di Walter Last
Articolo originale – Traduzione e adattamento di Giorgio Beltrammi

Studi di ricerca e una imparziale analisi statistica mostrano che non vi è alcuna base scientifica per i trattamenti ortodossi contro il cancro, come la chirurgia radicale, la chemioterapia e la radioterapia e che questi trattamenti spesso fanno più male che bene.
La professione medica è tanto orgogliosa della rigorosa ricerca scientifica che sostiene il suo approccio alla cura del cancro. Qualcuno con una nuova diagnosi di cancro, deve affrontare enormi pressioni da parte del nostro sistema sanitario, al fine di adottare immediatamente un programma di trattamento scientifico medico, che comporta un intervento chirurgico, la chemioterapia e le radiazioni in varie combinazioni.
Essendo impaurite e in stato di shock, la maggior parte delle persone in questa situazione non discute lo strapotere dell’autorità medica.
Come reagireste in questa situazione? Potreste essere inclini verso terapie naturali per problemi semplici di salute, ma per qualcosa di così grave come il cancro, ci si potrebbe sentire più sicuri con i metodi testati e collaudati dell’assistenza medica ortodossa. Tuttavia se ne avete la possibilità, leggete quanto segue prima di prendere la decisione finale. Potreste apprezzare meglio i trattamenti naturali per il cancro.

In questo articolo ho assemblato alcuni fatti poco noti, circa la scienza che sta dietro al trattamento ortodosso del cancro. Nella ricerca sul cancro, il successo è espresso con il tasso di sopravvivenza a cinque anni e viene stabilito confrontando altre forme e combinazioni di trattamento con i risultati del solo intervento chirurgico. Tuttavia, il tasso di successo della chirurgia è stato raramente confrontato con i tassi di sopravvivenza dei pazienti non trattati e mai con i pazienti che hanno adottato terapie naturali. Pertanto, il trattamento ortodosso del cancro è fondamentalmente non scientifico. Il tasso complessivo della presunta cura non è superiore a quella che può essere rappresentato da remissioni spontanee e dall’effetto placebo.

A sostegno della mia posizione, offro le seguenti dichiarazioni e conclusioni chiave ottenute da pubblicazioni mediche e scientifiche.
“Gli studi sembrano dimostrare che l’intervento precoce è utile, perché le lesioni precancerose sono incluse nelle asportazioni che spesso non diventano cancerose, se lasciate intatte.” In altre parole, l’intervento precoce sembra essere utile perché le lesioni sono rimosse quando non sono cancerose – ma vengono conteggiate come cancro – il che migliora le statistiche di sopravvivenza. “Inoltre, non importa quanto o quanto poco viene asportato di una mammella, il risultato è sempre lo stesso.” [1] Questa dichiarazione indica che l’intervento chirurgico non migliora le probabilità di sopravvivenza, altrimenti ci sarebbe differenza tra la chirurgia radicale e la nodulectomia.

I ricercatori hanno detto che è compiacente continuare a sottoporre almeno il 70% delle donne, con cancro al seno, a una procedura futile e mutilante [2]. Inoltre, non vi è alcuna prova che la mastectomia precoce migliori la sopravvivenza; se le pazienti lo sapessero, probabilmente rifiuterebbero il trattamento chirurgico. [3]

Nel 1993, il direttore del Lancet ha sottolineato che, nonostante le varie modifiche al trattamento del cancro al seno, i tassi di mortalità sono rimasti invariati. Ha riconosciuto che, nonostante l’annuncio quasi settimanale di scoperte miracolose, la professione medica – con la sua straordinaria capacità di auto-illusione (parole sue, non mie) – in verità, ha perso la sua strada. Allo stesso tempo, ha respinto l’opinione di coloro che credono che la salvezza verrà dall’aumentare l’uso della chemioterapia dopo l’intervento chirurgico. Egli ha chiesto: “Non sarebbe più scientifico chiedersi perché il nostro approccio non è riuscito?”
Non troppo tardi per fare questa domanda dopo un secolo di donne mutilate, direi. Il titolo di questo editoriale, quanto mai appropriato, è “Cancro al seno: abbiamo perso la strada?” [4]

