Dopo le dichiarazioni del cardinale chiacchierone, tutti sembrano concordare con le sue parole. L’aria che si respira nell’ex belpaese è stantia e puzzolente.
C’è un odore di latrina sporca che pervade l’italico stivale. Un costume morale che si basa sul connubio tra figa e denaro, che devasta in continuazione una nazione intera.
Lui, il cardinalone, dice che bisogna cambiare aria e senza mai nominarlo, sembra riferirsi al rifatto/ricattato.
Che quest’ultimo sia un individuo losco e discutibile, moralmente e civicamente, lo sostengo da un bel pezzo. Con quello li abbiamo toccato il fondo di una immoralità agghiacciante, ma con la chiesa – di cui il porporato parlante è rappresentante – si è addirittura scavato sul fondo.
Lui e la sua chiesa maledetta hanno ammorbato l’aria per secoli, hanno appestato case e individui per duemila anni, che cosa vuole ora?
Di cosa sta blaterando?
Se pensasse a vergognarsi di appartenere alla più grande casa di tolleranza della storia, non avrebbe fatto uscire quelle vergognose parole, vane e ipocrite.
Non ha minimamente accennato ai suoi colleghi pedofili, ai preti in odore (è proprio il caso di dirlo) di pederastia.
Di quello non si parla!

Il cardinalone se ne esce con nuova aria fritta, tanto per tentare di coprire quell’olezzo di incenso che ottura il naso di tutti gli uomini liberi.
Bagnasco, nel cercare di annusare quell’aria stantia e maleodorante che la sua chiesa ha contribuito a produrre, non sente la puzza delle stronzate che gli escono dalla bocca!

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