Qualche giorno fa ho pubblicato un articolo sulla Nuova Medicina Germanica dal titolo: “NMG – Cosa fare con essa” e ponevo l’accento sul fatto che, per prima cosa, occorre conoscerla per poterla seguire ed applicare.
Conoscere la NMG e i concetti inscritti nelle Cinque Leggi Biologiche, comporta una svolta culturale di proporzioni così grandi da destare, al primo impatto, stupore, incredulità e perché no, avversione.
Ci sono delle enunciazioni così forti e potenti da poter far saltare la persona sulla sedia mentre le legge. Per alcuni punti si tratta di smentire completamente ciò che la persona è stata educata, convinta e spinta a credere.
La cosa è così vera che i siti che deridono, umiliano e criticano la NMG, basano le loro argomentazioni proprio sulle sensazioni che derivano dal leggere i contenuti delle Cinque Leggi Biologiche.
Vediamo quali sono e cosa dicono questi concetti sovversivi, analizzando una ad una le 5 Leggi.

•• Prima Legge Biologica – La DHS ••
“Ogni automatismo biologico di difesa (Speciale, Biologico, Sensato o SBS) si attiva a seguito di una DHS o Dirk Hamer Syndrome.
Primo criterio: La persona vive un gravissimo shock emozionale, inaspettato, improvviso, molto drammatico, vissuto in e con un senso di solitudine.
Secondo criterio: Lo shock causa l’avvio simultaneo dell’automatismo SBS a livello di psiche, di cervello e di organo/tessuto.
Terzo criterio: Il decorso dell’automatismo SBS è sincrono su tutti e tre i livelli: dalla DHS fino alla soluzione del conflitto, compresa la crisi epilettica/epilettoide nel punto culminante della fase di riparazione e ritorno alla normalità!”

Che le persone vivano degli shock emozionali non è così strano ed è generalmente riconosciuto da tutti…tranne che dalla medicina ufficiale che continua a scambiare lo shock emozionale con lo stress.

Lo stress è una condizione per la quale alla persona sono richieste troppe cose, tanto da non riuscire a farne fronte.
È una condizione molto comune in questa nostra “bella” società, ma la NMG non parla di stress, bensì di shock emozionale. Questo rappresenta la condizione per la quale l’individuo non si aspetta la situazione che gli richiede uno sforzo impossibile da compiere all’istante e che mette in crisi non solo i suoi nervi, ma la sua stessa vita.
Certo una persona stressata per un lavoro troppo oneroso, ad esempio, può forse essere più incline a vivere lo shock emozionale che possa scatenare l’SBS, ma questo shock può capitare a persone del tutto al di fuori dello stress.

La medicina ufficiale nega la possibilità che la persona possa vivere una crisi della sua vita se non è palesemente in una condizione di stress. Questo perché la medicina convenzionale crede ancora che la mente possa essere del tutto distaccata dal corpo e che le violentissime emozioni non possano essere considerate scientificamente in grado di scatenare la “malattia”. Inutile dire che si tratta del più clamoroso e stupido errore che possa fare la scienza che ha promesso di prendersi cura della persona, mente e corpo compresi.

•• Seconda Legge Biologica – La Bifasicità dell’SBS ••
“Un automatismo SBS è composto di due fasi, a condizione che il conflitto sia risolto”

Questa legge è quella più difficile da capire, ma è anche quella che spiega gli errori che la medicina convenzionale e le medicine alternative hanno fatto fino ad ora e che continueranno a commettere.
Faccio un esempio che forse potrebbe far capire meglio questa legge.
Supponiamo di camminare pacificamente in una stradina di campagna. Tutto è bello, l’aria è leggera e fresca, la luce è tanta e il corpo si rilassa in una camminata salutare. La città è lontana, i pensieri del lavoro sono lontani.
Dal viottolo poco più avanti sbuca fuori un cagnaccio che ci viene incontro a tutta velocità ringhiando in modo terribile.
Abbiamo due sole possibilità, scappare o affrontarlo, ma non c’è tempo per pensare. Lo shock emotivo è immediato e la Natura cosa fa? Avvia il conflitto e mette in moto i meccanismi automatici di difesa. Ordina ai muscoli di fare la loro parte, ordina ai vasi di far affluire più sangue, ordina al cuore di pompare più forte e veloce, ordina alle surrenali di secernere più adrenalina per avviare il meccanismo finale della fuga. Scappiamo a gambe levate con tutta la forza che possiamo.
Non ci accorgiamo certo dei sintomi di questa fase di conflitto attivo. Non facciamo caso al fatto che il circolo si è centralizzato, che non abbiamo appetito e che non prendiamo sonno, che i nostri muscoli non sono allenati per una prestazione così estrema. DOBBIAMO FUGGIRE altrimenti la bestia ci mangia (conflitto che gli animali della giungla vivono ogni giorno per tutta la vita)!
Riusciamo a metterci in salvo chiudendoci dentro la nostra vettura parcheggiata poco distante.
Il conflitto attivo si esaurisce ed entriamo in una fase di riparazione. Respiriamo a fondo, ci calmiamo e ce ne andiamo. Siamo esausti ed abbiamo solo voglia di riposare e dimenticare.
Pensandoci bene, possiamo vedere le due fasi della SBS. La prima quando abbiamo visto la belva attaccarci, ma non ricordiamo nulla dei sintomi patiti dal nostro organismo. La seconda quando, una volta al sicuro abbiamo sentito le gambe cedere e ci siamo sdraiati sul divano sfiniti, per non parlare del giorno dopo quando i muscoli delle gambe fanno un male pazzesco e ci sentiamo tutti rotti.
Se facciamo una trasposizione su altre condizioni shockanti, possiamo capire cosa si intende.