In pratica, tutti i tipi e le combinazioni di trattamento convenzionale del cancro al seno, sembrano provocare gli stessi bassi tassi di sopravvivenza a lungo termine. L’unica conclusione che si può trarre da ciò è che il trattamento convenzionale non migliora il tasso di sopravvivenza a lungo termine. Ancora peggio, Michael Baum, un chirurgo inglese leader nella chirurgia del cancro al seno, ha scoperto che la chirurgia del cancro alla mammella tende ad aumentare il rischio di recidiva o di morte entro tre anni. Ha anche collegato un intervento chirurgico all’accelerata diffusione del cancro, stimolando la formazione di metastasi in altre parti del corpo. [5]

Dopo 23 anni, non vi era alcuna differenza nei tassi di sopravvivenza

Un precedente studio tedesco ha scoperto che le donne in post-menopausa non trattate per un cancro alla mammella, vivevano più a lungo di quelle che avevano subito un trattamento, e la raccomandazione era di evitare il trattamento di donne in postmenopausa per il cancro al seno. [6] Questa conclusione conferma la constatazione di Ernst Krokowski, un professore tedesco di radiologia. Egli ha definitivamente dimostrato che la metastasi è comunemente scatenata da un intervento medico, compreso a volte anche una biopsia o da un atto chirurgico non relativo al tumore. [7] Disturbare un tumore provoca un numero notevolmente aumentato di cellule tumorali che entrano nel flusso sanguigno, mentre l’intervento medico (specialmente la chemioterapia) sopprime il sistema immunitario. Questa combinazione è la ricetta per il disastro. Sono le metastasi che uccidono, mentre i tumori primari in generale, e quelli nella mammella in particolare, possono essere relativamente innocui. Questi risultati sono stati confermati da una recente ricerca, che dimostra che la chirurgia, anche se non correlata al cancro, può innescare una diffusione esplosiva di metastasi e portare ad una fine prematura. [8]

Questo segue precedenti relazioni che indicano che la chirurgia radicale per il cancro alla prostata, tende anche a diffondere la malattia. In effetti il cancro alla prostata è stato studiato nei primi studi clinici randomizzati per qualsiasi tipo di cancro. Dopo 23 anni, non vi era alcuna differenza nei tassi di sopravvivenza tra coloro che hanno avuto un intervento chirurgico e coloro che non l’hanno avuto, ma quelli operati hanno sofferto più morbilità come impotenza o incontinenza. [9]

Il defunto HB Jones, professore di Fisica Medica, è stato uno dei principali statistici del cancro degli Stati Uniti. Egli ha detto, in un discorso davanti all’American Cancer Society nel 1969, che nessuno studio ha dimostrato che l’intervento precoce migliora le possibilità di sopravvivenza. Al contrario, gli studi hanno dimostrato, in modo inequivocabile, che le vittime non trattate hanno vissuto fino a quattro volte più a lungo – e con una migliore qualità di vita – rispetto a coloro che hanno subito un trattamento. [10]

Inutile dire che non è stato più invitato nuovamente.

Maneggiare le Statistiche

Uno studio epidemiologico ha confermato il valore discutibile della terapia convenzionale, concludendo che “gli interventi medici per il cancro, hanno avuto un effetto trascurabile o nullo sulla sopravvivenza”. [11] Anche il New England Journal of Medicine ha pubblicato un articolo con il titolo, “Cancro imbattuto” . [12]
I metodi comuni per rendere più favorevole la statistica medica sono i seguenti.

