Articolo originale

I sintomi delle malattie che non hanno una fonte meccanica visibile in qualsiasi parte del corpo, tranne forse nel cervello stesso, vengono diagnosticate come disturbi neurologici, che si ritengono essere il risultato di un difetto meccanico – microscopico o macroscopico – nella struttura del cervello stesso.
Per la maggior parte delle persone oggi, il cervello è inteso essere semplicemente un organo del corpo, essenzialmente meccanico nella sua funzione. Mentre il lavoro del cuore è di pompare il sangue e il lavoro dello stomaco è quello di digerire il cibo, il lavoro del cervello è quello di percepire l’ambiente, pensare e decidere come il corpo debba rispondere.

In questa visione meccanicistica, le varie strutture cerebrali sono formate meccanicamente e collocate in modo da trasmettere informazioni in un modo molto simile a quello usato da un computer per rilasciare informazioni:

  • Il cervello struttura il senso delle informazioni,
  • Il cervello memorizza le informazioni (generando “intelligenza”),
  • Il cervello comunica con se stesso e il resto del corpo,
  • Il cervello fa tutto questo attraverso una rete di nervi, condutture fluide e centri generatori di ormoni, nonché attraverso il posizionamento di tali parti in relazione l’una all’altra.

Mito 1. Il cervello riceve le informazioni sensoriali attraverso cavi elettrici, i neuroni sensoriali. Dice poi ai muscoli cosa fare attraverso i motoneuroni.

Questa è una descrizione accurata dei meccanismi di rilevamento e di movimento volontario, ma dimentica completamente il ruolo della coscienza: chi o che cosa, esattamente, sta percependo ciò che le informazioni sensoriali stanno portando? Chi o che cosa, esattamente, sta decidendo che i muscoli debbano fare qualcosa?
Di malattie neurogenetiche come il morbo di Huntington, il morbo di Parkinson, la paralisi cerebrale e la distrofia muscolare si crede erroneamente che derivino da problemi con la dotazione sensoriale della struttura cerebrale. Queste malattie comportano un’incapacità o una diminuzione di capacità di svolgere l’azione volontaria muscolare in alcune parti o in tutto il corpo.
Questi problemi sono in realtà non genetici o il risultato di un difetto nella struttura del cervello o dei neuroni. Al contrario, i problemi muscolo-scheletrici sono un riflesso di “blocco” mediato dal cervello, blocco causato dal conflitto di essere in trappola. Conoscerne la causa, può offrire una possibilità di guarigione per queste malattie.

Mito 2. Il cervello memorizza le informazioni, similmente a un disco rigido del computer, e quindi recupera le informazioni in base alle esigenze

Questa è una descrizione accurata dei meccanismi su come la struttura cerebrale custodisce i suoi “programmi”, ma trascura completamente il ruolo dell’intelligenza: chi o che cosa, esattamente, decide quali informazioni far uscire o far entrare e chi o che cosa, esattamente, crea il pensiero?
Un computer non è una fonte di intelligenza e nemmeno è come la struttura del cervello.
I disturbi dello sviluppo come la paralisi cerebrale, il disturbo pervasivo dello sviluppo, il “ritardo mentale”, la “disabilità intellettiva”, la sindrome di Down, i disturbi dello spettro fetale alcolico e l’autismo sono ritenuti come il difetto nella funzione di memorizzazione dati, della struttura cerebrale. Per queste malattie si crede (erroneamente) che derivino da qualsiasi struttura del cervello responsabile di apprendimento e intelligenza.

In realtà, non esiste tale struttura cerebrale. L’intelligenza è coscienza, proveniente dalla stessa fonte: chi o che cosa sta creando il pensiero? È qui che si trova l’intelligenza. Non c’è assolutamente alcuna relazione tra la struttura del cervello e l’intelligenza …
… vi è solo una relazione tra struttura cerebrale e la capacità di esprimere l’intelligenza.
L’apprendimento, invece, è una funzione incorporata nel nostro organismo, inserita in ogni creatura per agevolare la sua sopravvivenza, per il successo riproduttivo e per una felice (o almeno intenzionalmente) esistenza.
Ci sono specifiche, appropriate cause mediate dal cervello per l’interruzione di tale processo.
Praticamente ogni caso di ritardo dello sviluppo implica un paio di esperienze conflittuali attraverso i lobi temporali della corteccia cerebrale.
In particolare, la natura mette in pausa lo sviluppo di un bambino, quando un bimbo non ancora sviluppato incontra circostanze territoriali che saranno meglio gestite dalla posizione di bambino indifeso, piuttosto che da una posizione di adulto responsabile. La natura mette il bambino “in attesa di un momento migliore”, al fine di ottenere maggiori informazioni sensoriali utili, su cui basare la comprensione di come sopravvivere e avere una vita felice.
La causa specifica, e quindi la sua risoluzione, può essere trovata in molti casi.

