Oggi ho avuto il privilegio di vedere un vecchio filmato della BBC, facente parte di una opera monumentale sulla Seconda Guerra Mondiale.
Il filmato in oggetto si riferisce al tristissimo, tragico capitolo della 6^ Armata tedesca a Stalingrado nel 1943.
Una storia terribile veramente, in cui 250.000 uomini che andarono in Russia per distruggere e conquistare, spinti da un ideale fasullo e assurdo, furono accerchiati dal legittimo popolo di quelle lande e subirono, oltre che la sconfitta, una cocente vergogna e perdite umane inimmaginabili.
Giunsero a Stalingrado spinti dalla forza di una offensiva travolgente sul versante sud-orientale del Caucaso. Si spinsero così velocemente che i soldati rimasero troppo distanti dai rifornimenti che fecero una enorme fatica per raggiungerli. Ciò accadde con il sopraggiungere del pauroso inverno russo.
Quando i 9/10 della città furono conquistati a prezzo di ingenti perdite e dopo combattimenti metro per metro, le condizioni meteorologiche precipitarono nel lungo inverno ghiacciato, proprio mentre i russi si furono riorganizzati e motivati a riprendersi quello che era loro legittima proprietà.
Dopo essere state accerchiate dalle forze russe, le divisioni al comando del Generale Von Paulus, subirono un assedio ferocissimo, funestato da temperature polari, dalla scarsezza di cibo e munizioni, dalla totale perdita di ottimismo e dall’isterico ordine di Hitler che ordinava di mantenere la posizione.
Quando a gennaio 1943 i russi attaccarono nuovamente la città, la situazione precipitò e il Generale, che il giorno stesso della resa fu nominato Feldmaresciallo da Hitler in persona, consegnò le armi ai russi.
La resa costò ai tedeschi :
- 2 Armate
- 24 Generali
- 2000 Ufficiali
- 90.000 prigionieri e…
… 150.000 morti
senza contare che le armate ungherese, rumena e italiana, furono totalmente distrutte.
Dopo la resa i tedeschi furono confinati in campi di prigionia a condizioni inumane, tanto che dei circa 100.000 prigionieri ne morirono per fame, freddo e tifo, 50.000 nel giro di poche settimane.
In tutto, dei 100.000 prigionieri, fecero ritorno a casa 6000 soldati.
Voi capite?
Delle 250.000 unità combattenti, di uomini, di esseri umani, ne sopravvissero 6000!!!
244.000 morti di freddo, di fame, di tifo e di fuoco russo. Tutto per perseguire i deliri di un pazzo, per raggiungere un sogno inarrivabile, tutto in nome di una stupidità colossale.
Mi rammarica che dopo un’avvenimento del genere, successo 65 anni fa, ci siano ancora in corso guerre e devastazioni.
E’ triste convincersi che gli uomini muoiono invano, ma se la storia non ci insegna nulla, la nostra vita ha veramente poco valore.