I pazienti che muoiono durante il trattamento prolungato con chemio o radioterapia non sono conteggiati nelle statistiche perché non hanno ricevuto il trattamento completo. Nel gruppo di controllo, tutti coloro che muoiono vengono conteggiati.
Inoltre, il successo viene comunemente giudicato dalla percentuale di contrazione del tumore, indipendentemente dalla sopravvivenza del paziente, ma se viene misurato il tasso di sopravvivenza o la sua lunghezza, allora viene generalmente indicato solo in termini di morte per la malattia trattata. Non è normalmente indicato il fatto che molti dei pazienti muoiono a causa del trattamento stesso.
La tendenza attuale è quella di individuare molto rapidamente condizioni pre-cancerose e trattarle come cancro. Anche se questo aumenta statisticamente il numero di persone affette da cancro, prolunga artificialmente i tempi di sopravvivenza e abbassa i tassi di mortalità, facendo credere in tal modo che i trattamenti medici abbiano maggiore successo. Tuttavia, ci può essere anche una componente reale di miglioramento della sopravvivenza, dato il crescente numero di pazienti oncologici che opta per terapie naturali.

Un’indagine dei dati raccolti su un milione e duecentomila pazienti affetti da tumore, ha rivelato che il tasso di mortalità attribuita a morte non da cancro subito dopo il trattamento, è stata del 200% più elevato di quanto fosse previsto normalmente. Due anni dopo la diagnosi e il trattamento, il tasso di mortalità in eccesso era sceso al 50%. La causa più comune per il tasso eccessivo di mortalità è stato attribuito a scompensi di cuore e insufficienza respiratoria. Ciò significa che, invece di morire parecchi anni dopo di cancro, questi pazienti sono morti per gli effetti del trattamento ed hanno aiutato notevolmente a migliorare le statistiche, perché non sono morti strettamente di cancro.
Questo fuorviante rapporto sui morti per cancro, ha portato a richiedere statistiche più oneste. [14]
Dopo un’analisi di alcuni grandi screening mammografici, che ha scoperto che la mammografia porta ad un trattamento più aggressivo senza benefici per la sopravvivenza, anche il direttore del Lancet ha dovuto ammettere che non vi è alcuna prova attendibile che lo screening mammografico sia ancora da supportare. [15]
È apertamente riconosciuto, dai sostenitori della medicina convenzionale, che non c’è alcun modo efficace per aiutare i pazienti con cancro in fase avanzata. Fino ad ora il messaggio è sempre stato “Rilevalo in anticipo, allora può essere curato”. Questi studi mammografici di valutazione dimostrano che non importa quando il cancro venga rilevato, i metodi convenzionali sono inutili, come l’intera multimiliardaria industria del cancro (mia conclusione).

Uno studio canadese della durata di 13 anni ha coinvolto 40.000 donne, paragonando l’esame fisico della mammella e l’esame fisico più mammografia. Il gruppo della mammografia-più-esame fisico ha ricevuto più nodulectomie e atti chirurgici, con un tasso di mortalità di 107 decessi rispetto ai 105 del gruppo con il solo esame fisico. [16]
Il carcinoma duttale in situ (DCIS) è una forma comune, non invasiva di tumore al seno. La maggior parte dei casi di DCIS vengono rilevati attraverso l’uso della mammografia. Nelle donne più giovani, il 92% di tutti i tumori rilevati dalla mammografia sono di questo tipo. Tuttavia, in media il 44% (e in alcune aree il 60%) di questi sono trattati con mastectomia. Poiché la maggior parte di questi tumori è innocua, questo inutile trattamento rende le statistiche di sopravvivenza apparentemente migliori di quello che sono in realtà. [17]
Mentre la diagnosi convenzionale è invasiva e può favorire la diffusione del cancro, una sorta di screening elettrodermico chiamato Biofield – sviluppato da un team di otto ospedali e università europee – è stato segnalato su Lancet per avere una accuratezza del 99,1% nella diagnosi di tumore maligno della mammella. [18]
Una grande meta-analisi sui risultati della radioterapia per il cancro del polmone, ha mostrato che dopo due anni c’è stato il 21% di morti in più nel gruppo in cui si aveva la radioterapia in aggiunta alla chirurgia, rispetto a coloro che avevano ricevuto solo il trattamento chirurgico. L’articolo del Lancet [19] ha dichiarato che la logica era quella di uccidere eventuali cellule tumorali residue dopo l’intervento chirurgico, ma è un peccato che i fatti non siano d’accordo con questa teoria.

