La notizia del bimbo che muore di freddo e stenti a Bologna, lascia un senso di solitudine anche in chi è in mezzo a tanti amici. Lascia un senso di vuoto e di nudità che amareggia, che fa rabbrividire e…fa commuovere.

E’ difficile credere a cotanta tragedia.Un povero bimbo appena nato, indifeso, con ancora il cordone ombelicale attaccato, trema di freddo a tal punto da smettere di piangere e lasciar scivolare via la propria vita, che si dissolve come il vapore dei suoi piccoli respiri nel freddo di un crudo e tragico abbandono.

Non è possibile che in una città di una sedicente nazione civile, un bimbo di pochi giorni muoia di freddo.
Io non so voi che rappresentazione abbiate della infanzia perinatale, ma io ho quella di una creatura che viene scaldata dal seno materno, dal calore del latte, dal sereno riposo di chi ha tutti i diritti, soprattutto quello di non essere lasciato mai da solo e tantomeno al freddo.

Quel bimbo abbandonato e lasciato crepare nel disagio, è un segno della nostra povertà, la povertà di una nazione che non riesce più a vedere nei bambini un futuro degno di essere desiderato e vissuto.

Povera, piccola, tenera e ignara vita perduta, il mio cuore ti accompagna laddove spero ci sia un po’ più di calore!

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