Questo brano da discoteca della fine degli anni settanta, mi ricorda tante cose.
Andavamo all’Embassy verso le due e mezza del pomeriggio. Ci andavamo a piedi dopo circa due o tre chilometri, pronti per ballare e per, eventualmente, appiccicarsi ad una ragazza.
Si attendeva l’apertura della disco in fondo alla scalinata, tra chiacchiere, schermaglie di socializzazione, gruppetti di donne e maschietti qui e la. I più sborroni tiravano fuori la sigaretta e l’accendevano, mostrando quella maturità che non avevano.
Si entrava tutto sommato in ordine. 3.000 lire era il costo del biglietto, le ragazze non pagavano.
Si entrava in quel luogo a due piani, sopra i divani e il bar e sotto divani, pista da ballo, palco per l’orchestra e bar. Una musichina preliminare ci accoglieva e poi, quando il locale si riempiva un po’, iniziava la musica vera, quella da s-ballo.

I brani del 1978-79 sono stati quelli della disco più spinta e tra questi brani BlackJack di Baciotti era fantasmagorico. Mi piaceva fino alla commozione ed ora, nonostante i 32 anni passati da allora, provo più o meno le stesse emozioni.

Un pomeriggio, proprio mentre BlackJack mi faceva volare, in fondo alla pista vedo lei, la ragazza più bella del mondo che mai avrei immaginato di vedere li.
Manuela era carina, dal viso sereno, sorridente ed io ero totalmente suonato per lei, ma non ero mai stato in grado di dichiararmi e non lo feci nemmeno quel pomeriggio; pomeriggio fatale per me e per lei.

Ci eravamo accomodati sul divano a parlare e nonostante i decibel che ci avvolgevano, riuscivamo ugualmente a capirci. Anzi per me la musica era appena un sottofondo.
Quella volta i lenti ancora si ballavano e proprio mentre si avviavano quelle note dolci, un tipo si avvicina e le chiede di ballare.
Io, coglione al cubo, non solo non mi opposi, ma non cercai nemmeno di prendere l’iniziativa e portarla io a ballare.
Quello se l’è pigliata e se l’è portata sulla pista. Io, da coglione al cubo, ero ingenuamente convinto che sarebbe tornata da me.
Mentre attraversavo la pista per raggiungere i miei amici vedo i due che si baciavano con passione. Il calore della loro passione bruciava me, che mi sono sentito sprofondare, sotto al pavimento. Si era improvvisamente creata una fossa cimiteriale dove sono caduto inesorabilmente.

Una fiammata ardente che mi ha arso vivo, che mi ha riportato a casa, da solo, a piedi, in una domenica nebbiosa e grigia come il mio cuore, ridotto in cenere.
Che botta! Non mi sono rifatto per circa un anno.

Fu fatale per me per le ragioni che ho esposto e per lei perché poi lui se l’è sposato!

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