Ho scritto queste righe mentre ero seduto al tavolino della stanza numero 13 della Divisione chirurgica dell’ospedale di Riccione.
Ieri ho subito una colecistectomia laparoscopica, come quelle alle quali ho assistito e partecipato centinaia di volte.
Ero arrivato in macchina in ospedale ed alle 7.05 ero nella stanza, pronto per indossare il camicione e le calze antitrombo. Nudo come il verme e accompagnato dal mio amore, mi sono recato in SO trasportato dalle ragazze con le quali avevo lavorato fino al giorno prima.
Mi sono coricato sul cuscino a depressione (in verità assai scomodo) e, tra le battute dei miei colleghi, mi hanno trasportato alla sala di preparazione.
Gli elettrodi freddi sul torace ed un agone-cannula nel braccio sinistro, hanno preceduto la somministrazione di una potente droga (forse Fentanile). Ricordo di aver chiesto se mi sarebbe girata la testa e così è stato…
…poi mi ricordo che ho detto che facevo fatica a respirare….
…poi ho sentito che mi chiedevano “Girati un po’ sul fianco, che andiamo sul passamalati”…
…ho capito che avevo finito e che ero ancora semi-padrone della mia vita…
…ricordo il corridoio di collegamento…
…poi ricordo i miei genitori, Stella e la gioia di essere ancora vivo!

Grazie ai colleghi che mi hanno fatto visita e sono stati numerosi e grazie al personale di reparto, sempre carino e gentile.

E’ andato tutto bene. 27 ore dopo, ho ripreso la mia macchina ed ora mi trovo a casa mia, davanti al mio amato PC, con qualche lontano doloretto, il drenaggio (che toglierò lunedi) ed una sporta di farmaci consegnatami dalla farmacia ospedaliera.

Tutto è bene ciò che finisce bene!

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