Supponiamo ora che un giorno il nostro capo ci dica bellamente che si prospetta lo spettro del licenziamento per molti operai, compresi noi. Certo i tempi non sono belli, ma nessuno aveva mai parlato di licenziamento e la cosa ci colpisce a morte. Non saremo più in grado di pagare le rate del mutuo e potremmo perdere la casa (territorio). Ancora non c’è nulla di certo, ma la comunicazione ci ha letteralmente shoccati.
Non vogliamo angosciare moglie e figli e non vogliamo mostrare segni di cedimento di fronte ai colleghi. Ci teniamo tutto dentro, ma siamo veramente spezzati in due. Non abbiamo alcuna soluzione per questa condizione, rischiamo seriamente di crepare all’istante…ma ecco che la Natura ci viene in soccorso. Avvia l’SBS per la minaccia nel nostro territorio. Deve prepararci alla lotta per proteggere il nostro territorio.

Le coronarie si allargano a seguito di ulcerazioni dell’endotelio, in modo che arrivi più sangue al cuore e che sia quindi in grado di affrontare la lotta con il contendente (la Banca, per esempio). La notte non dormiamo più bene (il conflitto ha la priorità persino sul riposo), le mani e i piedi sono gelidi anche ad agosto (il sangue deve essere sempre disponibile per il nostro cuore e il nostro cervello, in fondo bisogna stare vigili, attenti e protesi verso ogni segnale), non mangiamo più (lo stomaco bello pieno non favorisce la lotta, dove occorre essere leggeri). Questi sintomi li viviamo in modo del tutto superficiale, perché non possiamo distrarci a pensare alle mani fredde od al perché non abbiamo fame. Siamo pronti alla lotta.
Tre settimane dopo, il capo ci comunica che i licenziamenti sono scongiurati.
Tre settimane pronti alla lotta per nulla. Abbiamo consumato tanta energia per essere pronti, abbiamo dormito pochissimo e siamo in condizioni serie. Però l’incubo è finito e non c’è più bisogno di essere pronti alla lotta. La Natura avvia la fase di ripristino.
Le coronarie ulcerate devono essere ricostruite e avviene la ricrescita del tessuto perso. Dobbiamo riposare, dobbiamo ripristinare tutto ciò che è stato sacrificato. Ecco che le coronarie in fase di riparazione divengono temporaneamente più strette (l’edema riparatorio). Il cuore funziona bene, ma il sangue che gli arriva è sufficiente solo per condizioni di riposo (le coronarie fanno affluire meno sangue proprio perchè in fase di riparazione). Però visto che bisogna andare a lavorare (per non rischiare veramente di essere licenziati), non si concede il riposo necessario al proprio organismo e il cuore deve lavorare di più chiedendo più sangue di quello che le coronarie in riparazione riescono a fornirgli….ecco l’attacco cardiaco!
La medicina convenzionale vede solo questa parte, ma in realtà l’SBS era composta dei sintomi della fase di conflitto attivo e dei sintomi della fase di riparazione (stanchezza, cefalea, inefficienza sul lavoro). I primi non sono stati valutati (perché la persona non li ha tenuti in considerazione), i secondi nemmeno se non quando è avvenuto l’attacco di cuore.

