… mamma Carla dava alla luce, dopo lungo travaglio, il qui scrivente.
Era l’11 settembre del 1961. Quarant’anni dopo succedeva uno dei più grossi casini politico-mediatici che mente umana ricordi.
Non voglio parlare di Torri Gemelle demolite a comando, ne di quello che ha poi causato questo terrore al rialzo, ma voglio parlare di come io percepivo il mondo quando ero piccolo e come lo percepisco adesso che sono grande.

Che io mi ricordi, ho sempre giocato molto, di fuori, con gli amici del viale. Mi sono fatto male a sufficienza e i miei genitori hanno saputo fare i genitori pur nelle difficoltà di un epoca difficile e socialmente tormentata.

Oggi non vedo più bambini giocare nei campi, ma vedo bimbi oberati da zaini da sherpa himalayano per andare a scuola. Oggi vedo bambini rimpinzarsi la pancia di stronzate dolci e mediatizzate.
Vedo bambini con il cellulare, ma incapaci di scrivere un italiano corretto e forbito.
Vedo anche l’intelligenza condivisa, le creatività libera del web e altre cose che, alla mia epoca, erano solo fantascienza.
Non ho una età tale da potermi considerare vecchio, ma nemmeno quell’età per la quale indulgere in cose della pubertà, eppure dentro mi sento ancora un ragazzo, sono traboccante di idee e progetti, mi illudo di avere a disposizione un mondo per poterlo cambiare in meglio.
Forse è solo l’infanzia di ritorno tipica di chi stà invecchiando e perde neuroni, ma forse se tutti quelli che riescono a pensare a come si sentono, facessero lo sforzo di comunicarlo, potremmo capire che la vità non ha età, ma solo percezioni del tempo che scorre!

Tanti auguri a me!

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