Libri – I personaggi piu’ malvagi della storia

Io non sono un lettore di romanzi, non ne sono capace. A me piacciono i fatti, le cose che hanno un riscontro, le fantasie le lascio a gente meno arida di me.
Ho acquistato tempo fa un corposo volume di oitre 500 pagine che tratta di un argomento non molto rilassante, le persone piu’ cattive della storia, quelle belve umane che hanno fatto della malvagita’, la colonna portante della loro esistenza.
L’opera si sviluppa in senso cronologico e si va da Erode a, passando per Attila, la signora Barhory, Stalin e tanti altri.
Le due autrici – Shelley Klein e Miranda Twiss – rendono la lettura molto stimolante’ in quanto si tratta di un bellissimo racconto di storia. Ogni personaggio viene illustrato all’interno del suo contesto storico, il quale viene raccontato molto bene e con molti particolari, ma senza essere prolisse o noiose.

Colpisce la crudelta’ di alcuni personaggi, che hanno fatto del dolore altrui una spinta vitale, il sostegno ad una vita squallida e solitaria, come quella di Elisabetta Bathory, che si divertiva a seviziare e fare letteralmente a pezzi le serve di palazzo e, quando si sporcava di sangue, si fermava, si cambiava d’abito, per poi ricominciare il massacro.
Oppure la cieca violenza di Vlad Tepes, detto l’impalatore, che non concedeva alcun appello a chi egli credeva essere meritevole di morte.

Altri racconti mostrano il cieco perseguimento di un obiettivo, come la ricchezza personale. Papa Doc, un medico africano che, giunto al potere, non si degno’ di assistere il suo popolo che viveva di poverta’ e miseria. Come Amin Dada, che ha permesso ai suoi soldati delle Unita’ di salute pubblica, di prendersi lo stipendio ricattando la popolazione anche a pegno della vita.

Altri racconti illustrano l’agghiacciante violenza mortale verso i propri stessi figli, uccisi con l’arsenico per incassare il premio assicurativo. O lo stupido accondiscendere alla perversione sessuale del partner, pur di poter essere amata, anche a costo della vita della sorella.

Il libro merita di essere letto per scoprire come le investigazioni, pur solerti e spesso applicate a tappeto, hanno fallito per stupide mancanze o distrazioni o per il solo rispetto della privacy, senza accorgersi della morte che aleggiava in ogni luogo, come nel caso Vuornos.

Un libro, della Newton & Compton, che voglio segnalare a tutti coloro che amano questo genere di letteratura e a tutti coloro che cercano di capire se l’uomo sia quel gentile e accorato essere che le scritture religiose cercano di associare ad un Dio che, in quei mostri, ha fallito il suo compito.

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