Dopodomani dovrò subire una Colecistectomia laparoscopica per calcolosi della colecisti. Si tratta di un intervento banale, generalmente privo di complicanze intraoperatorie, precoci o tardive. Però si tratta sempre di un intervento che comporta una anestesia generale ed alcune manovre che comportano delle alterazione del mio equilibrio psico-fisico; disequilibri che non possono escludere morte o lesione permanente.
Non ho paura della morte, lo giuro, sono pronto a morire e mi consegno al chirurgo con fiducia e abbastanza serenamente. Quello che mi fa paura è il dolore e non sono affatto pronto alla possibilità di rimanere un invalido a vari livelli di dipendenza dagli altri.
Il dolore so che si contrasta in vari modi e non mi preoccupa.
Quello che mi angoscia è la ipotesi che io possa rimanere in qualche modo lesionato e che possa perdere la mia indipendenza intellettuale, sentimentale, umana. E’ una cosa che rifiuto dal più profondo di me stesso ed ogni mia cellula invoca il diritto di non essere uno dei, purtroppo tanti, vegetali umani e di poter porre fine ad una quasi vita che non è vita e che rifiuto.

In virtù di quanto detto, per chi leggerà questo documento ed abbia la possibilità di indicare le mie volontà – in caso le cose non andassero come spero che vadano – affermo che nel caso che le mie condizioni postoperatorie siano così critiche che io non possa più coscientemente esprimere le mie volontà, ne verbalmente ne in altra forma – e nel caso in cui io non possa essere più riportato alle condizioni di vita relazionale e dinamica di un uomo autonomo, ovvero le condizioni in mio possesso nel momento in cui sto digitando queste parole – dispongo:

  • che non siano messe in atto manovre rianimatorie di alcun genere
  • che non sia applicato in alcun modo, qualsiasi tipo di accanimento terapeutico (compresa la respirazione meccanica, la circolazione extracorporea, dialisi, alimentazione artificiale enterale/parenterale, pace-maker temporanei o definitivi)
  • che mi sia garantito il diritto a morire dignitosamente () senza essere il pretesto per sperimentazioni cliniche, chirurgiche, scientifiche, ne per discussioni etiche, normative, morali, religiose) nel rispetto della mia persona
  • che mi sia riconosciuto il diritto soggettivo e non negoziabile, di decidere della mia vita e della mia morte
  • che non sia una macchina, di concezione passata, presente o futura, sperimentale o meno, a mantenermi in vita
  • che sia garantito solamente ai miei cari (genitori, fratelli, figlio) il diritto di decidere della mia vita in base alle disposizioni descritte in questo documento

Quanto elencato rappresenta quindi la mia unica e sola volontà in riferimento alla mia vita, quando essa non possa essere più uguale a quella che mi ha contraddistinto finora. Di quanto ho scritto mi assumo interamente ogni responsabilità, conscio di quanto possa implicare una simile decisione.
Dichiaro che:

  • delle conseguenze derivanti dal rispettare le volontà elencate sopra, nessuno può o deve sentirsi responsabile al di fuori di me stesso
  • alle conseguenze derivanti dal rispetto delle mie volontà descritte dianzi, non farà seguito, in nessuna sede civile o penale, alcuna azione legale da parte dei miei cari
  • il personale sanitario tutto è sollevato da carichi di responsabilità al riguardo dell’osservanza delle disposizioni qui contenute

Quello che ho scritto ha un esclusivo valore soggettivo ed una validità unica riguardante solamente la mia persona e nessun altro. Mi arrogo coscientemente il diritto di decidere per me, per la mia vita e per la mia morte. E’ un diritto non trattabile, ne discutibile, ne giudicabile da nessun altro al mondo.
Nessuno ha il benché minimo diritto di contravvenire alle mie volontà in nessuna sede, sotto nessuna carica istituzionale, religiosa, scientifica, morale o etica.
Nessuno ha alcun dovere nei miei confronti e dei miei cari. Gli viene solo chiesto di rispettare le mie volontà, il che corrisponde a non fare nulla.
Sento di avere il diritto di disconoscere ogni altra disposizione (legale, morale, religiosa, scientifica, etica) in tema di morte, vita, eutanasia, etica, religione, morale e – di fatto – non le accetto.
Credo di avere il diritto di pianificare il mio futuro al riguardo di ogni argomento e di disporre quale debba essere, nel caso io non possa adempiere attivamente al suo compimento.
Chiunque contravvenga a quanto descritto fin qui, ha violato la mia persona ed è responsabile primo di tale violazione. Così come è responsabile di avere violato i diritti familiari e civili dei mie congiunti.
Chiunque contravvenga alle mie volontà qui elencate è il diretto responsabile delle sofferenze che la mia persona patirà proprio in conseguenza di tale inosservanza.
Dei giudizi morali, etici, di costume, scientifici, religiosi, culturali, educativi, ed altri non mi interessa nulla.

Mercoledì o giovedì avrò modo di dirvi se tutto è andato bene.
Diversamente….addio!

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