Nella società della convivialità online, delle amicizie richieste e del cinguettio virtuale, è difficile il confrontarsi.
Discutere, fare fronte comune (confrontarsi) ad un argomento, condividere le proprie singole esperienze, convinzioni, deduzioni e pensieri, lasciano il posto all’affrontarsi, ovvero al mettersi in lotta per la predominanza di pensiero.
Comunicare non è più il dire e l’ascoltare, ma è divenuto il solo dire. Lo spazio per l’ascolto diventa sempre più piccolo, nella paradossale immensità del social networking.

Io lancio un messaggio, questo è l’importante. Ricevere le risposte e valutarle può divenire un incidente di percorso, quasi un fastidio prima che un vero privilegio.
Più aumentano le possibilità di confronto diretto, più aumenta l’esercizio dell’affronto indiretto.
Più la parola viene isolata dal contesto globale di chi la pronuncia o la scrive, più il confronto si annulla.

Anni fa scrissi un articolo che riguardava questo argomento. FaceBook e Twitter non c’erano, eppure il sentore dell’impoverimento umano era già percettibile, almeno per me.
Anche questo post fa parte dell’immensa mole di pensieri riversata nel mondo virtuale e so che rimarrà sospeso nel vuoto del dire senza ascoltare, nella vacuità del dire senza eco di ritorno.

In questo mondo reale, la virtualità è la scappatoia da una realtà di silenzio e di povertà di contenuto.
In questa realtà senza uscita e senza scegliere veramente, la virtualità da a tutti un mondo virtualmente, fittiziamente migliore.
L’incapacità reale di vivere bene in questo mondo, non poteva che portare alla creazione di un mondo virtuale, dove il “bene” è virtualmente alla portata di tutti!

Di tutte le esperienze comunicative affrontate dall’uomo, per soddisfare la propria necessità o desiderio di frequentare altre persone, quella di Internet è la più recente e fantasmagorica.
Vedersi in piazza, nei pub, nelle discoteche, in macchina o in riva al mare, tra due o più persone , sono modi di fare ed essere ormai privi di quel mistero che rende affascinante incontrare consimili che spesso si reputano pericolosi o semplicemente sconosciuti. Manca il mistero di questi incontri a viso aperto, perchè tra una persona e le altre mancano quei filtri e quei veli che proteggano chi guarda da chi è guardato; veli e paraventi usati dalla persona per far intendere agli altri di essere diversi da quello che si è in realtà.
In un locale o in un luogo fisico qualsiasi, ci si può riparare dalla propria verità con abiti, trucchi, modi di gesticolare, frasario e compagnie particolari, ma non tutte le persone sono in grado di reggere questo sforzo mimetico, oppure ci sono degli aspetti fisici e culturali che non si possono proprio camuffare.
Così, nella spasmodica ricerca di mimetismo, persone di ogni genere culturale e somatico, si buttano in Internet, l’immenso specchio senza riflessi, il tollerante occhio che non vede e non giudica, oramai da considerarsi il vero grande, immenso fratello!
Nella cosmica piazza di Internet, nello sconfinato locale di ritrovo voluto dagli umani, ma popolato di segnali elettrici, ognuno entra ed esce quando e quante volte vuole, vestito anche della sola pelle, dice, ascolta e interpreta i messaggi come meglio crede e nessuno ha mai la certezza di sapere dove, come e quando si trova.
Talora parlare con le persone face to face mette l’angoscia non nel senso di provare per altri un qualsiasi sentimento (pena, amore, compassione, condivisione, ira, collera, desiderio o gioia), quanto per l’incertezza di sapere cosa l’altro pensa di te e delle parole che sono uscite dal tuo cervello e che l’altro interpreta secondo suoi precisi parametri che tu non conosci.
Oggi il fraintendimento, l’allusione, la speculazione e la strumentalizzazione del parlato, sono uno sport, un must societario, un buon malcostume.

La rete non consente di farsi un giudizio se non su delle parole digitate che non hanno faccia o impronta! Nessuno saprà mai se quelle parole sono state battute con rabbia, impazienza, derisione, passione, gioia, brama, voluttà o semplice noia o svogliatezza e questo lascia piacevolmente quell’alone di mistero che rende amici tutti con tutti!
Anche il digitare in maiuscolo per gridare, non allarma allo stesso modo di sentire parole taglienti deflagrate con un viso rosso di collera e le mani che si agitano, non le vede nessuno!
L’immenso parlatorio telematico non giudica, non valuta, non filtra, non ghettizza nessuno e questo è il segreto e il mistero che ha determinato il successo della grande rete di costumi e maschere online adatte ad ogni momento della giornata.
In internet il messaggio verbale, il pensiero, il concetto e l’idea si connotano di una purezza esaltante e fantastica, non offuscati da questioni morali, di costume, di mode e convenzioni che invece sono ossessionanti e traumatici nella vita reale.

Partecipare alle discussioni su qualunque argomento, è un piacere perchè nessuno è costretto a mostrarsi per quello che in realtà è, nessuno si sente in dovere di presentarsi o stringere la mano, magari sudaticcia, di nessun altro. Discutere o chiacchierare in rete preserva dalla necessità di allontanarsi da casa, permette di cessare la conversazione senza il rischio di essere richiamati indietro a finire un discorso che magari si è iniziato, ma non si è più in grado di sostenere. Non si deve dimostrare nulla a nessuno e questo pone le persone su piani abbastanza omogenei, tutti sono belli, intelligenti, preparati e nessuno ha una faccia dalla quale potrebbero trasparire delle emozioni!
Quando accogliamo un nuovo iscritto in un forum, esprimiamo il nostro sincero benvenuto e la persona che lo legge, sa di trovarsi in una comunità che più o meno condivide lo stesso interesse, ma è al sicuro dai giudizi logici determinati dal proprio vestiario, dal proprio volto, dalla barba magari incolta o dai capelli in ordine sparso. Una rete di persone che proteggono se stesse e garantiscono difesa e protezione agli altri!
Messaggiare, chattare, digitare fa sentire al sicuro!
Ti chiamo quando e se ne ho voglia!
Ti dico quello che credo e se non voglio sentire la risposta, chiudo!
Fantastico!
Ho paura?
Non saprete mai la verità!
Ecco la grande rete di protezione!
Protegge dalle cadute, dalle verità, dalle realtà, da se stessi, dagli altri.
Protegge il proprio egoismo e la propria voglia di essere parte di qualche cosa.
Protegge dalla propria solitudine culturale e dalla propria individualità esuberante.
Non ci si può fare nulla e forse questo è proprio il bello!

Io in rete mi trovo bene, tra voi sto bene, talvolta mi sento spaesato perchè sono capitato qui a giochi e argomenti già intavolati, ed ho inesorabilmente capito che, come nella vita vera ed in quella virtuale, la corsa a comunicare (maledetti telefonini !), a messaggiare, a interagire, ad accedere nasconde la paura della propria individualità solitaria che, paradossalmente, si cerca di proteggere dagli sguardi degli altri!
Una grande rete di cervelli in fuga!

Tratto da un libro taoista:

L’albero nodoso è troppo contorto per la squadra dell’architetto

ed è troppo duro per la sega del falegname.

Ma sopravvive più a lungo!

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