Archivio per Dicembre, 2008

In questo mondo di ladri

11 Dicembre, 2008

Questa mattina, mentre passeggiavo con il cane, ho avuto una rivelazione. Una rivelazione suggeritami anche dagli articoli di Repubblica commentati su RAI News 24.
Il nostro Duce2 vuole cambiare la Costituzione Italiana. Lo vuole fare ad ogni costo e per i motivi che ben sappiamo. Scappare dai rigori della giustizia e mantenere le promesse fatte a chi lo ha votato ed ai suoi compari.

Mi stupiva il silenzio degli italiani al riguardo delle oscenità dette e fatte dal Duce2, ma poi ho pensato :
“Cosa vuole la gente?”
“Cosa vogliono gli italiani?”
Ma soprattutto :
“Cosa sono gli italiani?”
“Che cos’è l’italia?”
Ho fatto due rapidi ragionamenti e mi è sorta alla mente questa illuminazione:
1. Il centro-sud italia è in mano alle cosche mafiose e all’illecito diffuso (corruzione, concussione, ricatto, appropriazione indebita e chi più ne ha…). Li lo stato di diritto non c’è più da un pezzo e forse non c’è mai stato
2. Il centro-nord italia è in mano all’imprenditoria collusa o ricattata dalle cosche di cui sopra. Imprese per lo più dedite all’evasione fiscale ed all’abuso. Si nascondono dietro alla produttività, poi fanno cose raccapriccianti (commercio di materie alimentari avariate, esportazione di capitali all’estero, decentrazione dell’attività produttiva in paesi esteri per contenere le spese, ma aumento del prezzo dei prodotti per guadagnare sul guadagno)
3. La maggior parte degli italiani ha qualche cosa da nascondere o qualche peccatuccio da far passare impunito. Tra abusi edilizi, frode fiscale, clientelismo e quella innata voglia di farla franca a scapito della legge e delle regole, gli italiani hanno la coscienza sporca. Si lamentano tutti, poi scopri che hanno costruito un edificio del tutto abusivamente, o hanno fatto entrare il figlio nell’amministrazione pubblica sfruttando opportune “amicizie”, o che hanno il genitore morto, ma ne riscuotono ancora la pensione, ecc. ecc., o che non chiedono mai lo scontrino per non turbare il negoziante.

Da tutto ciò deduco che il Duce2 fa e dice quello che vogliono/vorrebbero fare/avere la maggior parte degli italiani.
In un paese di ladri nessuno può dare del truffatore ad un altro truffatore. Dove si è tutti ladri e disonesti, le leggi e le regole danno fastidio.
Ebbene, il Duce2 cerca di togliere le regole e stabilire per legge che l’italia è una nazione fondata sull’illegalità e che gli abitanti sono, per legge, tutti dediti al malaffare.
Dal suo punto di vista, di uomo disonesto, è logico e necessario. Perlomeno potrà sempre dire che lui non è l’unico disonesto in italia

Gli onesti sono troppo pochi per avere voce in capitolo e invertire la tendenza e possono essere sacrificati.
Onesti avvisati, sono a mezzo salvati!

Smemorati!

10 Dicembre, 2008

Oggi ho avuto il privilegio di vedere un vecchio filmato della BBC, facente parte di una opera monumentale sulla Seconda Guerra Mondiale.
Il filmato in oggetto si riferisce al tristissimo, tragico capitolo della 6^ Armata tedesca a Stalingrado nel 1943.
Una storia terribile veramente, in cui 250.000 uomini che andarono in Russia per distruggere e conquistare, spinti da un ideale fasullo e assurdo, furono accerchiati dal legittimo popolo di quelle lande e subirono, oltre che la sconfitta, una cocente vergogna e perdite umane inimmaginabili.

Giunsero a Stalingrado spinti dalla forza di una offensiva travolgente sul versante sud-orientale del Caucaso. Si spinsero così velocemente che i soldati rimasero troppo distanti dai rifornimenti che fecero una enorme fatica per raggiungerli. Ciò accadde con il sopraggiungere del pauroso inverno russo.
Quando i 9/10 della città furono conquistati a prezzo di ingenti perdite e dopo combattimenti metro per metro, le condizioni meteorologiche precipitarono nel lungo inverno ghiacciato, proprio mentre i russi si furono riorganizzati e motivati a riprendersi quello che era loro legittima proprietà.

