Somiglianze?
Somiglianze?
E’ difficile parlare di attentato alla democrazia in un paese non più libero da molto tempo, ma dato il clima fascista oggi vigente in questa nazione, che ama parlare troppo di libertà, è un dovere di libero cittadino (ancora).

Quando un capo di governo dice troppe volte “libertà” e “democrazia” nelle sue esagerate comparizioni televisive, significa che sta lavorando a sfavore di questi due concetti, oppure egli stesso sente che se non pronuncia quelle due rassicuranti paroline con sufficiente frequenza, la gente potrebbe effettivamente accorgersi che si tratta di due parole senza un senso.
Il nostro Duce2 pronuncia quelle parole almeno 20 volte al giorno e quando qualcosa minaccia la sua libertà, non quella di tutti.
Quando si ficca la parola libertà in ogni salsa verbale, in ogni intervista, in ogni comunicato, in ogni vaneggiamento, significa che la libertà non c’è, o è scomparsa.
La libertà è una condizione innata, non una parola vuota e un capo di governo, il condottiero, non dovrebbe sentire il bisogno di nominarla ogni volta che apre bocca. Se la dovrebbe sentire dentro se, addosso, la dovrebbe percepire nel popolo che guida e nelle istituzioni che gestisce.
Invece in italia non è così.
Non è più così!

In questa nazione si sente la libertà più che mai viva, di etichettare la gente, le loro azioni, il loro colore e di infondere nelle stesse umane genti, il seme dell’odio e della separazione; il germe della segregazione.
Oggi vanno di gran moda l’esercito, il razzismo velato di altruismo e rispetto, l’informazione guidata e spettacolare, la censura di pensieri e opinioni e la cesura tra quello che si ritiene comodo e quello che si ritiene scomodo.
E’ un clima da dittatura, pabulum ideale per despoti, dittatori e fascisti. Il clima tipico che portò un tale Mussolini Benito a prendersi l’italia e dominarla per venti lunhi e disastrosi anni.
Per rivivere direttamente quell’epoca, mancano solo le leggi razziali, il sabato fascista, il saluto al Duce (2), l’abolizione del “Lei” e della stretta di mano e la scritta “Mi Consenta!” su tutte le case del fu Bel Paese.

E’ un declino e un abbruutimento inevitabile ed inesorabile, ma con una differenza sostanziale e drammatica.
Se il Duce1 conquistò il potere con gli schiaffoni, le manganellate e l’olio di ricino, il Duce2 è salito al potere portato a spalle e felicemente dal popolo italiano, abituato alla propria ignoranza e al proprio bisogno di farla franca.

Se il Duce1 armò le sue squadracce di un qualche ideale e di un certo fervore (forse solo fame), il Duce2 ha fatto leva su ignoranza e accondiscendenza di un popolo stremato, mammone e confuso. Quel popolo che la sinistra non ha saputo rispettare, ascoltare e proteggere.
E’ colpa della sinistra e dei suoi incapaci e inetti rappresentanti, se ora il Duce2 sta traghettando l’italia verso il baratro della nuova dittatura.
Un despota non esiste se nessuno si fa calpestare!

Ora l’italia ha il suo nuove Duce, il nuovo “Lui”, il nuovo “Uomo della Provvidenza”.
E’ colui che il popolo italiano ha voluto, spero solo che questo popolo sia contento!

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