Archivio per Febbraio, 2009

Amore mio!

16 Febbraio, 2009

Non sono più un ragazzino. A 47 anni non ci si può più considerare ragazzi, ma la mente e i sentimenti sono permeabili come spugne.
Quando, da ragazzo, sentivo dire che l’amore oltre i 40 può essere devastante e fortissimo, rispondevo a me stesso : “Cazzate!”
Ora che mi è capitato e che sento e vedo il Sole dentro me, posso solo dire : “Grazie. E’ vero!”
Grazie perchè ho vissuto e vivo attimi di struggente sentimento che mi scalda la mente, che mi fa sentire incredibilmente vivo, forte, motivato.
Ed è vero. Per me l’amore esploso due anni fa per una donna di dieci anni più giovane, ha segnato la mia vita di uomo mediocre in modo indelebile.Ho lasciato moglie e famiglia, vivo da solo e coltivo questo amore come e più che posso.
Nei momenti di grande sentimento, mi chiedo perchè proprio a me, perchè quell’angelo così bello e sorridente è volato proprio da me.
Non c’è una risposta, ma non riesco ad accettare la fatalità di un amore come questo.
Un sentimento grande e forte come quello che provo, non può essere un caso.
A volte mi chiedo cosa ho fatto di così buono nella vita per meritare un amore così e non mi viene in mente nulla.
Le piccole cose, i piccoli eventi capitano, ma una cosa così è troppo incredibile, forte e bella per essere solo un caso.

Non sono un credente, non ritengo di avere bisogno di un dio per completare la mia vita, ma ringrazio comunque chi o cosa mi ha riservato quanto mi è stato donato.

Grazie!
Grazie Amore mio!

Il Mio Nostro

7 Febbraio, 2009

egoismoCerto, “Mio” è più semplice da pronunciare di “Nostro”, ci sono meno lettere e bocca e lingua devono lavorare di meno e forse proprio il significato intrinseco di “Mio” è puntato al risparmio, al meno, al poco, all’unico.
Diversamente “Nostro” è difficile, composto da diversi movimenti della bocca, ampio, abbondante, senza limiti.
Fa paura dire “Nostro”, è denudante, è generoso e poco definito. E’ collettivo, spersonalizzante, comunitario, quasi sprecone.
Eppure “Mio” è più faticoso da sostenere, da mantenere, difficile da dire guardando gli occhi degli altri. Malgrado le sue poche lettere, pesa moltissimo, ingombra.
“Mio” ammazza la discussione, uccide le parole altrui, spegne la luce negli sguardi e mette dei cancelli non solo per l’accesso degli altri, ma per l’uscita di chi cerca di sostenere il proprio “Mio”.
Chi si chiude nel “Mio” non può uscire da quelle tre lettere, non ce la fa a condividere la propria gioia dell’avere. Ha, ma non ascolta, non vede, non parla. Un cuore chiuso ed è strano che il cuore si chiami anche Miocardio.
“Mio”, nella sua ristrettezza, non può racchiudere mai il valore di “Nostro”, mentre avviene sempre il contrario e questa affermazione è sostanziale.

Purtroppo questo mondo sembra volere il “Mio”, facendo economie anche sulle parole e i concetti, impoverendosi, chiudendosi dentro mura di silenzio, di cecità e odio.
“Mio” è una parola povera, cattiva, egoista, troppo severa per essere umana.
L’unico posto dove sta bene la parola “Mio” è nei muscoli, quelle strutture corporee che vengono abusate per imporre la parola “Mio”.

Ciò che avete letto, non è il mio articolo, ma il nostro articolo. Come è nostro questo forum, nostra questa rete di cervelli, nostra la capacità di pensare, nostro questo mondo e nostro questo universo; l’universo di tutti.
Non dimentichiamoci chi siamo, nel nostro interesse!