Ci sono considerazioni da fare al riguardo di quanto è pericoloso vivere in questa società, specie se ci sono le condizioni che ho appena descritto. Le persone che si sentono minacciate, svilite, sfruttate, defraudate, insicure possono ammalarsi, anche molto seriamente, ma la medicina convenzionale non riesce a capire come, limitandosi a curare i sintomi senza chiedersi cosa significhino e solo quando il paziente è molto sintomatico. La medicina odierna punta solo a tacitare i sintomi, a far tacere il grido di allarme che si manifesta con i disagi di salute sempre più indefinibili e indefiniti, eppure la gente continua a stare male e sempre di più.
Non sarebbe ora di chiedersi dove sta sbagliando?
Non sarebbe ora che la medicina sia l’artefice attiva della salute comune e societaria?
È arrivato il momento o no, per cui la medicina prenda le difese dell’umanità contro un sistema economico e politico palesemente portatore di malattie e disperazione?
Quanto tempo dobbiamo aspettare per vedere la medicina prendersi cura dei pazienti e non solo degli interessi di chi guadagna sulla “malattia”?

•• Terza Legge Biologica – Comportamenti dei tessuti e foglietti embrionali ••
“I tessuti organici si comportano diversamente in base alla loro appartenenza embrionale”

Questa legge è quella più complicata, specie per chi non ha nozioni di embriologia. Il punto è che l’essere umano è il prodotto di una evoluzione animale che può essere fatta risalire a circa un miliardo di anni fa. Nel corso dei vari passaggi evoluzionistici gli esseri viventi si sono dotati di tessuti e strutture adatti a svolgere specifiche funzioni. Questi tessuti/organi si sono collocati nelle loro rispettive parti per adempiere nel miglior modo a fare cosa? A garantire la sopravvivenza, la riproduzione e l’evoluzione del singolo individuo.
I tre foglietti embrionali, che si formano nelle prime fasi dello sviluppo intrauterino, rappresentano la base germinativa da cui originano i tessuti e quelli che appartengono ad uno specifico foglietto sono carichi delle informazioni che derivano proprio dalla evoluzione e dalle ragioni per cui si è formato quel foglietto germinativo. Questo fa si che il corpo abbia una precisa struttura, gli organi abbiano specifiche funzioni e queste strutture hanno anche precise indicazioni riguardanti l’agire in specifiche situazioni, che vengono comunicate loro dal computer centrale, il cervello.
In termini più semplici l’osso deriva dal foglietto mesodermico e si comporta da osso, non può fare la mucosa esofagea o il miometrio, o il parenchima epatico.
Questa conoscenza è assai importante soprattutto quando si parla di malattia. Se una persona vive una DHS con la comparsa di un conflitto di svalutazione (ovvero il valore emozionale indica che la persona non si sente in grado di affrontare il problema e si sente schiacciato) la Natura fa in modo che le strutture di supporto (ossa) siano rinforzate con la produzione di osso più forte che sia in grado di reggere il peso. Questo fa si che se la persona mostra una rarefazione ossea – condizione per la quale la medicina ufficiale non riesce a indicarne la causa specifica, formulando ipotesi, teorie e possibilità – non potrà aver subito un conflitto del boccone (tipico delle strutture endodermiche), ma un conflitto da svalutazione le cui cause dovranno poi essere cercate e risolte, se ancora non lo sono state.
Questa conoscenza delle differenze tissutali sono li a smentire la teoria delle metastasi, come ho già critto in un altro post.
Se la medicina convenzionale accettasse ciò che la Natura ha elaborato in un miliardo (mille milioni) di anni, non starebbe ancora li a scrivere nei libri che, della maggior parte delle malattie, non si conosce la causa. Le cause si possono conoscere eccome, solo che bisogna spingersi nell’indefinito mondo della soggettività delle singole persone e se c’è una cosa che la medicina convenzionale non fa, ormai da molto tempo, è quella di valutare le singolarità delle persone. Per la medicina siamo tutti uguali, siamo stati prodotti in fabbrica e dobbiamo uniformarci. Un atteggiamento assolutamente esecrabile e indegno.

•• Quarta Legge Biologica ••
“L’importanza dei microbi”