Chemioterapia: Roulette Russa Medica

La chemioterapia per i bambini con leucemia e malattia di Hodgkin è l’orgoglioso fiore all’occhiello del successo, probabilmente solo apparente, della terapia ortodossa del cancro. Ora un follow-up di lungo periodo, dimostra che questi bambini sviluppano 18 volte più tumori maligni secondari nella loro vita. Peggio ancora, le ragazze hanno un rischio di sviluppare un cancro alla mammella 75 volte maggiore (7.500%), prima di giungere a 40 anni. [20] Un problema importante sembra essere lo sviluppo di profonde o sistemiche infezioni da Candida albicans subito dopo l’inizio della chemioterapia. [21] Se queste infezioni non vengono trattate adeguatamente, si potranno avere ricadute o problemi di salute in futuro.

“Molti oncologi danno per scontato che la risposta alla terapia prolunga la sopravvivenza, un parere che si basa su un errore e che non è supportato da studi clinici.”

Uno studio sul cancro ovarico ha scoperto che il rischio di sviluppare la leucemia dopo trattamento con chemioterapia è aumentato di 21 volte o del 2.100%. In uno studio per il mieloma multiplo, nessun vantaggio è stato trovato utilizzando la chemioterapia rispetto a nessun trattamento. [23]

L’autorevole biostatistico tedesco Ulrich Abel ha presentato un’analisi completa di oltre 3.000 studi clinici sul valore della chemioterapia per il carcinoma avanzato (per esempio, il cancro al seno). (Gli oncologi tendono ad utilizzare la chemioterapia perché potrebbe indurre una contrazione temporanea del tumore, chiamata risposta. Tuttavia, tende anche a produrre spiacevoli effetti collaterali). Abel ha concluso che non vi è alcuna prova diretta che la chemioterapia prolunga la sopravvivenza in questi casi. Abel ha dichiarato: “Molti oncologi danno per scontato che la risposta alla terapia prolunga la sopravvivenza, un parere che si basa su un errore e che non è supportato da studi clinici.” [24]

Ralph W. Moss, PhD, in Questioning Chemotherapy, fornisce un’analisi approfondita di questo argomento. La conclusione generale del libro è che non vi è alcuna prova, nella maggior parte dei tumori, che la chemioterapia prolunghi la vita. [25]
Tuttavia, anche se la chemioterapia potrebbe estendere la vita per un paio di mesi, cosa si può dire della qualità di questa vita? Tom Nesi, ex direttore degli affari pubblici del gigante farmaceutico Bristol-Myers Squibb, ha scritto sul New York Times circa il trattamento di successo di sua moglie, il quale ha statisticamente esteso la sua vita per tre mesi. [26] Due settimane dopo il trattamento, lei ha scarabocchiato su un blocco note: “mai più depressione per favore”. Non mi sorprende la notizia per la quale la maggior parte degli oncologi non vorrebbe, per i loro stessi familiari, l’impiego di questi trattamenti.

Il trattamento completo

Virginia Livingston (poi Livingston-Wheeler), una ricercatrice sul cancro ed una terapeuta, nel suo libro, “Cancer: A New Breakthrough“, fornisce un resoconto di una delle molte pazienti che ricorrevano a lei solo dopo aver ricevuto il trattamento medico completo per il cancro alla mammella. [27]

