Oggi, il Presidente del Consiglio, compare su molti quotidiani con un’altra delle sue esternazioni. Invoca lo sciopero dei lettori nei riguardi dei giornali con la motivazione …..
…. non c’è una motivazione! Almeno non una motivazione seria.
Già i giornali sono ampiamente allineati alle sue “veline” – che nel ventennio si chiamavano “fogli di disposizione” -, ma poi di cosa è scontento?

Secondo Lui i quotidiani sono fautori di preoccupazione, menagramo, fomentatori, sobillatori, calunniatori, antisociali, faziosi, eccetera. Ma cosa devono scrivere?
Bugie.
Menzogne.
Vaghezze e solo buone notizie (sapete no? Il tempo, le vacanze, fa caldo, fa freddo, quello ha scopato quella, ecc.).
Non si devono pubblicare storie di disagio sociale, storie di indagini contro i potenti (mai e poi mai quelle che lo riguardano direttamente o che coinvolgano stallieri, patroni, soci e figuri a lui strettamente connessi), notizie di processi a carico suo o di suoi compari, notizie su tentennamenti di governo, su lotte intestine nella coalizione da lui guidata.
Sono gradite notizie di corna, di allarmi viral-alimentar-tecnologici, di stupri e violenze truci, di casi umani, di imprese paranoiche e di catture di criminali assassini (ma guai a parlare di cattura di colletti bianchi).
Insomma il nostro “Uomo dell’improvvidenza” riesce ad imitare il padre putativo, tal Benito da Predappio, quasi alla perfezione. Suo “padre” non avrebbe mai invocato uno sciopero, anzi, non l’avrebbe nemmeno pronunciata tale parola, perchè alla sua epoca lo sciopero era proibito.
Ma forse Lui non lo sa!

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