettono in gioco ogni giorno per permettere ad altri di cercare di vincere la propria partita con la malattia.

Ho passato 20 anni dentro una Sala Operatoria, ci ho creduto e ci credo, amo il mio lavoro, ma non posso nascondere di essere stato testimone di episodi che, belli o brutti che siano stati, mi hanno segnato e di cui voglio farvi partecipi.
Un piccolo tentativo di far conoscere quello che la gente, spesso, non vuole sapere.

Se li conosci li eviti

8 Settembre, 2008
Copertina del libro di Marco Travaglio

Copertina del libro di Marco Travaglio

Ho finito di leggere, da qualche tempo, il libro del grande giornalista Marco Travaglio, il cui titolo è il titolo di questo post.
574 pagine che dipingono le vite, le opere politiche, le frasi celebri e i comportamenti dei politici che oggi siedono in parlamento
Tutti uomini d’onore nel senso malavitoso e mafioso dei termini. Loschi figuri intenti unicamente a detenere il potere ed a farlo nel modo più bieco e vergognoso che mente umana onesta, possa immaginare.
Di ogni soggetto, delle varie cosche in affari, viene fatta una analisi delle proprie origini e del proprio evolvere politico.
Viene stilata una accurata analisi della fedina penale con indagini e processi a carico, con condanne già sanzionate e con procedimenti giudiziari di vario livello e gravità. Vengono rimarcate le frasi celebri, le recise e granitiche dichiarazioni, le smentite alle precedenti ed all’esercizio del ripensamento e del vero e proprio tradimento politico. Tutto ciò condito con le varie gesta politiche, con le varie collusioni e concussioni consumate in proprio o in associazione con altri malavitosi ora al governo.
I soggetti vengono suddivisi per appartenenza politica e il libro fa anche un elenco delle persone oneste e ben impostate, quelle persone che sarebbero utili ad una italia degna di chiamarsi nazione.
Nella parte finale del libro c’è una sezione dedicata alle leggi vergogna, agli aborti politici, agli inciuci ed alle vere e proprie truffe ai danni della nazione e dei cittadini che la popolano.

Cosa ho capito dalla lettura di questo libro?
Ho capito che la mafia sul territorio italiano, quella mafia che spaccia, che corrompe, che usura, che uccide, non è altro che l’effetto di decisioni prese nel palazzo dove stanno i veri capiclan.
I veri mafiosi sono in parlamento!
Quelli che imperversano a Napoli, a Milano, in Calabria, nelle regioni del triveneto, sono solo guappi di cartone, sottocapi, piccoli esecutori che si richiamano ai e vengono protetti dai gran maestri seduti negli scranni di Montecitorio.
Sugli scranni di governo ci sono uomini e donne sporchi dentro, uomini e donne spietati, bugiardi, disonorevoli, svergognati. Si potrebbe dire che la malavita organizzata è gestita da dentro i palazzi del governo.

Leggere questo libro, i cui contenuti sono suffragati da documenti inoppugnabili, mi ha fatto conoscere retroscena difficilmente immaginabili.
Voltagabbanismo, opportunismo, servilismo, leccaculismo, fancazzismo, miserie morali, inadempienze, menzogne o semplici incapacità professionali, caratterizzano oltre il 90% dei politici che si sdraiano sugli scranni di quel parlamento che dice di lavorare in favore della nazione e dei cittadini.
I politici o sedicenti tali, sono la espressione meno armata delle cosche mafiose, ma non sono meno pericolosi.
Tutti intenti a proteggere se stessi sia verticalmente che trasversalmente, questi malavitosi hanno comportamenti di copertura incrociata atta a far si che nessuno possa prendere una posizione netta al riguardo di nulla. Non possono, tra loro, commettere sgarri ai danni di nessuno e, nel cercare di perpetrare questo malaffare, cercano a tutti i costi di imbavagliare magistratura e informazione.
Non si tratta più di individuare chi ha la colpa dello sfacelo politico, morale ed economico dell’italia, ma di cercare una via per espellere questi virus, questi vibrioni patogeni da dove ora risiedono e creano danno. Il parlamento italiano è un bubbone, un ascesso che va svuotato e drenato al più presto affinchè la gangrena possa essere limitata il prima possibile.

Il loro comportamento è così virulento e proteso alla creazione di un enorme casino, che sono disposti bellamente a tradire chiunque, elettori, colleghi, la patria, la legge, la storia, i padri della patria, foss’anche i loro genitori.
Per chi fosse alla ricerca dell’aspetto truce e bastardo della politica italiana, non deve fare altro che leggere il libro in argomento e scoprire cose inquietanti, vergognose, irritanti, pericolosissime.
Dal libro traspare il ritratto di una nazione morente, covo sconfinato di loschi individui conniventi con una popolazione imbelle, ignorante, intenta solo a perseguire il proprio piccolo esercizio di furbizia e di malaffare.
In parlamento siedono individui vergognosi, beccamorti di una nazione allo sbando dove per risolvere un problema se ne creano almeno altri tre.
Un libro illuminante e drammatico, feroce e talora incredibile.
Da leggere!