Dopo essere state accerchiate dalle forze russe, le divisioni al comando del Generale Von Paulus, subirono un assedio ferocissimo, funestato da temperature polari, dalla scarsezza di cibo e munizioni, dalla totale perdita di ottimismo e dall’isterico ordine di Hitler che ordinava di mantenere la posizione.
Quando a gennaio 1943 i russi attaccarono nuovamente la città, la situazione precipitò e il Generale, che il giorno stesso della resa fu nominato Feldmaresciallo da Hitler in persona, consegnò le armi ai russi.
La resa costò ai tedeschi :
- 2 Armate
- 24 Generali
- 2000 Ufficiali
- 90.000 prigionieri e…
150.000 morti
senza contare che le armate ungherese, rumena e italiana, furono totalmente distrutte.

Dopo la resa i tedeschi furono confinati in campi di prigionia a condizioni inumane, tanto che dei circa 100.000 prigionieri ne morirono per fame, freddo e tifo, 50.000 nel giro di poche settimane.
In tutto, dei 100.000 prigionieri, fecero ritorno a casa 6000 soldati.
Voi capite?
Delle 250.000 unità combattenti, di uomini, di esseri umani, ne sopravvissero 6000!!!
244.000 morti di freddo, di fame, di tifo e di fuoco russo. Tutto per perseguire i deliri di un pazzo, per raggiungere un sogno inarrivabile, tutto in nome di una stupidità colossale.
Mi rammarica che dopo un’avvenimento del genere, successo 65 anni fa, ci siano ancora in corso guerre e devastazioni.
E’ triste convincersi che gli uomini muoiono invano, ma se la storia non ci insegna nulla, la nostra vita ha veramente poco valore.

Sala Operatoria – Professionalità

7 Dicembre, 2008

La professionalità è il contenuto, la qualificazione ed il carattere professionale di una attività lavorativa. La professionalità inoltre, identifica il professionista, colui il quale a seguito di adeguata preparazione e formazione, impiega le proprie conoscenze per compiere il proprio lavoro, divulgarlo e onorare la propria professione e chi gliela ha insegnata.

In campo sanitario in generale ed in tema di Sala Operatoria nello specifico, una elevata professionalità riduce di molto il numero e la pericolosità degli errori e delle inadeguatezze e, di conseguenza, aumenta la sicurezza del paziente.

La professionalità racchiude la consapevolezza, da parte del professionista, delle proprie capacità e potenzialità, ma soprattutto della propria responsabilità.

Responsabilità
Nel dizionario Garzanti è testualmente affermato :

Responsabilità : o l’essere responsabile o l’essere nella possibilità di dover rispondere degli effetti (benefici o dannosi nda) derivanti dalle altrui o proprie azioni

Alla voce responsabile del medesimo dizionario è affermato :

Responsabile : è colui che è conscio delle proprie responsabilità

I due termini indicano chiaramente che chi agisce consciamente e con riconosciuta responsabilizzazione, nel bene e nel male, è nella condizione di dover rispondere di ciò che fa e dice.
Non è responsabile chi non è conscio delle responsabilità addossategli (una figura non sanitaria che compie atti sanitari a sua insaputa, non può essere ritenuto responsabile delle azioni commesse), chi viene costretto con la forza o il ricatto a compiere azioni di qualsiasi genere ed al di fuori delle sue riconosciute responsabilità.
Anche il demandare ad altri responsabilità proprie, non annulla comunque la responsabilità del delegare stesso.

I concetti di Responsabilità e Responsabile, richiamano ad altri tre concetti inerenti lo svolgimento delle proprie azioni, le quali possono essere espletate con Imperizia, con Imprudenza o con Negligenza.

L’Imperizia comporta la commissione di azioni e funzioni per le quali non si è completata l’opportuna formazione attraverso la quale il professionista conosce tutte le possibili implicazioni delle proprie azioni e le possibili soluzioni di fronte a problemi conosciuti.

L’Imprudenza comporta la commissione di azioni e funzioni senza l’osservanza delle riconosciute regole di prudenza e buon senso che eviterebbero, se osservate adeguatamente, danni o sinistri o pericolosità generiche a carico del soggetto destinatario di tali azioni e funzioni.

La Negligenza prefigura il commettere azioni dannose e pericolose essendo consci di tali possibili danni e pericoli. Si tratta di fare volontariamente cose che si sa che possono essere pericolose e dannose.

L’imperizia è la condizione di minor gravità, mentre la negligenza è la più grave forma di comportamento. Non va però dimenticato che non è sempre possibile nascondersi dietro alla propria imperizia, per giustificare un eventuale danno arrecato ad un paziente durante l’esercizio delle proprie funzioni assistenziali.
Infatti un infermiere che usa apparecchi che non conosce e sa di non conoscerli adeguatamente, compie atto negligente. Nega, cioè, la propria condizione di inesperto e usa una cosa che non conosce.