“Dopo aver scoperto un piccolo nodulo al seno, aveva ricevuto la mastectomia radicale. Nessuno dei linfonodi asportati dall’ascella [era] coinvolto. Tutto il tumore era stato rimosso con successo. Per assicurarsi che non vi sarebbe stata alcuna ricrescita tumorale, ha subito un trattamento con radiazioni e le furono asportate anche le ovaie.”
“Con gramde sgomento, un anno dopo comparvero vari piccoli noduli sulla vecchia cicatrice al seno. Anche in questo caso ha ricevuto un trattamento radioterapico. Comparvero altri noduli sul collo che hanno richiesto una intensificazione delle applicazioni radioterapiche. Inoltre ha ricevuto una terapia a base di ormoni maschili, con conseguente acne e grossolani peli sul viso. Eppure i noduli erano ritornati. Ha ricevuto quindi un trattamento chemioterapico con gli effetti collaterali soliti.”
“Prima che i suoi capelli potessero ricrescere, il dolore alle ossa fu dichiarato essere relativo ad un cancro alle ossa. L’ulteriore chemioterapia e la terapia ormonale avrebbero dovuto essere d’aiuto. Tuttavia, alcuni mesi dopo le lesioni ossee peggiorarono e le fu consigliata – e praticata – l’asportazione delle ghiandole surrenali. Si sperava di poter prolungare per un altro anno la sua sofferenza. Dopo di che, la rimozione della sua ghiandola pituitaria avrebbe potuto darle altri tre-sei mesi di vita.
Ormai la sua fede nei suoi consulenti medici era sufficientemente scossa da recarsi presso la dottoressa Livingston. Ha chiesto di essere esaminata senza che fosse presente il marito, per risparmiargli l’agonia di vedere il suo corpo nudo, distorto, mutilato, rattrappito e con un addome enormemente gonfio e le gambe sottili. Infine sussurrò: “Dottoressa, devo uccidermi?”

La Cospirazione del silenzio

Perché lo fanno? (Mi riferisco a ciò che è comunemente chiamato “il Cancer Establishment”).
Credo che la risposta sia stata data dal commentatore ed eminente medico, ex direttore del New Scientist, dottor Donald Gould, in un intramontabile articolo chiamato “Cancro : la congiura del silenzio”. [28] Il sottotitolo riassume la sua posizione: “I più comuni tipi di cancro sono resistenti al trattamento oggi, come lo erano 40 o 50 anni fa. Non si è guadagnato nulla facendo finta che la battaglia contro il cancro è stata lentamente ma inesorabilmente vinta.”
Questa verità è stata deliberatamente nascosta al pubblico in generale.
Secondo Gould, la ragione di questa congiura del silenzio è il denaro. Il pubblico deve continuare a vedere l’istituzione del cancro come vincitrice e continuare a offrire denaro. Uno degli scienziati più quotati, ha detto che date le decine di migliaia di radiologi e i milioni di dollari spesi in attrezzature, il trattamento con radiazioni viene comunque somministrato anche se, studio dopo studio, si evidenzia che fa più male che bene.
Gould è inoltre del parere che i pazienti potrebbero essere più confortati senza cure mediche fino alla loro morte inevitabile, piuttosto che assaliti da cure mediche che li renderebbero infelici, nel tentativo inutile di rinviare la morte per alcune settimane. Ma, naturalmente, è in questo modo che si fa più denaro. Gould ritiene che avvelenino i loro pazienti con farmaci e raggi e che li mutilino con inutili interventi chirurgici, in un disperato tentativo di curare l’incurabile.
Non molto è cambiato da quando Gould ha scritto questo articolo nel 1976. In una recente edizione del “The Moss Reports“, possiamo leggere che la sopravvivenza a lungo termine, da tumori comuni come quello alla prostata, alla mammella, al colon-retto e al polmone,“si è appena mossa rispetto al 1970”. [29] In sintesi ciò significa che non vi è stato alcun significativo miglioramento nei tassi di sopravvivenza negli ultimi 70-80 anni.

