Oggi finalmente ho capito che non sono un leader. A dire il vero io non lo sono mai stato.
Ebbene oggi, dopo un breve incontro con la psicologa che illustrava l’argomento sulle interrelazioni di gruppo e sulle problematiche inerenti alla vita di gruppo all’interno di una unità operativa, ho finalmente scoperto per mia stessa riflessione, di non essere quel leader che qualcuno pensa che io sia o che, per precisione, ho creduto di essere.
Il leader è colui che risolve contemporaneamente le problematiche dei singoli membri del gruppo, mantenendo l’obiettivo di risolvere i problemi del gruppo al completo, riuscendo a mantenere quell’atteggiamento imparziale, solido e coerente tipico proprio del leader.

Le parole della psicologa sono state molto convincenti e invitanti e analizzando il mio tipo di atteggiamento lavorativo, nei riguardi delle problematiche e della organizzazione, ho scoperto da solo che io non sono un leader e mai lo sarò.
Io non riesco ad essere coerente e non riesco ad essere solido.
Lo sapevo da me che non sono coerente e non sono solido, ma ho creduto di essere quel leader che manca inesorabilmente nel gruppo di lavoro della sala operatoria di Riccione. Ho scoperto finalmente e con serenità che quell’etichetta non mi rimane attaccata e ne sono contento.
Ho solo cercato di soddisfare il mio incessante bisogno di conferme e approvazione, cercando di vestire i panni posticci di leader fasullo.
Io non posso essere un leader, sono pieno di difetti, di incoerenze, di ripensamenti, di debolezze. Non riesco a proteggere me stesso, a organizzare me stesso, figuriamoci poterlo fare per gli altri.

Sono un uomo fortunato, ma non sono un uomo forte.

Beh, meglio così, sono solo uno tra i tanti. Non era quello che volevo essere, ma almeno adesso so cosa non sono!

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