Mito 3. Il cervello comunica come un computer, utilizzando la chimica piuttosto che i segnali elettrici on/off

Questa è una descrizione accurata delle più piccole azioni microscopiche che si verificano a livello atomico nella struttura del cervello, tuttavia ignora completamente la proprietà preponderante della complessità intelligente. Chi o che cosa, dice ai neuroni e alle sostanze chimiche di “funzionare” nei modi adeguati? Come fa il cervello a sapere come crescere e svilupparsi, con tutti questi bit e byte chimici utili a creare connessioni neurologiche più potenti di tutte le stelle in tutto l’universo?

Le malattie degenerative come il morbo di Parkinson o la malattia di Alzheimer, sono erroneamente ritenute il risultato di difetti nei sistemi di comunicazione chimica della struttura cerebrale. Nella visione anatomica del corpo-come-macchina, si presume che una sorta di squilibrio chimico “corroda” il tessuto cerebrale, danneggiando fisicamente la capacità dell’organo di fare il suo lavoro.
Se è vero che ci sono cambiamenti nella struttura del cervello durante la fase attiva di queste (o di qualsiasi) malattie, la causa è la risposta evoluta del cervello a uno specifico tipo di esperienza di vita che la persona ha avuto. Se tale situazione viene invertita, il tessuto cerebrale tornerebbe alla normalità a seguito della fase di guarigione.

Malattie metaboliche come la malattia di Gaucher, il nanismo, il gigantismo sono ritenute essere il risultato della eccessiva, o minore produzione di sostanze chimiche da parte del cervello, causando alterazioni corporee come risultato.
Se è vero che i disturbi metabolici sono legati alla struttura del cervello, non è vero che il cervello fallisce nella sua produzione di elementi chimici. Il cervello semplicemente guida il corpo nel rispondere nel modo più appropriato a un conflitto esistente e in corso nella vita della persona.

Mito 4. Il cervello è vulnerabile ai guasti meccanici

Viene considerato come molto simile a qualsiasi altra macchina, ad esempio con blocchi alle linee di alimentazione del carburante, cavi corrosi che creano cortocircuiti e interruzioni del segnale a causa di spostamenti della struttura del cervello o alterazioni della pressione.

È vero che il cervello produce sintomi come conseguenza diretta di traumi fisici o di aumento della pressione. Tuttavia, non è vero che il cervello si consuma, decade o subisce la stessa miriade di complicazioni tipiche dei nostri prodotti di fabbrica. Il cervello è uno strumento incredibilmente auto-riparante, naturalmente evoluto nel corso di centinaia di milioni di anni. Non cade a pezzi nel corso del tempo più di quanto fanno gli oceani e le foreste pluviali.

Malattie cerebrovascolari come l’ictus e la demenza sono ritenute essere il risultato di un alterato equilibrio dei liquidi nella struttura cerebrale, o blocchi dello sviluppo a causa del colesterolo. Disturbi convulsivi come l’epilessia si ritengono essere il risultato di alterati collegamenti tra aree cerebrali a seguito in un “cablaggio” alterato. Gravi problemi strutturali cerebrali come i tumori, sono ritenuti essere il risultato dell’invasione di tossine, cellule tumorali, o microbi nella “macchina” cerebrale.

Tutti questi sintomi di malattia sono una risposta, mediata dal cervello, ad una particolare esperienza vitale dell’individuo, o una risposta di compensazione ad un impatto fisico sul cervello. Una volta che la fonte di queste risposte cerebrali è determinata, è possibile rimuovere la causa e poi sostenere il cervello nel suo processo di auto guarigione.

Poiché il vero ruolo del cervello è frainteso, sono fraintesi anche i disturbi strutturali del cervello. Di conseguenza, l’approccio medico convenzionale si traduce di solito in un risultato terapeutico negativo.
Ogni sintomo della malattia ha origine nello stesso modo: un acuto, inaspettato shock biologico, vissuto in isolamento.
Tutte le malattie coinvolgono la struttura del cervello, perché il cervello è il mediatore tra la nostra esperienza e la nostra reazione corporea. Ma a volte una ricerca anatomica della causa, trova solo qualcosa di insolito nel cervello, non nella parte del corpo che non funziona correttamente.
Tutte le malattie sono accompagnate da un cambiamento osservabile nella struttura cerebrale. Tutto quello che dobbiamo sapere è dove andare a guardare.
Un praticante della NMG attinge da un corpo di conoscenze che ha tracciato le esatte relazioni tra lo shock, la struttura del cervello, il corpo e i sintomi. Attraverso questa documentazione meticolosa del processo di guarigione, emerge una causa osservabile – ed una potenziale cura – anche per i sintomi che sono attribuibili a disfunzioni strutturali del cervello.

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