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La My Lay afghana

Nel settembre del 1969 un tenentino americano, che si sentiva la mano destra e sinistra del diavolo, entrò in un villaggio sud-vietnamita e decise che i 347 civili presenti colà, non fossero degni di continuare a respirare ed in pochi minuti li ammazzò tutti, con la collaborazione dei suoi soldati. Prima violentò le donne, poi picchiò i vecchi ed infine dette tutto alle fiamme.
Dopo un risibile processo e oscenamente di parte, il tenentino fu degradato.

Oggi si sa che un soldatino americano, della forza di pace e democratizzazione, è entrato in una casa afghana ed ha ammazzato a fucilate 17 persone, tra donne e bambini. Dire che sia un efferato, vergognoso e insopportabile crimine, non basta. Perdere la testa in guerra succede, la questione è che quella guerra l’hanno voluta gli americani e le guerre non servono ad un cazzo!

L’avevo detto, che gli statunitensi sono degli assassini. Ma li si continua a vedere come democratizzatori, pacifondai, esempi di civiltà.
Immagino che su quelle pallottole finite in quei corpi ci sia ben evidente la scritta “Democrazie”.
Complimenti!

Torno a ripeterlo per l’ennesima volta:
Finchè ci sarà un solo statunitense vivo su questa terra, noi saremo sempre in pericolo!

Lo Stato dell’unione

Qualche settimana fa il colorato presidente degli USA ha pronunciato un lungo discorso sullo stato dell’unione dei suoi stati uniti d’america. Un discorso infarcito di retorica e ottimismo che ha fatto venire una crisi glicemica persino ai suoi concittadini.
Ha ipotizzato di crescita, di uguaglianza, di equità e di futuro degno e adeguato per tutti.
Ora io mi chiedo come possa aver fatto un discorso del genere, considerata l’attuale situazione statunitense.
Gli USA sono attualmente la nazione più pericolosa al mondo, con un arsenale nucleare tale da distruggere l’intero sistema solare e per questi suoi “possedimenti” , non può essere un paese in cui la parola uguaglianza possa avere un qualche fondamento e senso.
Gli USA sono una nazione in cui la disuguaglianza e’ trionfante, basta parlare con i portoricani, i sudamericani ed i cubani che vivono li, per non parlare di quelli che non possono permettersi una assicurazione o che hanno perso il lavoro. Questi sono dei disperati senza un pochino di prospettiva e quindi segregati. Diciamo quindi che in virtù di quanto dianzi scritto, la parola “uguaglianza” non ha molto senso.
Gli USA sono uno dei paesi a più alto indebitamento. Questo debito deriva da guerre e devastazioni di proporzioni planetarie, che hanno insanguinato un intero secolo. Chi pagherà questo debito? I ricchi no, perché non si possono tassare (come misura di uguaglianza ed equità), quindi rimane compito di poveri, ceto medio e nazioni alleate o sottomesse. Alla faccia di equità, e giustizia!

Fidarsi delle promesse di un americano e’ uno sconsiderato atto di fiducia ed una dimostrazione di smisurata ignoranza storica. Fidarsi dello stato che non vuole l’energia atomica iraniana, quando esso stesso e’ il proprietario del più grande deposito di morte nucleare, appare almeno sciocco. Chi sono gli USA per intervenire sulle attività nucleari di altri stati sovrani? Tra l’altro gli USA sono gli unici che hanno usato fattivamente l’arma atomica nella storia dell’umanità , non una, ma ben due volte e del tutto senza ragioni.
Senza tralasciare il fatto che il 53mo stato americano, Israele, e’ una potenza nucleare che spadroneggia in tutto il medioriente.

Chiediamoci cosa possa offrire l’america a questo mondo.
Non credo che abbia altro da offrire se non quello che abbiamo già avuto e di cui possiamo benissimo fare a meno!

