E così la Grande Europa, il vecchio continente, la patria dell’Euro, la culla di una civiltà che sembrava intramontabile, sta andando rovinosamente in frantumi, disseminando calcinacci, pezzi e frattaglie in ogni dove.
Le situazioni finanziarie sono così disastrose che nessuno vuole pronunciare quella parola che impaurisce tutti, ma che sembra essere stata pronunciata solo da qualche giorno: FALLIMENTO!
L’Europa sta chiudendo per bancarotta, che oserei perfino definire fraudolenta. Tutti sapevano, molti ipotizzavano questa fine da almeno vent’anni, ma si è continuato leggiadramente a vivere in questo modo, infischiandosene del debito, degli sprechi, del terzo mondo e di tutto quello che si sarebbe dovuto evitare di fare.
Beh, è finita!

L’italia è allo sfascio, gestito in extremis da professori, tecnici e notabili, la Francia con il sorrisino è barcollante, la Spagna è agli stracci, la Grecia ha già avuto l’estrema unzione, questa la situazione.
Quanto potrà tener duro la Germania, prima di dichiarare solennemente che il Marco tedesco è l’unica moneta che vale la pena di avere in tasca?
Tutto sta vergognosamente e fragorosamente franando e non sembranbo esserci soluzioni. Forse si stanno cercando i rimedi per attutire un po’ il tonfo e limitare le inalazioni di polvere fatta di vite, mestieri, lavoro, famiglie disastrate, lavori pubblici incompiuti e inutili, giovani senza futuro e anziani in miseria.

Il volo di Icaro è finito. La cera che teneva in forma le ali di un volo esagerato, si è sciolta, bruciata dal fuoco dell’inferno bancario.
E’ tempo di cadere!

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