egoismoCerto, “Mio” è più semplice da pronunciare di “Nostro”, ci sono meno lettere e bocca e lingua devono lavorare di meno e forse proprio il significato intrinseco di “Mio” è puntato al risparmio, al meno, al poco, all’unico.
Diversamente “Nostro” è difficile, composto da diversi movimenti della bocca, ampio, abbondante, senza limiti.
Fa paura dire “Nostro”, è denudante, è generoso e poco definito. E’ collettivo, spersonalizzante, comunitario, quasi sprecone.
Eppure “Mio” è più faticoso da sostenere, da mantenere, difficile da dire guardando gli occhi degli altri. Malgrado le sue poche lettere, pesa moltissimo, ingombra.
“Mio” ammazza la discussione, uccide le parole altrui, spegne la luce negli sguardi e mette dei cancelli non solo per l’accesso degli altri, ma per l’uscita di chi cerca di sostenere il proprio “Mio”.
Chi si chiude nel “Mio” non può uscire da quelle tre lettere, non ce la fa a condividere la propria gioia dell’avere. Ha, ma non ascolta, non vede, non parla. Un cuore chiuso ed è strano che il cuore si chiami anche Miocardio.
“Mio”, nella sua ristrettezza, non può racchiudere mai il valore di “Nostro”, mentre avviene sempre il contrario e questa affermazione è sostanziale.

Purtroppo questo mondo sembra volere il “Mio”, facendo economie anche sulle parole e i concetti, impoverendosi, chiudendosi dentro mura di silenzio, di cecità e odio.
“Mio” è una parola povera, cattiva, egoista, troppo severa per essere umana.
L’unico posto dove sta bene la parola “Mio” è nei muscoli, quelle strutture corporee che vengono abusate per imporre la parola “Mio”.

Ciò che avete letto, non è il mio articolo, ma il nostro articolo. Come è nostro questo forum, nostra questa rete di cervelli, nostra la capacità di pensare, nostro questo mondo e nostro questo universo; l’universo di tutti.
Non dimentichiamoci chi siamo, nel nostro interesse!

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