Premessa

Pur non essendosi più verificato un conflitto a livello mondiale, nel lungo periodo che va dalla fine della Seconda Guerra Mondiale ad oggi, si sono scatenati moltissimi conflitti più o meno circoscritti territorialmente, più o meno devastanti e sanguinosi, più o meno motivati. In ogni singolo, stupido e orrendo conflitto, è sempre stata coinvolta la popolazione civile!
Da quel lontano 1945 ad oggi si sono verificati oltre 500 conflitti solitamente a carico di paesi in via di sviluppo o in fase di delicato assestamento politico-economico. Tra tutti questi diverbi armati, uno dei più sanguinosi, devastanti, inutili, ingiustificati e clamorosi, fu quello scatenatosi sul territorio indocinese del Vietnam.
Nell’interminabile trascorrere dei 29 anni che vanno dall’inizio degli scontri tra vietnamiti e francesi, alla fine dell’impegno americano, sono state compiute le più grandi efferatezze, fisiche, politiche e religiose e le più orribili atrocità, dove lo scatenarsi della bestialità umana non conobbe confini.

Questa guerra estremamente brutale, soprattutto a carico della popolazione civile, fu una guerra inutile perché non portò, in sintesi, ad un miglioramento delle condizioni sociali o ad un armonioso convivere delle rappresentanze etniche presenti sul territorio. Fu una guerra devastante dove l’economia delle due fazioni in lotta riconobbe un tracollo e dove si provocarono tali danni ecologici da frantumare un delicato equilibrio naturale che è durato per moltissimi anni.
La Guerra del Vietnam fu una guerra ingiustificata, poiché l’impegno francese dapprima e quello americano poi, non erano motivati da stringenti esigenze economiche, ne da bisogni territoriali
Fu un evento bellico soprattutto clamoroso, in seguito al quale due potenze economico-militari di sicura prevalenza, vennero sconfitte da una forza militare rozzamente armata e sostenuta da una economia che riconosceva, quale principale fonte economica, la sola agricoltura.

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