Ho scaricato una copia del film, che negli USA è già stato proiettato ma che in italia giungerà solo il 14 settmbre, Prometheus di Riddley Scott.
Si tratta del prequel della saga di Alien di cui io sono un appassionato.
A parte la qualità pessima di audio e video – si tratta invero di una registrazione in sala – il film porta all’attenzione un argomento assai discusso e discutibile, la panspermia, per la quale all’origine dell’uomo non ci sarebbe una darwiniana evoluzione della specie, quanto l’influenza genetica ben definita, di esseri provenienti da altri mondi, che avrebbero fecondato la Terra con il genere umano.
Nel film questi “inseminator” si chiamano “Ingegneri” ed hanno un aspetto del tutto simile all’uomo.

I protagonisti della storia, ingaggiati dal noto (per gli amanti dei film di Alien) Weyland – un uomo vecchio e prossimo alla morte che cerca di scoprire il proprio creatore per sfuggire alla morte stessa – si recano sul pianeta Lv 426 guidati da una mappa astrale trovata in alcuni scavi archeologici.
Giunti sul pianeta scoprono presto che una delle montagne vicine è vuota al suo interno e decidono di perlustrarla, venendo così a contatto con creature estremamente maligne e letali, tanto da avere determinato la morte degli stessi “Ingegneri”, salvo uno. Questi, come avranno modo di scoprire, ha il compito di spedire il suo pericoloso contenuto sulla Terra.
Di tutto l’equipaggio si salverà solo l’archeologa, che deciderà di andare alla ricerca delle origini degli “Ingegneri”, facendosi aiutare da un androide di nome David.

Tutto sommato un buon film che suggerisce allo spettatore alcune riflessioni:

  1. Se siamo frutto di qualcuno, chi ha creato quel qualcuno?
  2. Quali sono state le ragioni per crearci? Nel film – in inglese con i sottotitoli arabi, sovratitolati in italiano – è interessante la domanda che l’androide rivolge ad un membro dell’equipaggio: “Perchè ci avete creati?” e la risposta è lapidaria: “Perchè potevamo farlo!”.
    Certo che per i più credenti sarebbe triste ricevere la stessa risposta da chi ci ha creati – se c’è un qualcuno.

    Crollerebbe tutto il castello di altolocate motivazioni e di comodi misteri. Potremmo scoprire che, in fondo, non siamo altro che dei prodotti, come lavatrici, computer, piante geneticamente modificate, e via dicendo.
  3. Vorremmo veramente sapere chi ci ha creati? Potremmo scoprire che siamo degli errori, o solo un gradino evolutivo verso un prodotto di ben altre grandezze.
  4. Vorremmo davvero scoprire che non siamo noi la massima espressione della Natura, come siamo stati educati a pensare?

Il film, nelle parti finali, indica decisamente la via alla successiva pellicola – quell’Alien dello stesso regista che, nel 1979, stupì il mondo per la sua bellezza, per il suo terrore e per la pregevole fattura.
Mi è piaciuto certo, ma non come il primo Alien e di certo non ho la minima intenzione di cacciare 8 euri e 20 centesimi per andarlo a rivedere al cinema. Farmi rubare il denaro non è il mio hobby preferito.

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