La base scientifica per l’approvazione dei farmaci

È interessante anche conoscere la base scientifica all’approvazione dei farmaci contro il cancro. La maggior parte di questi farmaci provengono inizialmente dagli Stati Uniti. In passato, una società doveva presentare due favorevoli, ampi studi randomizzati per ottenere l’approvazione da parte della US Food and Drug Administration (FDA). “Favorevole” significava che ci doveva essere un certo tasso di riduzione della massa tumorale che doveva durare per almeno un mese. Non era necessario dimostrare che il trattamento avrebbe prolungato la sopravvivenza e non era necessario presentare i risultati degli esperimenti sfavorevoli per lo stesso farmaco.
Nonostante che la maggior parte delle popolazioni occidentali preferisca i rimedi naturali, praticamente tutti i partiti politici promuovono la dipendenza dai farmaci.
Queste linee guida “rigorosamente scientifiche” sono state favorite nell’era Clinton e le compagnie farmaceutiche potevano ottenere l’approvazione della FDA sulla base di piccoli studi preliminari, anche se un ampio studio randomizzato poteva essere sfavorevole. [30] In una notevole dichiarazione sull’approvazione dei farmaci, un portavoce della FDA ha sottolineato che qualsiasi ritardo nella approvazione non significa morti inutili, perché “tutti questi trattamenti per il cancro avanzato non curano le persone”. [31]

Forse la situazione è ancora peggiore. Un gruppo di rispettati ricercatori, ha recensito tutte le prove statistiche pubblicate, riguardanti i risultati dei trattamenti medici, e ha dimostrato che il sistema sanitario è oggi la principale causa di morte e lesioni negli Stati Uniti.

I decessi attribuibili alle malattie di cuore nel 2001 sono stati 699.697, per il cancro la cifra era di 553.251, mentre per gli interventi medici è stato di 783.936 all’anno! Opportunamente, il titolo di questo studio è “Death by Medicine”. [32]
Vi chiederete perché le autorità sanitarie chiudono un occhio su queste morti di massa, per lo più dovute a farmaci, mentre concentrano le loro energie, sulla soppressione degli integratori alimentari e dei rimedi naturali.
Un sintomo di questo atteggiamento ufficiale è la recente saga di Pan Pharmaceuticals, quando nel 2003 il governo australiano ha costretto il più grande produttore locale di rimedi naturali alla bancarotta, presumibilmente perché c’era la possibilità che tali prodotti potessero causare in qualcuno la malattia o addirittura la morte.
A mio avviso, una delle ragioni principali per questo distorto atteggiamento ufficiale è il fatto che i servizi sanitari e le autorità di regolamentazione sono dominati da medici che sono stati addestrati (in parte con i soldi dalle case farmaceutiche) a credere che i farmaci siano utili e che i rimedi naturali siano potenzialmente dannosi. Nonostante che la maggior parte delle popolazioni occidentali preferisca i rimedi naturali, praticamente tutti i partiti politici promuovono la dipendenza da farmaci.
Pertanto, come primo passo per cambiare questo oppressivo clima politico, abbiamo urgente bisogno di un partito politico che promuova la cura naturale della salute, piuttosto che la tossicodipendenza.
Siamo in grado di trovare un indizio per la causa di queste terribili “Morti da Medicina” nelle statistiche di un editoriale di Richard Smith sul British Medical Journal: “ancora solo il 15% degli interventi medici sono supportati da solide prove scientifiche” e “Questo è perché solo l’1% degli articoli nelle riviste mediche sono scientificamente validi, e in parte perché molti trattamenti non sono mai stati valutati del tutto”. [33]
Una buona dimostrazione del carattere non scientifico della ricerca medica, è il recente fiasco con la terapia ormonale sostitutiva (HRT). Alcuni decenni fa, è stato dimostrato in ricerche “rigorosamente scientifiche” essere sicuro ed efficace, altrimenti non sarebbe stato approvato. È stato fortemente promosso come protezione contro le malattie cardiache e il cancro. Ora ogni nuovo trattamento HRT dimostra di essere pericoloso e di aumentare il rischio di sviluppare malattie cardiache ed il cancro.
Cos’è andato storto? Non ci si poteva accorgere prima di questa contraddizione? Molto semplicemente, la ricerca originale è stata condotta con l’obiettivo di generare profitti, mentre i ricercatori più recenti non condividono nessuno di questi profitti. Pertanto, diffido di qualsiasi ricerca che venga condotta con il profitto in mente. Purtroppo, questo si applica attualmente alla maggior parte delle ricerche mediche.

