Una settimana fa, circa, è saltata per aria e affondata, una piattaforma petrolifera nel Golfo del Messico.
Come sempre il prezzo di questo ennesimo calcio alla Natura, lo pagherà chi non c’entra con l’estrazione del petrolio, da chi non ha interessi nell’estrarre il greggio: piante e animali.
Quelli che andavano sulle spiagge ora minacciate dalla devastazione, andranno a bagnarsi un po’ più in la.

Tutto qui!

E’ tutto come è sempre stato.
Tutti a indignarsi, tutti a fare faccia preoccupata, tutti a sperare nel rimedio che ponga fine alla perdita di greggio.
Si, perchè della perdita di un ambiente naturale in esile equilibrio, importa a pochi, forse a nessuno.
L’importante è avere la benzina da mettere nel serbatoio per far andare l’auto, magari comprata a rate sanguinose.

Il petrolio, che già avvelena l’aria di tutti, ora avvelena anche l’acqua.
Ma questo che importanza può avere?

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