Le cose importanti
A volte la vita può cominciare davvero
solo quando si acquista consapevolezza della morte
Coscienza che può finire tutto
anche quando meno lo si vuole.
La cosa importante nella vita
è credere che finché si è vivi
si è ancora in tempo.
Non importa quanto tutto sembri brutto.
Le cose sono comunque migliori quando si è lucidi
e quando si muore c’è solo una cosa che si vuole…
tornare indietro!
Jack Starks
…ma c’è!
Le spire di fumo lasciavano il mio Toscano, accompagnate da una brezza impercettibile.
Il vento c’era, ma io non lo sentivo.
La natura del parco mostrava un verde lussureggiante, in una domenica annuvolata.
La luce non mancava. Il sole, sopra le nubi, non si vedeva, ma c’era.
La pace di un pomeriggio domenicale di fine aprile, raccontava la bontà d’animo dell’umanità e della Natura che l’accoglie. La pace non si vede, non si tocca, non si gusta, ma c’è. Se solo sapessimo far uscire la pace interna per riversarla all’esterno…
La primavera sembrava offuscata, ma c’era.
Tutto quello che non vediamo e sentiamo c’è, ma ci sembra tanto difficile convincercene, che preferiamo credere che non ci sia.
L’amore non si vede e non si tocca, ma c’è.
La compassione, il buon cuore, la condivisione, non si vedono, non si toccano e non si odorano, ma ci sono.
Il calore quando è freddo, sembra che non ci sia, ma c’è e così il freddo quando fa caldo.
Un sorriso su una faccia triste non si vede, ma c’è.
Un bacio non dato, sembra che non ci sia, ma c’è.
Le cose belle, in una vita piatta, sembrano non esserci, ma c’è il bello.
La ricchezza in tasche vuote, sembra non esserci, ma c’è.
Un bel dipinto, su una tela vuota, sembra non esserci, ma c’è
Tutto quello che non siamo abbastanza attenti da vedere, sentire, gustare, odorare, toccare, percepire, sembra non esserci, ma c’è.
Non importa, dove, quando, perchè o come, c’è.
La voglia e la forza di cercare sembra non esserci, ma c’è.
Tutto c’è, noi ci siamo?
Rosso come il cielo
Tra i tanti film che ho visto, ci sono quelli che raccontano i drammi di esistenze minori, o che noi normodotati, consideriamo minori. Esistenze menomate, ma non meno ricche di generosità e di messaggi di bontà, altruismo, sincerità e umanità.
Rosso come il cielo è un film di questi.
Tratta di un bimbo di 10 anni che, siamo nel 1970, per una fortuita disgrazia, rimane cieco.
La sua normale, spensierata vita toscana, riceve uno stop drammatico che da, a quel bimbo, l’opportunità di cambiare le sorti della sua vita, sebbene non desiderata.
Negli anni in cui si svolge questa storia, i bimbi con quell’handicap venivano collocati in istituti – spesso a conduzione religiosa – dove venivano instradati ad imparare un mestiere compatibile con la loro condizione.
Nel film la condizione del ragazzino non è particolarmente triste, ne il suo trattamento è cattivo, ma non è dignitoso. La sua fantasia e il rifiuto di un handicap del genere, lo portano a sviluppare uno spiccato senso per i rumori e i suoni il che, applicato ad una fervida fantasia ed al naturale istinto all’amicizia ed al gioco di quell’età, lo portano a smuovere le coscienze degli educatori.
Ispirato da una favola raccontatagli da una ragazzina vedente che abitava a ridosso dell’istituto, usa mezzi di fortuna per ricreare i tipici rumori del drago, della foresta, del vento, del temporale, creando una suggestiva ed entusiasmante storia uditiva che lascia scorrere le lacrime dagli occhi di chi vede questo film.
Aiutato e sostenuto dai suoi compagni, crea una rappresentazione che i genitori avranno modo di …. ascoltare.
Le scene finali di questi genitori che entrano nel piccolo teatro e vengono bendati, per ascoltare un opera teatrale senza avvalersi del bene che è stato negato ai loro figli, sono struggenti e bellissime.
Vedere non significa sempre capire e capire non comporta sempre l’obbligo di vedere.
Non ci avevo mai pensato, ma il regista ha saputo far calare lo spettatore in un mondo di non vedenti che vedono più cose di chi ha gli occhi sani.
Un film da vedere e non solo con gli occhi!
Il Vecchio e l’Acero
Quel vecchio se ne stava li, appoggiato alla panchina di un parco bellissimo ed aggrappato al suo bastone.
Lo sguardo sembrava sereno, forse rassegnato o forse deluso, non so.
In una giornata riccionese iniziata con la pioggia, un sole bellissimo colorava di un verde intenso quella distesa di Natura ed il vecchio, sotto un magnifico acero rosso, scandiva con i suoi pensieri lo scorrere del tempo.