La via da seguire

Sono passati ormai 43 anni da quando il presidente Nixon ha dichiarato guerra al cancro (1971). Da allora, sono stati spesi oltre 2000 miliardi di dollari per il trattamento convenzionale del cancro e la ricerca su esso, con il risultato che stanno morendone più persone che in passato. [34] Mentre ci sono stati studi per valutare gli effetti di varie sostanze nutritive per la cura di diversi tipi di cancro, nessuno di questi duemila miliardi di dollari è stato reso disponibile per i terapeuti naturali, al fine di condurre esperimenti su terapie antitumorali olistiche. I terapeuti naturali hanno dovuto affrontare un secolo di persecuzioni, molti dei quali sono stati trascinati davanti ai tribunali e sono finiti in prigione.
Non sarebbe più scientifico valutare, in modo imparziale, le modalità usate dai terapeuti naturali per curare il cancro, piuttosto che metterli in prigione? La maggior parte delle cliniche per la terapia naturale del cancro negli Stati Uniti, hanno dovuto trasferirsi in Messico. (Per un elenco di tali cliniche in tutto il mondo, visitate http://www.cancure.org).

Un approccio olistico del cancro include una nutrizione migliore, l’elettromedicina e la medicina vibrazionale o la medicina energetica, la guarigione emotiva e la terapia della mente. L’unico studio riportato che si è avvicinato ad indagare un approccio olistico, ha coinvolto la terapia Gerson, in una valutazione della sopravvivenza a cinque anni di 153 pazienti con melanoma. In questa valutazione, il 100% dei pazienti sottoposti alla terapia Gerson, con tumori in stadio 1 e 2 sono sopravvissuti, mentre è sopravvissuto il 79% di coloro che hanno avuto la terapia convenzionale. In Fase 3 (metastasi regionali), le cifre erano rispettivamente di 70% e 41%, in 4a fase (metastasi a distanza), il 39% con la Gerson e il 6% con la terapia convenzionale. 35

Molti terapeuti naturali del cancro rivendicano tassi di successo di oltre il 90% nell’arrestare o annientare il cancro, a condizione che i pazienti non siano stati sottoposti a precedenti trattamenti ortodossi. I trattamenti più dannosi sembrano essere la chemioterapia e la radioterapia.
Pertanto, se ci si confronta con il cancro, vi suggerisco di evitare di agire per paura e sotto pressione. La situazione è quasi mai urgente per cui si debba agire immediatamente. Invece, fate una ricerca sui libri, su riviste e in Internet.

