di Caroline Markolin, Ph.D.
Traduzione e adattamento di Giorgio Beltrammi

Nel febbraio del 1979, Dr. med. Ryke Geerd Hamer, all’epoca internista presso una clinica oncologica di Monaco, Germania, fece una eccezionale scoperta. Basandosi sul fatto che tutte le funzioni corporee sono controllate dal cervello, il Dr. Hamer iniziò a valutare le TC cerebrali dei suoi pazienti oncologici e ascolto le loro singole storie personali. Quello che diede inizio a questo nuovo approccio, fu che lo stesso Dr. Hamer ricevette una diagnosi di cancro poco dopo che il suo amato figlio Dirk morì in un incidente nel dicembre del 1978.

Quello che il Dr. Hamer scoprì fu eccezionale. Scoprì che quando un individuo vive uno intensissimo stress emozionale, lo “shock conflittuale” colpisce un area del cervello che è programmata per essere abbinata ad un particolare tipo di stress emotivo. In base allo studio di circa 40.000 casi, il Dr. Hamer stabilì che quando il cervello è colpito dallo shock, visibile ad un esame TC, anche l’organo o il tessuto controllati dall’area cerebrale colpita, reagisce. In base all’esatta natura del conflitto, l’organo risponde con un incremento tissutale – ovvero una proliferazione tumorale – o con una perdita di tessuto.

Prendiamo, ad esempio, il cancro del polmone. I nostri polmoni sono costituiti da milioni di piccole sacche dette alveoli che regolano la respirazione e, di conseguenza, il nostro fabbisogno di ossigeno. Il Dr. Hamer scoprì che il conflitto collegato agli alveoli polmonari è “la paura della morte”, in quanto in termini biologici, la paura della morte richiama l’incapacità di respirare. Il momento della paura della morte interviene, ad esempio, a seguito dello shock per una diagnosi di cancro che è associata ad una “sentenza di morte”. Le cellule alveolari iniziano istantaneamente a moltiplicarsi, formando un tumore polmonare. Il tumore continuerà ad aumentare fino a che il conflitto di paura di morire è attivo.
Contrariamente alla visione convenzionale, la moltiplicazione delle cellule alveolari non è immotivata, ma serve ad un preciso scopo biologico, migliorare l’efficienza polmonare e aumentare le chance di sopravvivenza. Il Dr. Hamer ha rigorosamente stabilito che una persona sviluppa un tumore polmonare, solamente se alla TC cerebrale è presente un focolaio nell’area del cervello che è sensibile allo shock da paura della morte.

Poiché la guarigione può avvenire solo se il conflitto viene risolto, la Nuova Medicina Germanica si focalizza sulla identificazione e sulla soluzione del conflitto originale. Soprattutto è molto importante creare un ambiente libero da paura e panico, in modo che il paziente possa accedervi e completare il processo riparativo senza il pericolo di nuovi shock conflittuali. Nella fase di guarigione, l’intero organismo passa un periodo di riparazione e recupero. Nel caso di un tumore polmonare, il conflitto di paura della morte può essere risolto, ad esempio, attraverso la speranza e l’incoraggiamento e, soprattutto, attraverso la comprensione della naturale funzione del cancro, il cancro stesso smetterà di crescere. Durante la fase di guarigione il tumore viene rimosso dalla azione dei microbi specializzati in questo, grazie alla evoluzione di milioni di anni.
Nel caso del polmone si tratta dei batteri della tubercolosi, che vengono attivati per decomporre le cellule in eccesso. I residui del cancro polmonare verranno espulsi attraverso la tosse, pertanto l’escreato contiene secrezioni tubercolari spesso frammiste a sangue. Questa condizione viene chiamata Tubercolosi polmonare. Se questi utili microbi non sono disponibili, a causa delle vaccinazioni o di un uso eccessivo degli antibiotici, il tumore si incapsula e rimane in sede. Una indagine di routine potrebbe poi rilevare dei noduli innocui che, potenzialmente potrebbero scatenare un nuovo shock per una diagnosi terrificante.

Quanto detto circa il processo di guarigione del cancro del polmone, stando alle scoperte del Dr. Hamer, si applica per i tumori di esofago, colon, retto, reni, fegato, prostata, utero o della ghiandola mammaria, dove l’organo sia collegato ad uno specifico conflitto che il Dr. Hamer ha identificato nell’analisi di migliaia di casi.

Mentre gli organi che sono controllati dal cervello più antico (tronco cerebrale e cervelletto) come i polmoni, il colon, l’esofago, il fegato, i reni o la ghiandola mammaria, generano una crescita tumorale durante la fase di conflitto attivo, l’opposto accade per gli organi che sono diretti dal cervello più recente (midollo cerebrale e corteccia), come ovaie e testicoli, la cervice uterina, i bronchi, la laringe, le ossa e i linfonodi. Questi organi rispondono al conflitto con una perdita di tessuto come si vede, per esempio, nelle necrosi ovariche e testicolari e ancora una volta questa perdita di tessuto non avviene a caso, ma per una o più precise ragioni biologiche. Nel momento in cui il conflitto viene risolto, il tessuto perso viene ripristinato con nuove cellule solitamente più efficienti. Potremo osservare, ad esempio, tumori di ovaia e testicoli, tumori della cervice, tumori bronchiali e carcinomi laringei, linfomi e vari tipi di sarcoma. Stando agli standard medici attuali, questi sono considerati tumori ad elevata malignità, sebbene siano in effetti processi di guarigione, che degraderanno insieme al completamento della fase di guarigione.

La NMG offre – per la prima volta – i criteri biologici che classificano la crescita tumorale in relazione alle leggi naturali dell’embriologia e della scienza evolutiva. Le scoperte del Dr. Hamer spiegano perché certe cellule del corpo iniziano improvvisamente a moltiplicarsi, perché un tumore si sviluppa in precise parti del corpo, come specifici conflitti provochino la crescita del tumore, da quale parte del cervello viene controllato un particolare tumore e quale debba essere l’approccio terapeutico per uno specifico tipo di cancro.
Si è visto che i tumori che crescono in fase di guarigione, hanno natura e cause del tutto diverse da quelle che caratterizzano i tumori che crescono in fase di conflitto attivo come naturale risposta alla battaglia per la sopravvivenza.
La fissazione univoca sulla crescita tumorale ed il fallimento nel riconoscere la bifasicità degli eventi patologici, ha portato la medicina ad interpretare il cancro come qualcosa da estirpare con chemio, radio e chirurgia, che possono eventualmente causare la morte della persona. Come risultato di questa dogmatica visione, la parola “cancro” è sinonimo di disperazione, paura e morte imminente.

Basandosi sulle leggi biologiche naturali, sulla funzione sensata e riparativa del cancro, la dottrina delle cellule cancerose mortali non è più giustificata. Le estese ricerche del Dr. Hamer sul cancro, mostrano che la classificazione standard dei tumori in benigni e maligni, diventa ridondante. La Natura, va ricordato, non progetta nulla di “maligno”. La Natura lavora per obiettivi e lo sforzo principale che svolge in ogni momento, è quello di assicurare la sopravvivenza dei suoi figli. Dal momento che noi esseri umani siamo parte della Natura, anche se sembra che l’abbiamo dimenticato, la Natura medesima cerca sempre di garantirci il modo di sopravvivere.

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