nostalgiaNon so perchè, e non mi interessa di saperlo, ma oggi ho avuto un momento di indicibile nostalgia dei miei posti, di quei posti che mi hanno visto crescere e nei quali ho lasciato le vesti di bimbo per prendere quelle dell’uomo che sono.
Sono stati attimi di commozione al ricordo di quella atmosfera, di precisi dettagli, dei colori.
Sensazioni forti date dal tempo che passa e da quello che è passato e che non se ne va via senza lasciare il segno.
Il peso e lo spessore dei ricordi aumentano sempre più e, con il passare degli anni, quelli più lontani diventano sempre più evidenti e bisognosi di attenzione.
Chiedono spazio e nel far ciò, talvolta, affiorano prepotentemente, irresistibilmente, senza curarsi del dove, o del come, o del quando.

Ho avuto il mio rendez-vous con il mio passato oggi, mentre stavo lavorando.
Il mio non è una lavoro che lascia molto spazio alla soggettività, o almeno non dovrebbe, ma oggi con i ricordi e la nostalgia non si poteva patteggiare. Non li si poteva mettere a tacere sotto una coltre di concentrazione e dedizione alla professione. Ho dovuro dar loro lo spazio che hanno richiesto, ho lasciato che mi avvolgessero il cuore e la mente, ho dovuto a loro il rispetto che si da a se stessi, perchè i ricordi sono parte del sè.

Ho ripensato alla mia casa d’infanzia, ai miei amici, alla musica che mi ha rallegrato l’adolescenza, alla luce di certe giornate, ai colori dell’autunno nei giorni della mia primavera.
E come i ricordi, alcune lacrime non hanno potuto fare altro che uscire, senza imbarazzo e senza briglie. Hanno bagnato i miei occhi e liberato la mia anima e non me ne vergogno, sebbene non fossi solo in un ambiente che poco ha a che fare con sentimenti e tenerezze, la sala operatoria.

Poche lacrime di gioia. Gioia di essere vivo, di essere libero dentro e fuori, di essere capace di manifestare i miei sentimenti di un breve momento di constatazione del mio passato, di cui non rimpiango nulla.
Vorrei solo poter avere il privilegio di rivedere ancora una volta quello che sono stato nei giorni del mio sbocciare.
Non sono triste per il tempo che passa, ma sono contento di ricordare di averlo vissuto.

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