Sala Operatoria – Proposta/Bozza di formazione


CORSO DI ASSISTENZA CHIRURGICA
PER INFERMIERI E OSS [0]
per il conseguimento del titolo di
“TECNICO DI SALA OPERATORIA”


Finalità: Preparare personale di elevata formazione professionale e tecnica in grado di adempiere ai compiti di Assistenza Chirurgica e di Sala Operatoria con competenze complete e comprovate [1].
Durata: 9 mesi o 37 settimane (dal 1/10 al 30/6)
Rivolto a: Personale di nuova/recente assegnazione al Blocco Operatorio [2]
Posti disponibili: 4-8 per ogni corso [3]
Selezione dei candidati Il personale infermieristico dovrebbe avere almeno un anno di esperienza di corsia e di assistenza infermieristica effettiva. Il personale OSS deve possedere Diploma di Maturità possibilmente ad indirizzo tecnico-scientifico ed almeno un anno di servizio di corsia.
Validità del titolo: Locale o Regionale [4]
Modello didattico:
  • Lezioni d’aula (martedi e giovedi) di 4 ore per un totale di 300 ore [5]
  • Lezioni pratiche in Sala Operatoria (dal lunedi al venerdi) di 6 ore a giornata, per un totale di 1200 ore circa [6]
Conseguimento del Titolo: Esame di fine corso con prova teorica scritta (quiz) e pratica scritta (descrizione di un intervento e della relativa assistenza chirurgica).
Materie di studio:
  • Igiene (Sterilizzazione, microbiologia, rischio infettivo, ecc.) 30 ore
  • Anatomia chirurgica e Fisiologia 40 ore
  • Terminologia medica e chirurgica 20 ore [7]
  • Strumentazione chirurgica 30 ore
  • Anestesia e Assistenza anestesiologica 40 ore [8]
  • Assistenza chirurgica 40 ore
  • Chirurgia Generale 50 ore
  • Ortopedia/Traumatologia 50 ore
Materiale didattico: I discenti potranno studiare su testi messi a disposizione dagli organizzatori.

Il Corso è – attualmente – gratuito e obbligatorio per tutti i nuovi assegnati al BO e per tutti membri del gruppo con meno di un anno di servizio.
Il Titolo conseguito, non rappresenta un titolo preferenziale per assegnazioni in altre aziende od altri presidi all’interno della stessa azienda. Rappresenta invece un titolo professionale di alto profilo per l’esercizio professionale extraospedaliero.

[0] Le ragioni degli OSS in SO.
Ho incontrato molte resistenze in merito, da parte dei miei colleghi infermieri. Gli argomenti opposti all’integrazione degli OSS in SO sono squisitamente legati ad una (verosimile) “mancanza di preparazione”.
Di cosa parlano? Quale preparazione?
Attualmente gli infermieri vengono collocati in SO senza alcuna valutazione attitudinale e senza alcuna seria selezione (se non forse per i limiti dell’età per cui non vale la pena di assegnare ad un BO un infermiere ultracinquantenne stanco e poco “elastico”). Imparano il mestiere mentre lo fanno. Diciamo che la preparazione anche di base, riguardante il lavoro di SO, è totalmente assente. Quindi di cosa si sta’ parlando?
“Ma l’infermiere conosce l’assistenza infermieristica, l’anatomia, la fisiologia. Un OSS no!”
Questa è l’affermazione che va per la maggiore.
La mia è semplice: “La imparano, come l’hanno imparata gli infermieri!” o forse che l’anatomia normale e chirurgica richieda qualche dote suprema per essere appresa?
Le figure di Strumentista e/o Assistente di sala (o circolante) sono prettamente, esclusivamente tecniche. Il loro esercizio infermieristico e assistenziale al paziente è nullo, mentre espletano il proprio compito.
Con questo non voglio dire che chiunque possa entrare in SO e mettersi a fare lo Strumentista o l’Assistente di sala, ma ritengo fermamente che con una adeguata preparazione, anche figure non infermieristiche siano in grado di adempiere ai tipici compiti delle figure suddette.
Se è vero che gli infermieri italiani oggi partono da zero per imparare a lavorare in SO, lo stesso vale per personale non infermieristico.