Mi appressavo a lui e lo guardavo nella sua immobilità, mentre un cinguettio incessante si trasmetteva di fronda in fronda.
Chissà a cosa pensava!
Alla sua vita? Al tempo trascorso?
O forse pensava a quello che ha detto o fatto?
I suoi pensieri rincorrevano gli angeli di quello che non ha detto o non ha fatto?
Sono passato davanti a lui ed ho abbassato lo sguardo.
Ho ontinuato a camminare in mezzo a quel rigoglio di vita nuova di una primavera tentennante ed il contrasto tra una vita già vissuta e tanta vita che si affacciava alla vita, mi hanno fatto pensare.
Ho pensato a quello che sono, a quali valori mi sono aggrappato, alle debolezze che ho e che son fiero di avere ed ho ripensato a quel vecchio che sembrava attendere il ritorno all’alba.
Forse nutriva delle speranze di rimedio ai suoi errori, o forse contava di ripetere ciò che ha fatto e detto, o forse aspettava il lungo ritorno a casa. Non so.
Quant’è strana la vita! Corri e ti stressi per sapere già che dovrai appoggiarti ad un bastone perchè irrimediabilmente non potrai più correre. Eppure siamo animati da una brama di vita vissuta al punto che, osservare l’irrimediabile fiera decadenza, fa male.
Ci sembra impossibile pensare di appoggiarsi ad una panchina ed attendere lo scorrere del tempo e dei pensieri, eppure dovremmo lasciarli andare i pensieri, pesanti o gravi che siano. Siamo umani, e dovremmo concederci ogni giorno un pò di tempo per riposare sotto un albero e ricordarci che dall’alba al tramonto la vita è nostra!
Gioia e Dolore
Dalle finestre del luogo del dolore, del disagio e della speranza – l’ospedale – traspare e penetra il sole di una bella, luminosa giornata di fine settembre.
Tra le fronde dei grandi pini marittimi, in uno scorcio di verde, cespugli ed erba, una fantasia di bimbi della scuola materna, gioca spensieratamente.
Chi corre, chi tenta improbabili e funamboliche figure ginniche, chi salta e chi spinge di corsa un triciclo tutto colorato.
Fotogrammi luminosi di letizia, di innocenza, di infanzia giocosa.
Una meraviglia per chiunque guardi simile beatitudine.
Il sole ancora caldo di un incerto autunno, bacia quei vividi germogli di una umanità ancora vogliosa di un futuro.
Il contrasto di sentimenti che ho provato è stato forte e intenso.
Volgendo lo sguardo da un lato ho veduto la gioia, la potenza della vita, dove non capivo chi donasse energia – se il sole ai bimbi o i bimbi al sole stesso.
Volgendo lo sguardo dall’altro lato, ho visto la sofferenza di un intervento chirurgico. Una violazione voluta, per tentare di ridare speranza a chi è disperato e non gioca più, a chi non ha più il sole dentro se.
Che strana è la vita.
Le sue verità e le sue immagini, pur terribili o giocose, sono giusto a portata di sguardo!
19 anni fa….
…la macchina transitava velocemente sulla strada siciliana. Gli occupanti, abituati ad una vita pericolosa, non potevano certo pensare che proprio quel giorno avrebbero affrontato il loro ultimo viaggio.
Un boato assordante creò una voragine sul manto stradale, facendo esplodere al contempo, la macchina su cui viaggiava l’uomo che più di tutti stava facendo luce sui sofisticati meccanismi della mafia e sui suoi intricati allacciamenti con la politica di allora e su quelli che si sarebbero consolidati in futuro.
19 anni dopo non s’è fatta ancora piena luce sui mandanti di quella strage. Giovanni Falcone e gli uomini coraggiosi della sua scorta, come molti altri morti di stato, sono passati a miglior vita senza ragioni e senza poter capire chi li ha uccisi.
Chi è stato e perchè non si saprà forse mai!
Non dobbiamo dimenticare e soprattutto pensiamo a qualche cosa che potrebbe aiutarci a capire meglio la morte non solo di Falcone, ma anche di Paolo Borsellino.
Se fate due conti pensate che nel 1992 i due magistrati furono uccisi perchè avevano scoperto molti intrallazzi tra malavita, politica e imprenditori (tra i quali non è possibile stabilire chi sia il delinquente) e la loro morte provocò una tale indignazione che non fu possibile evitare di indagare su mandanti e responsabili.
Due anni dopo Silvio Berlusconi entra in politica!
E ho detto tutto!
Come il Mare
Oggi il Mare era grigio. Tanti toni di grigio.
Bellissime frasi di grigio.
Anche il Cielo era grigio sopra il Mare. Con tanti toni di grigio.
