Facendo le pulizie in soffitta, ho scoperto una vecchia mail che mandai a suo tempo a Michele Diodati, il proprietario del sito dedicato all’Accessibilità, Diodati.org. Ho scoperto che il contenuto di quella mail ha un valore importante anche oggi e ve ne rendo partecipi.

Caro Michele,
ti scrivo questa mia perchè mentre ero in compagnia del mio fido toscanello sul terrazzo di casa mia, ripensavo al tuo bellissimo articolo sul Loto di montagna e gli attentati di Londra.
Il cervello vagava fino a che ho pensato a te, al tuo sito ed alla tua missione alla quale ti sei dedicato e per la quale ti ringrazio.

Ho pensato all’Accessibilità, al Pesanervi, alla situazione mondiale, ad una parte di umanità tanto distorta ed in un recesso dei miei pensieri ho avuto la visione mesta e po’ sconfortante per la quale mentre noi ci interessiamo di rendere il Web accessibile anche agli svantaggiati, stiamo anche costruendo, con il silenzio e con la finta informazione, un mondo reale sempre più inaccessibile.

Mentre il fumo del mio sigarello vaga verso il cielo azzurro di Riccione, ho pensato agli iracheni, ai soldati americani, a noi italiani, al nostro modo di vivere e pensare, agli afghani e mi sono posto queste due domande :
“A quante cose non potremo più accedere?”
“Quanti sentimenti abbiamo reso inaccessibili ad altri nei nostri confronti?”
L’amore, il rispetto, la tolleranza, la condivisione, la pietà, il tempo, la natura, il nostro stesso essere, sono stati sacrificati (e lo sono sempre più), per accedere ad un valore fittizio, bastardo e privo di sentimenti che si chiama denaro.

E’ almeno strano come si voglia costruire un mondo virtuale accessibile a tutti, quando nel mondo reale tante persone vere divengono ogni giorno più svantaggiate ed il mondo che gira intorno a loro diviene sempre più inaccessibile.
Quanta ipocrisia c’è nel mondo reale e quanti buoni propositi ci sono nel mondo virtuale!

Il toscanello si è spento, ma le idee continuano il loro viaggio e non posso fare a meno di pensare di quante cose virtualmente utili ci siamo circondati, proprio come il mio sigaro, che ci stanno realmente rendendo inaccessibile un valore che non dovremmo mai dimenticare ne barattare … la nostra reale umanità!

Con ammirazione

Giorgio

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