La cinematografia e la televisione rimandano nello spettatore, la sensazione che qualsiasi intervento chirurgico venga compiuto in una SO sia lo scontro finale tra il chirurgo e la morte e, chissà come mai, il chirurgo protagonista è sempre il più bravo e comunque il più fortunato disponibile in quel preciso frangente.
In realtà sono ben pochi gli interventi “alla morte” e poche volte un Chirurgo con la “C” maiuscola compie un intervento sul bordo del precipizio.

Alcune volte però, ci sono delle situazioni in cui il chirurgo non ha più margini di manovra, non può contare su uno strumento risolutore, non può scegliere, non può nemmeno chiudere e lasciare tutto come sta. Come dice Murphy: “Non puoi riuscire, non puoi fallire e non puoi nemmeno abbandonare”!

Visto dal lato B dell’equipe chirurgica (Strumentista e Assistente di Sala) sono condizioni estremamente pericolose per il paziente, per il chirurgo e per gli infermieri.
Ci sono chirughi che hanno un atteggiamento confortante e confortevole. Non sono mai ansiosi, mai in crisi e mai sprovveduti. Sanno dominare il campo chirurgico, la situazione chirurgica, l’equipe chirurgica e sono esemplari unici, più che rari.
Ci sono chirurghi – la maggior parte purtroppo – che hanno un costume comportamentale “alla Giano Bifronte”, ovvero che nel momento thriller girano la faccia ed esce la Jena. Perdono il dominio non solo della situazione, ma di se stessi e si abbandonano alla frenesia predatoria, all’angoscia, trascinando tutta l’equipe in un inferno di offese, ritorsioni, sproloqui, bestemmie, piedi battuti a terra, lanci di ferri e rotture isteriche di strumenti e fili. Sono una vera e propria maledizione catastrofica.

Quando ci sono queste situazioni psychodrammatiche si deve avere comprensione e compassione per ogni genere di reazione. Anche rispondendo a tono, agendo da antagonisti, l’intervento e lo psycodramma non giungerebbero ad alcuna soluzione. Eppoi se fossimo al posto loro, non credo che avremmo reazioni tanto diverse.
Per evitare di soccombere alla “sceneggiata chirurgica alla napoletana”, si possono teoricamente …. ripeto TEORICAMENTE, seguire queste indicazioni:

  1. State molto attenti – Seguendo bene l’intervento e cercando di capire cosa sta accadendo, dove si trova l’area chirurgica, quali sono le strutture anatomiche coinvolte e cosa ha intenzione di fare il chirurgo.
  2. Mantenete un severo controllo dello strumentario – il tavolo degli strumenti non deve avere strumenti inutili. Quello che si è preso da un posto, lo si rimette nello stesso posto. Se si pensa che possa servire uno o più strumenti particolari, assicuratevi che sia disponibile o che vi sia un sostituto altrettanto adeguato.
    Porgete gli strumenti con decisione e senza tentennamenti, il chirurgo ha bisogno di uno che sa quello che fa con prontezza e decisione, l’immobilità o il tentennamento non servono.
  3. Lasciate che il chirurgo si sfoghi, ma non inginocchiatevi – Il chirurgo che sbraita per una difficoltà “vera” non ha bisogno di scontrarsi con un nemico che si offende e fa il permaloso, quindi non badate a tutto quello che dice. Non siate nemmeno troppo leziosi e sottomessi, lui non ha bisogno di un lacchè, ma di uno che gli dia una mano.
  4. Mantenete la calma e non offrite soluzioni od opinioni non richieste – Le situazioni critiche lo sono perchè non si trova una soluzione ad un problema serio. Il chirurgo valuta in continuazione cosa accade e quale soluzione adottare, cerca di concentrarsi sulla scelta più opportuna. Offrirgli troppe variabili e scelte lo incasina ulteriormente. Non offritegli una soluzione od una opzione se non vi viene esplicitamente richiesto. Se dovesse andar male l’ha chiesta lui. Se dovesse andar male e gliela avete suggerita voi…allora sono cazzi!!!
  5. Mantenete un livello di stress molto basso – Cercate di fare in modo che il chirurgo lavori in pace e silenzio e comunque in una condizione di favore. Il rumore, le chiacchiere e le inezie distraggono e innervosiscono, offrendo un ottimo motivo perchè si scateni la bestia che tanto disturba.

Le psycho-sitcom chirurgiche sono un altro ostacolo sulla lunga strada della carriera strumentistica, ma sono spesso anche le situazioni con risvolti comici su cui sorridere con il passare del tempo. Sono anche le situazioni in cui si capisce la delicatezza e l’unicità di questo lavoro.
Ogni persona racchiude una belva e una SO può trasformarsi in una gabbia di leoni impazziti. Badate di non essere azzannati.

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