Tutti oggi vivono sul filo del disastro economico, a parte i soliti politiciricchicheglipigliuncolpo. La vita ha un costo pazzesco e gli stipendi sono scarsi, o comunque non al passo con la crescita del costo di cui sopra. Siamo talmente immersi nel considerare ricchezza il solo possedere denaro, che non riusciamo a vedere altro.
Più cerchiamo la ricchezza in denaro, più ci impoveriamo dentro, nell’anima e più i nostri sensi falliscono nel percepire il realismo e la realtà delle cose di questa vita.
Cosa ci ha fatto questo denaro?
Per prima cosa ci ha tolto il tempo. Per fare più denaro bisogna lavorare di più, quindi abbiamo tolto tempo a cose e sentimenti.
Poi il denaro ci ha tolto la possibilità di distinguere tra ciò che è un bene e ciò che è solo possesso. Ci siamo riempiti casa di stronzate immonde, abbiamo televisori in numero impossibile, cellulari che da un giorno all’altro finiscono in un cassetto, computer inutilizzati, biciclette inusate perché non si ha il tempo di usarle anche per andare al lavoro, elettrodomestici di tutti i generi, attrezzi per la cucina che abbiamo usato solo una volta, non appena entrati in casa (ma che non usiamo perché compriamo i 4 Salti in Padella e cose del genere).
Insomma ci siamo riempiti di materiale, che non ci ha fatto alcun bene o solo per pochi e brevi istanti. Dov’è il bene di tutto questo possesso?
Il denaro ci ha tolto dalla vista le nostre singolarità, per spingerci all’uniformità comportamentale e sociale.
Il denaro ci ha rimosso dalla vista tutte le altre nostre ricchezze ed altri modi per essere e sentirsi ricchi.

Ma se non in denaro, come si fa ad essere e sentirsi ugualmente ricchi?
Bella domanda, non lo so!
Di cosa una persona è ricca? Di bontà? Di generosità? Di idee? Di senso e capacità artistiche? Di vivacità?
Si, le persone sono ricche anche di queste cose, ma pensano che non siano qualcosa che valga anche per gli altri; che ad altri possano essere utili ben più del denaro.
Penso a un mondo dove anziché usare il denaro per avere ciò di cui non si è ricchi, si usino le capacità di cui invece si abbonda. Abituati come siamo a soffocare le nostre ricchezze interiori, coprendole con il denaro, non riusciamo nemmeno a immaginarci come poter usare quello che la natura ci ha dato gratuitamente, per far felici non solo noi stessi, ma anche coloro con i quali la Natura non è stata altrettanto generosa. E ancor meno riusciamo a immaginare come poter diventare ricchi insieme alle ricchezze altrui.
Se la Natura non mi ha dato una particolare attitudine, me ne ha date delle altre e se io uso le mie capacità per aiutare un’altra persona che ha capacità che io non ho e che mi fornisce, siamo entrambe ricchi, senza aver speso una sola moneta, senza banche, senza consulenti finanziari e senza la stupida, inutile voglia di accumulare, perché le ricchezze di cui parlo non possono essere accumulate, non hanno un corpo fisico, ma hanno solo valore, valore umano, universale, senza dazi, senza borse, senza conversioni, senza centesimi e senza frontiere.

Uno scambio di ricchezza:
«Senti, io non sono capace di cucirmi un paio di pantaloni, ma so riparare tubature e tante cose della casa. Mi serve un paio di pantaloni. Posso esserti utile?»
Fa sorridere lo so, ma il sorriso nasce da dentro, dalla semplicità della conversazione e del suo contenuto. E’ un sorriso di purezza, di illibatezza, di semplice scambio di umanità.

Lo so è utopia, ma mi fa bene pensarlo. Allontana da me, per un po’, la convinzione che siamo ricchi solo in denaro; ancora.
Quando il denaro sparirà dalle nostre tasche, potremmo avere la triste consapevolezza che le uniche ricchezze che ci sono rimaste sono cattiveria, egoismo, stupidità, avarizia, vendetta, senso di morte; quella morte che, diabolicamente e ironicamente, non potremmo allontanare nemmeno con il denaro!

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