Sancta Santorum

Negli Stati Uniti guerrafondai, è iniziata la corsa repubblicana alla sedia della casetta bianchetta, dove attualmente è seduto il democratico Barak Obaldo.
E’ interessante scoprire i candidati, tra i quali spunta un certo cristiano, italiano di origini, che si chiama Santorum.
Il “cristiano” in oggetto è un ultraconservatore, insomma un tizio che sta tra i Talebani e gli Amish, che ha dichiarato bellamente a colazione, che in caso di sua vittoria alla presidenza degli stati uniti, bombarderebbe subito l’Iran, toglierebbe tutti i sussidi agli afro-americani ed ai latino-americani in america e applicherebbe leggi morali e bigotte di chiara provenienza medievale, anche se gli USA non hanno avuto un medioevo.

Complimenti!!!
Sudore, lacrime, sangue, cilicio, bombe, cristianità e preghiere.
Siamo proprio contenti di quest’altro cavallo pazzo americano!

Una faccia da culo

Ieri a Cannes, nel corso dell’ennesimo, inutile, costoso ed esclusivo G20, il presidente dei gringos statunitensi, tale Barak Obaldo, se ne esce con una critica oltraggiosa e sprezzante: “Il debito dell’Europa è troppo alto!”
Ma che cazzo dice quello li?
Lo straccione più vergognoso del mondo parla del debito europeo?!?!
Il presidente della nazione più indebitata del mondo, parla dei debiti dell’Europa?!?!
Quello che presiede la nazione più pericolosa al mondo, che ha dilapidato mila miliardi dollari per ammazzare popoli e culture, parla del debito europeo?!?!

Ma vaffanculo Obaldo, te e il tuo popolo!!!
Ma perchè dobbiamo ascoltare ‘ste puttanate?

Per riflettere un po’

http://www.youtube.com/watch?v=FHgJB2IoKyY

Fa un po’ ribrezzo la nostra “civiltà”!

La Legge Amerikana

Dopo 22 anni di reclusione, nel braccio della morte, il condannato ha esalato l’ultimo respiro. Il medico compiacente si è chinato sull’uomo ed ha constatato la morte.
La morte dispensatagli per legge.
in Amerika funziona così. Il condannato sconta decine di anni di carcere, magari anche ingiustamente e poi muore per iniezione letale, sedia elettrica, impiccagione, o altro metodo.
Immagino che ora gli amerikani siano soddisfatti, liberi dal loro livore e paghi della giustizia applicata ad un condannato, che milioni di amerikani non sapevano neanche che esistesse.

Ora i familiari di quel poliziotto, forse ucciso dal condannato, hanno avuto giustizia, percepiranno la soddisfazione di essere in pari con i conti del dolore.
Due famiglie (quella della vittima e quella del condannato) che ora sono pari, prima ha sofferto solo una, ora anche l’altra.

Ora i familiari del poliziotto, forse ucciso dal condannato, sono sereni, tutto può riprendere a scorrere come se non fosse mai successo nulla, possono ridarsi a quella felicità che solo una grande nazione come l’Amerika può garantire ai suoi cittadini.
Quell’iniezione letale ha spazzato via la delinquenza, ha tolto di mezzo un uomo che forse ha ucciso – così impara, ha cancellato il dolore, ha estinto la memoria del dolore ed ha dato un bel calcio a senso del perdono e pietà. Per gli amerikani la pietà non serve.

Finalmente i familiari del condannato possono soffrire come quelli della vittima; 22 anni dopo ma come si dice, meglio tardi che mai. Nei 22 anni in cui il loro congiunto stava nel braccio della morte, hanno gozzovigliato, si sono dati al godimento estremo, allo sport, alle meraviglie, a frizzi e lazzi. E’ giusto che anche loro soffrano come ha sofferto l’altra famiglia, che diamine!

