Nel settembre del 1969 un tenentino americano, che si sentiva la mano destra e sinistra del diavolo, entrò in un villaggio sud-vietnamita e decise che i 347 civili presenti colà, non fossero degni di continuare a respirare ed in pochi minuti li ammazzò tutti, con la collaborazione dei suoi soldati. Prima violentò le donne, poi picchiò i vecchi ed infine dette tutto alle fiamme.
Dopo un risibile processo e oscenamente di parte, il tenentino fu degradato.

Oggi si sa che un soldatino americano, della forza di pace e democratizzazione, è entrato in una casa afghana ed ha ammazzato a fucilate 17 persone, tra donne e bambini. Dire che sia un efferato, vergognoso e insopportabile crimine, non basta. Perdere la testa in guerra succede, la questione è che quella guerra l’hanno voluta gli americani e le guerre non servono ad un cazzo!

L’avevo detto, che gli statunitensi sono degli assassini. Ma li si continua a vedere come democratizzatori, pacifondai, esempi di civiltà.
Immagino che su quelle pallottole finite in quei corpi ci sia ben evidente la scritta “Democrazie”.
Complimenti!

Torno a ripeterlo per l’ennesima volta:
Finchè ci sarà un solo statunitense vivo su questa terra, noi saremo sempre in pericolo!

Annunci