Note di chiusura

  1. Skrabanek, P., “False Premises and False Promises of Breast Cancer Screening”, The Lancet 2:316-19 (1985)
  2. Baum, M., “The Curability of Breast Cancer”, British Medical Joumal 1:43942 (1976)
  3. Cunningham, L, “Mastectomy for so-called lobular carcinoma in situ”, The Lancet 1(8163):306 (February 9, 1980)
  4. Editorial, “Breast Cancer Have we lost our way?”, The Lancet 341:34344 (1993)
  5. Baum, M., “Does surgery disseminate or accelerate cancer?”, The Lancet 347:260 (January 27,1996)
  6. Oregl, A., “Die Lebenserwartung des unbehandelten Mammakarzinoms” (“The life expectancy of the untreated mamma carcinoma [breast cancer]”), Klin. Wschr. 41:676 (1963)
  7. Krokowski,EJl,”Is the Current Treatrnent of Cancer Self-Limiting in the Extent of its Success?”, /. Int. Acad. Preventive Medicine 6(1) 23-39 (1979)
  8. Tagliabue, E. et al., “Role of HER2 in wound-induced breast carcinoma proliferation”, The Lancet 362:527-533 (August 16,2003)
  9. Iversen, P. et al., “Radical Prostatectomy versus Expectant Treatment for Early Carcinoma of the Prostate”, Scand. J. Urol. Nephrol. 172:65-72 (1995)
  10. Jones, HB, Lecture at the American Cancer Society Conference, New (Means, July 3,1969
  11. McKinlay, JB et al., “A Review of the Evidence Concerning the Impact of Medical Measures on Recent Mortality and Morbidity in the United States”, Int.
  12. Bailar,JCm,Gornik,HL, “Cancer undefeated”, New England Journal of Medicine 336:1569-1574 (1997)
  13. Brown, BW, Brauner, C, Minnotte, MC, “Noncancer deaths in white adult cancer patients”, J. Nat.
  14. Welch, HG, Black, WC, “Are Deaths Within 1 Month of Cancer-Directed Surgery Attributed to Cancer?”, J. Nat.
  15. Olsen, 0., Gotzsche, PC, “Cochrane review on screening for breast cancer with mammography”, The Lancet 358:134042 (October 20,2001) and Editorial, pp. 1284-85
  16. Miller, AB et al., “Canadian National Breast Cancer Screening Study-2: 13-year results of a randomised trial in women aged 50-59 years”, J. Nat.
  17. Emster, Virginia L et al., “Incidence of and treatment for ductal carcinoma in situ of the breast”, Journal of the American Medical Asiociorion275(12):913-18 (March 27, 1996); Page, David L, Jensen, Roy A., “Ductal carcinoma in situ of the breast”, JAMA, ibid, pp. 94849
  18. Cuzick, Jack et al., “Electro potential measurements as a new diagnostic modality for breast cancer”, The Lancet 352:359-63 (August 1,1998)
  19. PORT Meta-analysis Trialists Group, “Postoperative radiotherapy in non-small-cell lung cancer systematic review and meta-analysis of individual patient data from nine randomised controlled trials”, The Lancet 352(9124):257-63,250-51 (July 25,1998)
  20. Bhatia, S., Robison, LL et al., “Breast cancer and other second neoplasms after childhood Hodgkin’s disease”, New England J.Med.
  21. Klingspor, L., Stintzing, G., Tollemar, J., “Deep Candida infection in children with leukaemia”, Acta Paediatr.
  22. Klein-Szanto, AJ.P., “Carcinogenic effects of chemotherapeutic compounds”, Prog, in Clinical and Biological Research 374:167-74 (1992)
  23. Riccardi, A., Mora, 0. et al., “Long-term survival of stage I multiple myeloma given chemotherapy just after diagnosis or at progression of the disease: a multicentre randomised study”, Br. fr. J. Cancer 82<7):1254-60 (April 2000)
  24. Abel, U., “Chemotherapy of advanced epithelial cancer, a critical review”, Burned.
  25. Moss, Ralph W., PhD, Questioning Chemotherapy, Equinox Press, NY, 1995
  26. Nesi, Tom, “False hope in a bottle” (Op. Ed), New YorkTimesJwx5,m3
  27. Livingston, Virginia, Cancer: A New Breakthrough, Cancer Book House, LA, 1972
  28. Gould, D., “Cancer A Conspiracy of Silence”, New Scientist, 2 December 1976
  29. Moss, RW, The Moss Reports, no. http://www.ralphmoss.com 127, aprile 4,2004,
  30. Moss, RW, The Moss Reports, no.
  31. Moss, RW, The Moss Reports, no.
  32. Null, G., Dean, C. et al., “Death by Medicine”, Nutrition Institute of America, November 2003,
  33. Smith, R. (editor), “The poverty of medical evidence”, British Medical Journal, vol.
  34. Begley, Sharon, “New statistics show increase in cancer rates: cancer rates go up, not down”, Wall Street Journal, October 16,2002, p.
  35. Hildenbrand GL et al., “Five-year survival rates of melanoma patients treated by diet therapy after the manner of Gerson: A retrospective review”, Alt.
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