Gli interventi ideali non esistono. Non esistono interventi canonici e codificati che hanno un andamento prevedibile al 100%. Ogni singolo intervento viene dichiarato in un certo modo, che ne sancisca la tipologia e che consenta la preparazione dello strumentario, ma le variabili che si affronteranno, sono ogni volta tante, previste e impreviste.
Queste varianti possono determinare anche grandi modifiche alla intera procedura.
Supponendo di effettuare una emicolectomia sinistra – non importa la tecnica impiegata – le variabili possono essere:

  • Previste – Ovvero che il chirurgo sa già che il paziente ha una patologia diverticolare e che quindi potrebbero esserci delle zone particolarmente infiammate e dure da dissezionare.
    Oppure il paziente è in terapia con anticoagulanti e l’intervento potrebbe vedere dei sanguinamenti ostinati e diffusi, con allungamento della durata dell’intervento.
    Oppure il paziente deve subire anche una colecistectomia, con indubbie variazioni posizionali e di localizzazione chirurgica.
    Insomma si tratta di condizioni che turbano l’andamento dell’intervento principale, ma per le quali si e’ in dovere di essere preparati.
  • Impreviste – Ovvero che il chirurgo si trova estemporaneamente innanzi a condizioni non precedentemente note, o non segnalate dalle immagini diagnostiche, ma che comunque alterano la procedura e richiedono ulteriori passaggi e strumenti non tipici della procedura principale.
    Ad esempio il paziente operato per una emicolectomia sinistra per diverticolite, può presentare una sacca purulenta da perforazione coperta, che va drenata e/o per la quale sono necessari esami batteriologici.
    Oppure il tumore, indicato ad una certa distanza, si trova a ben altra distanza, il che impone altri accessi, altre devascolarizzazioni, altri posizionamenti, insomma un grande sconvolgimento procedurale, senza previsione ed estemporaneamente.

Queste variabili, nella loro impossibile catalogazione ed enumerazione, impongono un atteggiamento guardingo, attento e disponibile alla riorganizzazione in tempi relativamente brevi.
Per affrontare le variabili, che sono il bello e il brutto di ogni singolo intervento – grande o piccolo – si possono perseguire questi obiettivi:

  1. Informarsi – E’ sempre bene raccogliere più informazioni possibili su eta’ del paziente (un paziente in condizioni critiche potrebbe imporre una velocizzazione improvvisa delle azioni chirurgiche), dimensioni del paziente (per cui nei pazienti obesi potrebbero essere necessari strumenti lunghi, non previsti dalla normale dotazione impiegata per pazienti normodimensionati), pregressi interventi (per cui in corso di viscerolisi, potrebbero verificarsi perforazioni intestinali che impongono la loro tempestiva chiusura e una successiva decontaminazione del campo), problemi fisici del paziente (ad esempio un arto che non si distende o non si divarica, che impone un campo chirurgico differente o diversi posizionamenti degli operatori), intervento in programma (se ci sono note o diagnosi che lascino intendere ad uno svolgimento non tipico), disponibilita’ di eventuali strumenti di cui non sia ben garantita la presenza o la sterilità, ecc.
  2. Prepararsi – E’ bene prepararsi per tempo, specie se le variabili comportano l’allestimento di numeroso strumentario accessorio. Per questo è bene farlo in anticipo sui tempi, avendo quindi modo di saggiare funzionalità e componenti degli strumenti straordinari
  3. Controllare – E’ consigliabile controllare la disponibilità e l’accessibilità’ allo strumentario che non può essere allestito con anticipo, ma che potrebbe servire (amplificatore di brillanza, ecografo, strumenti impiegati da altre specialità, ecc.).
  4. Annotare – E’ importante annotare le variabili a cui si e’ assistito, in modo che diventi patrimonio formativo e informativo di tutti. Andrebbe elencato cosa è accaduto, cosa si è deciso di fare, come e con che cosa lo si è fatto, quali sono stati i risultati finali.

In linea generale valgono anche queste brevi regole:

  • L’intervento tipico non esiste quasi mai , quindi e’ utile avere la mente aperta
  • E’ inutile pensare o tentare di preparare sul tavolino tutto quello che potrebbe servire. Oltre che inutile è dannoso. Troppi strumenti causano grande confusione e perdita di controllo
  • Osservare continuativamente l’intervento. Questo fa si che la variabile possa essere avvvertita in leggero anticipo, giusto quel tanto che impedisce di essere colti impreparati
  • Le variabili sono fonte di esperienza
  • Le variabili non possono essere la scusa per farsi trovare disattenti o impreparati

Buon lavoro a tutti 🙂

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