Giustizia è fatta. Tutti a posto.
La giusta giustizia è quella che vede nell’annientamento la soluzione più adeguata. La legge del taglione in fondo è quella che vogliono tutti gli amerikani.
Un bell’esempio di giustizia che mette tutti d’accordo.
Il morto è stato fatto (prima era solo uno, ora sono due), punto e a capo!

Libia – Un nuovo Iraq nel Mediterraneo

Tripoli è quasi libera.
La Libia è quasi libera. Ammesso che la dipartita di Gheddafi sia un atto di liberazione vera, nei confronti di un popolo che di libertà non ne ha mai avuta.
Prima di Gheddafi c’era il Re, poi c’è stato Gheddafi ed ora?
Chi deciderà?
Chi prenderà in mano le redini di un paese ricco e bollente come la Libia?
Chi si metterà contro chi vede, nella Libia, un nuovo territorio di conquista petrolifera?
Gli USA, i maledetti terroristi americani, interverranno eccome, forse non subito, ma lo faranno.

Non appena in Libia ci saranno delle incomprensioni, gli americani meledetti interverranno e non mi convince nessuno che non stiano già facendo qualcosa per fomentare ricolte, indecisioni, pilotaggi politici e quant’altro. Il tutto con la complicità del francesino marito di Carlà.
Il mio invito ai libici è di guardarsi non tanto dai seguaci di Gheddafi, quanto da chi dice di avere aiutato i ribelli. Non li hanno aiutati per scopi umanitari. Levatevelo dalla testa.
La Libia rischia seriamente di passare dall’essere un paese totalitario al non essere nemmeno una nazione. L’Iraq dovrebbe avere insegnato qualcosa.

Vigilate, amici libici, vigilate!


English version

Libya -A new Iraq in the Mediterranean
Tripoli is almost free.
Libya is almost free. Assuming that the Gaddafi’s departure is a true act of liberation, against a people that never had freedom.
First there was the King, then there was Gaddafi and now?
Who will decide?
Who will take over the reins of a rich, and hot country like Libya?
Who will put against those who see, in Libya, a new territory to conquer?
The U.S.A., the infamous American terrorists, will take, perhaps not immediately, but they will.

As soon as there will be misunderstandings in Libya, the damned Americans will come. I’m sure that they are already doing something to stir harvests, indecision, political cons, and so on. All with the complicity of the Frenchman, Carlà’s husband.
My invitation to Libyan people is to look not so much by the Gaddafi followers as by those who claim to have helped the rebels. Do not have helped them for humanitarian purposes.
Libya threatens seriously to move from a totalitarian country to not even be a nation. Iraq should have taught us something.
Watch, Libyan friends, watch carefully!

Perchè siamo in Afghanistan?

Io credo che dobbiate ascoltare questo video:

Dura 15 minuti, ma ha un valore di 10 anni. Dieci anni di storia.
Seguito questo consiglio, per favore!

Addio ai sogni

Io credo che quando i presidenti delle repubbliche fanno discorsi al riguardo dell’unità nazionale e della coesione politica, ci sia poco di cui essere orgogliosi, anzi.
L’inneggiare a valori che dovrebbero essere assodati e intimi ad una nazione degna di questo nome, è il più alto grido di denuncia sul fatto che la nazione non c’è più.
Il nostro, nella sua veneranda età, non sa più cosa dire. Sta elemosinando chiarezza, sta pregando le parti politiche ed il paese di fare ognuno la propria parte per trattenere l’Italia dal precipitare nel vergognoso baratro economico, politico, culturale e sociale.