[1] Il corso ha lo scopo di preparare personale con elevata professionalità derivante da una formazione omogenea, coerente, intensiva e mirata.
La progettazione e l’eventuale (auspicabile) avvio di questo progetto, rappresenta l’adeguata sostituzione dell’attuale modello formativo basato sull’apprendimento “in corso d’opera” e sulla vetusta (ma non inutile) pratica del tramandare verbalmente usi e costumi. Tali pratiche formative sono comunque sempre in secondo piano rispetto alle necessità operative.
Le lezioni pratiche sostituiscono l’attuale affiancamento “casuale” con un affiancamento “progettato e pianificato”.
A questo proposito si sente la necessità e l’obbligo di individuare figure tutoriali la cui turnazione deve essere adattata agli uffici scolastici.
Il corso è attivato solo se ci sono effettive necessità formative.

[2] Attualmente il corso non avrebbe motivazioni per essere esteso a personale esterno alle Sale Operatorie, mentre si rende obbligatorio per tutto il personale di nuova assegnazione o con meno di un anno di servizio.
Il corso può essere esteso, non obbligatoriamente, al personale con un periodo di servizio più lungo, che intenda perfezionarsi o ampliare le proprie conoscenze in materia di Assistenza Chirurgica.
Solo in futuro e con il riconoscimento della diversità operativa, professionale e formativa del personale di SO, il corso potrà essere esteso a personale extra-SO.

[3] Il numero dei partecipanti è volutamente limitato per consentire un adeguato apprendimento, per dare modo ai tutors di seguire attivamente e intensivamente i partecipanti all’iniziativa e per gestire con agilità gli inevitabili problemi logistico-gestionali.

[4] Il titolo conseguito dovrebbe avere una validità aziendale e dovrebbe essere riconosciuto in tutte le SO dell’azienda. Se ci fossero i presupposti e la volontà politica di estendere il progetto all’intera regione, si potrebbe raggiungere una valida omogeneizzazione formativa, su scala regionale.
In linea teorica, ma nemmeno tanto, questo corso punta a formare personale tecnicamente competente che può svolgere il suo mandato in strutture private e non strettamente legate alla SO. Come per gli USA, il Tecnico di Sala Operatoria può esercitare in studi dentistici, in ospedali militari, in strutture industriali che producono strumenti chirurgici, come informatori scientifici ed altro

[5] Il totale di assenze possibili non deve essere superiore a 1/5 (60 ore) del monte ore di lezioni teoriche. Il superamento di tale limite determina il non conseguimento del titolo di “Tecnico di Sala Operatoria”.

[6] Il tirocinio pratico all’interno delle SO deve essere adeguatamente documentato seguendo l’attuale metodica. Viene applicata la Curva di Apprendimento per numero di interventi gestiti nelle tre diverse configurazioni:
– da Assistente Anestesiologico con supporto diretto del tutor
– da Assistente Anestesiologico con supporto indiretto del tutor
– da Assistente di Sala con supporto diretto del tutor
– da Assistente di Sala con supporto indiretto del tutor
– da Strumentista con supporto diretto del tutor
– da Strumentista con supporto indiretto del tutor
Al termine del corso il discente deve essere provvisto di portfolio documentato (a cura dei tutors) delle attività svolte e della formazione conseguita

[7] La materia “Terminologia medica e chirurgica” viene introdotta per educare il personale alla corretta identificazione di ogni aspetto e dettaglio del lavoro di Tecnico di Sala Operatoria, al fine di rendere omogeneo e coerente il normale dialogo operativo.

[8] Queste lezioni sono indicate per il solo personale infermieristico.

Note: Ai docenti deve essere riconosciuto il pagamento delle ore di docenza d’aula come lavoro straordinario o altra formula che garantisca un ritorno economico adeguato. Inoltre deve essere riconosciuto il titolo di docente. Ai discenti possono essere applicati i crediti ECM nella forma che si voglia applicare.
Personalmente sono disposto a offrire la mia parte anche gratuitamente, purché si dia avvio ad una rivoluzione nella formazione di personale che ha il diritto e le possibilità di veder riconosciute la propria diversità e la propria elevazione professionale.

Autore: Giorgio Beltrammi
Infermiere presso il Blocco Operatorio dell’Ospedale di Riccione
E-mail: borgio3 at gmail dot com
Sito Web: http://strumentistaso.altervista.org

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