Bellissime marezzature di grigio.
Non passa inosservata cotanta specularità e non passa inosservata tanta assonanza.
Tra queste due maestose entità, complementari l’una all’altra,
c’era il mio sguardo.
Fermo, tra un onda e l’altra.
Proprio un onda, placida e silenziosa, è corsa verso me a salutarmi,
ad accogliermi.
Quanta forza e quante voci in quelle onde. Una incessante comunicazione
ed una interminabile teoria di movimenti, corse, tuffi e schiume pallide e fatue.
Una saturazione di vitalità che lasciava senza respiro.
Come il Mare ho percepito i miei pensieri.
Come il Mare ho sentito il mio cuore.
Come il Mare ho ascoltato il mio sangue riscaldare il mio corpo.
Come il Mare ho avvertito la mia vitalità.
Tra il Mare ed il Cielo c’ero io
e mi sono sentito proprio bene.
Grazie per questo spettacolo meraviglioso!
Vicina al pane
Tra i tanti oggetti che avrebbe potuto scegliere, la tua immagine ha scelto di stare accanto al pane.
Forse non è stata tanto casuale la scelta mia, di porti accanto al cibo più antico e caloroso.
Come il pane tu sei il cibo per il mio cuore, sazi la mia anima, sebbene per poco. Quel tanto che basta perchè io ne abbia, subito appresso, nuovamente bisogno.
Come il pane, tu invochi la bontà
Come il pane, tu offri
e come il pane, tu rincuori e allieti
tu fai bene alla mia vita.
La mia vita che, grazie a te, è buona come il pane!
Donne
Le Donne sono un fenomeno meraviglioso e contrastante, piccoli e apparentemente fragili fiori carnivori, che entrano da sempre nella vita degli uomini, già ben prima della nascita e sono gli esseri che non escono mai dal loro campo visivo.
Nella loro vita, gli uomini potrebbero perfino sapere quante volte hanno bevuto un caffè, ma mai potranno sapere con quante donne hanno avuto a che fare, con quanti loro aspetti si sono confrontati e quante volte hanno creduto qualcosa di una donna e sono stati regolarmente smentiti.
Ho sempre avuto un buon rapporto con le donne, ma non posso affermare di conoscerle, nemmeno alla lontanissima. Ne sono affascinato, spiazzato e coinvolto, eppure ho avuto due sole donne nella vita, con cui ho fatto qualcosa di più intimo che chiacchierare, ridere e celiare.
La Musica le canta, le eleva al di sopra di ogni immaginabile cielo, ma le scopre un pochino e ne mette a nudo alcuni risvolti. La Musica mette in risalto l’amore dell’uomo per le donne, la disperazione dell’imperscrutabile che appartiene loro, la voglia di biologia applicata e tanto altro. E le donne stesse possono cantare la dolce disperazione per la loro interminabile voglia di coccole e parole e baci e protezione.
Misteriosa è la di loro essenza
Come nebbia par di afferrarle
ma come denso fumo
t’avvolgono l’anima
penetrandoti
fin dove nemmen tu
mai hai guardato
1. Vasco Rossi – Gabri
2. Biagio Antonacci – Iris
3. Audio 2 – Tu vieni prima di tutto
4. Vasco Rossi – Sally
5. Gatto Panceri – Mia
6. Pino Daniele – Anna Verra’
7. Marco Masini – Le ragazze serie
8. Fabio Concato – Rosalina
9. Mia Martini – Minuetto
10. Lucio Dalla – Cara
11. Raf – Sei la Bella del Mondo
12. Roberto Vecchioni – Il tuo Culo e il Tuo Cuore
13. Vasco Rossi – Silvia
14. Riccardo Cocciante – Bella senz’anima
15. Michele Zarrillo – Bellissima
16. Mango – Come Monna Lisa
17. Francesco De Gregori – La donna cannone
18. Alex Britti – Una Su Un Milione
19. Paolo Frescura – Bella dentro
20. Gianni Togni – Giulia
21. Francesco Renga – Tracce di te
22. Ligabue – Le Donne Lo Sanno
23. Stadio – Bella Piu Che Mai
24. Zucchero – Donne
Tempo
Non più del sole accecante
è il tempo per me.
Come maturo frutto
tempo è di godersi
l’ultimo sole.
Prima di lasciare
che il viaggio di ritorno si compia,
tempo di bearsi
è del crepuscolo.
Colori intensi,
raggi che all’orizzonte brillano,
ombre del passato
ad allungarsi vanno
sullo sfondo di una vita bella.
Giunto è il tempo
per offrir di me, il meglio.
Tempo è di dare,
d’accompagnare chi,
dal sole ardente della giovinezza,
talora è smarrito.
Mai più così gustosa
potrà essere la vita
che ho avuto in dono.