Parallelamente, colui che non stava mai zitto, che dice che la sinistra maledetta vuole affondare l’Italia; quello che compra ville sontuose in ognuno dei posti dove c’è un emergenza – che il suo governo dell’amore avrebbe dovuto evitare che si verificasse – quello che, dopo aver preso la (falsa) sassata nei denti arringava la folla, ora sta zitto!
Adesso che dovrebbe tirare fuori i coglioni per almeno abbindolare i soliti beoti che gli credono, mostra una debolezza deprimente e angosciante.
Siamo alla catastrofe, come i suoi amici statunitensi, tutti aspettano che dica qualcosa da presidente del consiglio, ma lui tace.
Parla solo dei cazzi suoi!
Il suo silenzio da ragione a tutti quelli, me compreso, che hanno sempre sostenuto che fosse l’uomo giusto per … farsi gli affari suoi.
Il guaio è che non dobbiamo nemmeno sperare e volere che cada. Saremmo veramente tra i rifiuti organici. La sinistra “non-so-che-cazzo-ci-facciamo-qui”, è ancora peggio di lui e dei suoi picciotti malavitosi.

Quello che mi crea un po’ di apprensione è la condizione degli Stati Uniti. Il Minnesota è in bancarotta da una settimana e vedere le immagini di quella nazione, viene da ricordare il film “Io sono Leggenda”. Un fantasma morto!
Sono almeno 10 anni che qualcuno dice che gli USA stanno crollando, ma ci siamo sempre illusi che per loro fosse solo in discesa e gli ci siamo buttati appresso.
Ora l’america del sogno sta franando sempre più rumorosamente.
Di tutte le inutili guerre che revolver-amerika ha scatenato, quella contro il proprio fallimentare metodo di gestire se stessa è stata persa.
Addio sogno americano, è ora di svegliarsi.

Afghanistanizzazione

Nel 1968, dopo gli avvenimenti del Tet, che misero in crisi l’america di Johnson, gli USA si dovettero rendere conto che
la Guerra del Vietnam non solo non era vinta, ma era ben lungi dall’essere alla fine.
Dopo quattro anni di guerra e oltre 30.000 soldati USA morti atrocemente, la situazione non era per nulla diretta verso il successo, anzi.
Il progressivo passaggio dello sforzo militare dalle spalle americane a quelle sudvietnamite, si concluse con il frettoloso abbandono della ambasciata americana di Saigon, in un orgia di elicotteri, di profughi, di vietnamiti che volevano raggiungere la “grande” america.
Nel 1973 gli americani lasciarono definitivamente il Vietnam del sud, dopo aver lasciato sul campo 58.189 soldati e messo in ospedale 300.000 feriti. Avevano perso la guerra, sconfitti da guerriglieri scalzi e in pigiama nero e dagli studenti delle università americane e di tutto il mondo.

In Afghanistan la situazione si sta ripetendo.
Quello che non doveva essere un altro Vietnam, è diventato in 9 anni, un altro Vietnam. Dopo atroci combattimenti, un numero imprecisato (volutamente) di morti da ambo le parti, dopo migliaia di vittime civili inermi ed una spesa economica colossale.
Ora gli assassini statunitensi, schiacciati dal peso del loro incommensurabile debito finanziario e dall’irriducibilità degli afghani, stanno cercando spasmodicamente dei contatti per andarsene.

Che figura di merda!
9 anni di guerra per nulla.
Il nemico talebano non è ora più debole di prima, la corruzione nel governo fantoccio è ai massimi livelli, la popolarità ed il consenso agli americani al minimo.
Bush “Lo Squartatore” ha ucciso senza ragioni, ha mietuto deliberatamente migliaia di vittime innocenti per impadronirsi di quattro sassi e del petrolio afghano e per uccidere Bin Laden, un uomo morto con la cui famiglia gli USA facevano affari da decenni.
Tutto per illudersi di avere sconfitto Al Qaeda ed il terrorismo.
Il terrorismo ed un altro Al Qaeda ci saranno sempre finché ci sarà qualcuno che sfrutta e offende qualcun altro.

Nove anni di guerra per ammazzare una mosca. Nove anni di massacri per illudersi di avere fermato il terrorismo, senza mai rendersi conto che gli USA stessi sono terroristi.
Ed ora tutti a casa, senza rimorsi, senza pentimenti e senza dubbi!

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