Quel vecchio se ne stava li, appoggiato alla panchina di un parco bellissimo ed aggrappato al suo bastone.
Lo sguardo sembrava sereno, forse rassegnato o forse deluso, non so.
In una giornata riccionese iniziata con la pioggia, un sole bellissimo colorava di un verde intenso quella distesa di Natura ed il vecchio, sotto un magnifico acero rosso, scandiva con i suoi pensieri lo scorrere del tempo.
Mi appressavo a lui e lo guardavo nella sua immobilità, mentre un cinguettio incessante si trasmetteva di fronda in fronda.
Chissà a cosa pensava!
Alla sua vita? Al tempo trascorso?
O forse pensava a quello che ha detto o fatto?
I suoi pensieri rincorrevano gli angeli di quello che non ha detto o non ha fatto?

Sono passato davanti a lui ed ho abbassato lo sguardo.
Ho ontinuato a camminare in mezzo a quel rigoglio di vita nuova di una primavera tentennante ed il contrasto tra una vita già vissuta e tanta vita che si affacciava alla vita, mi hanno fatto pensare.
Ho pensato a quello che sono, a quali valori mi sono aggrappato, alle debolezze che ho e che son fiero di avere ed ho ripensato a quel vecchio che sembrava attendere il ritorno all’alba.
Forse nutriva delle speranze di rimedio ai suoi errori, o forse contava di ripetere ciò che ha fatto e detto, o forse aspettava il lungo ritorno a casa. Non so.

Quant’è strana la vita! Corri e ti stressi per sapere già che dovrai appoggiarti ad un bastone perchè irrimediabilmente non potrai più correre. Eppure siamo animati da una brama di vita vissuta al punto che, osservare l’irrimediabile fiera decadenza, fa male.
Ci sembra impossibile pensare di appoggiarsi ad una panchina ed attendere lo scorrere del tempo e dei pensieri, eppure dovremmo lasciarli andare i pensieri, pesanti o gravi che siano. Siamo umani, e dovremmo concederci ogni giorno un pò di tempo per riposare sotto un albero e ricordarci che dall’alba al tramonto la vita è nostra!

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