Questa che vi sto per raccontare e’ una storia assurda, ma nemmeno tanto per questa nazione minore.

Quando avrete finito di leggerla, vi renderete conto che non c’è alcun bisogno di scendere al sud per assistere a tali assurdità.

Italia, un Ospedale di una regione del centro-nord.
Siamo a dicembre 2010 e viene inaugurato un nuovo Blocco Operatorio, dopo una spesa complessiva di cui non e’ conosciuta la cifra nemmeno approssimativa.
Ognuna delle sale operatorie e’ provvista di tre telecamere al proprio interno, di cui 2 ambientali telecomandate ed una su lampada scialitica, con tanto di moduli esterni per azionamento e calibrazione e integrazione con il sistema di acquisizione delle immagini, sistema installato per le previste videoconferenze a fini scientifici e formativi, per medici e infermieri.
Quanto siano costate le 15 telecamere, i 5 moduli esterni di controllo, il montaggio, la calibrazione e la integrazione hardware e software, non e’ dato sapere, ma non e’ difficile supporre che ci si possa livellare tra i 40 ed i 50 mila euri, a cui vanno aggiunti il costo dell’intera impiantistica per videoconferenze che porta il costo complessivo, intono ai 100 mila euri.

Questo BO ha lavorato con tali dotazioni, fino ai primi mesi del 2012.
Un bel giorno il personale viene a conoscenza del fatto che quelle telecamere sarebbero state rimosse, con annessi e connessi, perche’ un sindacato ha vaneggiato su una fantomatica violazione della privacy, aggravata dall’assenza delle targhe ammonitrici che indicano le aree videosorvegliate.
Dopo qualche giorno, con procedimento urgente, le strutture di cui sopra, sono state rimosse a tutta velocità, come se fossero radioattive e pericolosissime. Non si conosce il prezzo della loro rimozione, ma di certo non e’ stato fatto gratis.
Il giorno dopo la rimozione, sono state applicate le targhe all’esterno delle SO.
Per chiunque possieda un cervello funzionante, nasce spontaneo il pensiero per il quale non era necessario rimuovere le telecamere, ma che sarebbe bastato applicare le piastre e tutto sarebbe andato a posto.
Invece no!
Non solo sono state rimosse le telecamere, ma a distanza di oltre 6 mesi queste non sono tornate al loro posto, non si discute più nemmeno della loro ricollocazione e non si sa con precisione dove siano quelle telecamere.

Capite? Prima erano aree video dotate, ma non era scritto. Ora c’è scritto che le sale sono aree videosorvegliate, ma non ci sono telecamere di alcun genere. Magnifico, non vi pare?

Perche’ e’ stata fatta una porcata del genere?
La versione ufficiale indica la violazione della privacy, ossia il sospetto che, in una SO vengano usate le telecamere per spiare il personale.
Se questo velenoso sospetto può essere applicabile alle due telecamere ambientali, non e’ possibile minimamente sospettare che possa essere usata una telecamera su scialitica per fare una cosa del genere, per il semplice fatto che se la lampada scialitica illumina il campo chirurgico, non può fare altro.
Allora cos’è questa tattica del “Muoia Sansone e tutti i filistei”?
Quali giochi proibiti ci stanno sotto?
Non e’ dato sapere e non ha nemmeno molta importanza. Quello che conta e’ che quello che e’ stato pagato con i soldi di tutti i contribuenti, non viene usato ed e’ chiuso chissà dove e che tutto il tesoro derivante dall’uso scientifico di tali presidi, va perduto con indubbio danno pratico e formativo ai danni di tutti.

Colpisce – ma nemmeno tanto in questa omertosa italia dalla lingua pettegola – il silenzio sull’intera faccenda.
Chi possa porre rimedio a questa vergogna non e’ dato conoscere, ma da libero cittadino credo che sia necessario porre fine a questo scempio di risorse, il più presto possibile e anche con le scuse ufficiali!

Annunci