Sotto un cielo di piombo, pesante come la crisi che attanaglia il nostro mondo dei ricchi ma non si vede, si consuma questa Pasqua.

A Riccione, come in tutte le città di turismo, è un evento che ha sempre dato l’avvio alla stagione turistica, ma da qualche anno la Pasqua non è altro che una delle 52 domeniche annuali e la stagione sembra morire ancor prima di nascere.

Quest’anno non e molto diverso…è peggio!
Tra la crisi ed una situazione meteo indegna, le strade sono vuote, i negozi e i ristoranti sono più vuoti delle strade e quelle poche centinaia di aficionados, che hanno avuto il coraggio di venire fin qua, indossano i loro eskimo con un po’ di imbarazzo e goffaggine.

Certo la pioggerella fine e gelata di questa giornata, non aiuta a passare bene le proprie ore qua. Non c’è nemmeno il gusto di visitare i soliti negozi carissimi di viale Ceccarini, dove un perizoma rosa costa 105 euri e un reggiseno 200.

Ho scattato alcune foto a corredo di questo breve post e devo proprio ammettere che la giornata e veramente pessima.
Anche i camperisti se ne stanno andando. Il turismo se ne sta andando, la spensieratezza di una giornata in riviera se ne è già andata, che cosa rimane?

Poco! Troppo poco!

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