Questa è invece la legge più derisa e contestata, che dimostra come la medicina e la biologia non abbiano capito tutto della questione microbica. La Quarta Legge Biologica indica nei microbi (batteri, funghi, virus) degli agenti biologici in grado di aiutare l’organismo a completare specifiche azioni e funzioni in altrettanto specifici ambiti e condizioni. I microbi hanno l’importante funzione di demolire i tessuti prodotti in eccedenza (eccedenza che, si badi bene, non è casuale o caotica, ma dotata di specifici obiettivi da raggiungere e comunque sottoposti al controllo cerebrale) quando la loro funzione non sia più necessaria. Altri microbi, invece, partecipano alla ricostruzione dei tessuti persi (perdita, si badi bene, attuata per specifiche finalità e comunque sempre controllata dal cervello) quando sia richiesta la loro ricostituzione.
Ora, perché la medicina ce l’ha tanto con i batteri e con chi ne difende esistenza e diritto alla vita?
Semplicemente perché li rinviene nei tessuti del paziente che si fa visitare perché sta poco bene!
Ma trovare i batteri nell’essere umano non dovrebbe essere motivo per credere che siano lì solo per fare del male. Il metodo riduzionistico, usato dalla medicina per spiegare le malattie e curarle, dice che siccome in molti malati che hanno la febbre si trova un qualche agente microbico, si conclude che siano i microbi rinvenuti a dare la febbre. È un po’ poco per sostenere la “malvagità” dei microbi.
Solo perché non si riesce a capire che finalità biologiche abbiano i batteri, che si rinvengono in luoghi di solito non da essi frequentati, si sentenzia che sia ingiusto che ci siano e che debbano essere sterminati. Tipico atteggiamento da conquistadores, da Santo Uffizio, da dittatori. Come dire: “Siccome non ti conosco, ti uccido!”
La scienza sostiene che gli antibiotici curano i malesseri delle persone, le cosiddette infezioni. Vero!
Ma la NMG non sostiene che non sia vero, solo che sa darne una spiegazione, sa usare gli antibiotici quando veramente servono, non a prescindere o “a pioggia”.
La scienza dimostra che le persone muoiono di infezione. Non del tutto vero!

Se i batteri sono così pericolosi, perché non moriamo tutti?
La scienza risponde affermando che le persone deboli e ceppi batterici molto virulenti possono essere la causa di morte. Ma perché queste persone siano deboli non è dato sapere, ne è dato conoscere le ragioni per cui, ad un certo punto, dei microbi diventino così cattivi da ammazzare una persona, ammesso che siano proprio i microbi ad uccidere la persona.
A queste domande, senza risposta, si preferisce far uso di antibiotici e antibatterici con troppa leggerezza, si preferisce stimolare un sistema immunitario anche senza effettive condizioni di allarme. Si fanno queste cose perché NON SI SA MAI (nel senso che non si conoscono le ragioni della presenza dei microbi e delle loro azioni/funzioni).

I batteri esistono da prima che noi ci affacciassimo su questo pianeta, qual volontà delirante avrebbe cercato di produrre un essere complesso e sofisticato come l’uomo, senza dotarlo di capacità di adattamento alla presenza dei microbi ed alla simbiosi con essi? Se loro vivono dentro di noi, noi viviamo anche grazie a loro, nel bene e anche nella malattia.
I microbi hanno una straordinaria capacità di evolvere, di salvare se stessi anche in presenza di antibiotici, lo si vede costantemente e sempre più con la nascita di ceppi che la chimica non riesce nemmeno a disturbare con antibiotici e antibatterici, i quali sono però in grado di uccidere la persona intera. A nessuno di questi “scienziati” è mai venuto in mente che la enorme Natura sta cercando di salvare anche i microbi, per mantenere fede ad un disegno preordinato, di cui anche noi facciamo parte? O credono che solo noi abbiamo il diritto e le capacità di stare al mondo?
Un miliardo di anni di evoluzione della vita non può essere svelata facilmente e velocemente. I meccanismi con cui il nostro corpo (cervello) comunica con gli altri esseri viventi, non sono totalmente conosciuti e forse è meglio che rimangano ignoti. La Natura ci ha creati dopo i microbi, ci deve essere un motivo e uno scopo per tutto questo, ma il fatto di non conoscere queste ragioni, non significa che non ci siano. La Natura ci ha messo molti milioni di anni per porci su questa Terra, ci ha donato questo corpo e questa vita, siamo proprio sicuri di aver capito come si gestisce questo enorme dono? A questo punto, io credo di no.

•• Quinta Legge Biologica ••
“La Quintessenza”
Questa è la legge che fa impazzire i detrattori della NMG e fa arrabbiare chi è malato.
La “malattia”, o per meglio dire l’SBS, ha un senso, una ragione ed una finalità. Ma andiamo per gradi.
Quando la medicina era agli albori, non conosceva le ragioni delle malattie e si limitava a dare agli Dei la colpa, sostenendo che erano arrabbiati, che gli si era fatto un torto e via dicendo. Quando da politeisti siamo diventati monoteisti, la colpa ricadeva solo su un Dio, poi alcuni papi e teologi sostennero con forza che Dio è comunque superiore e che non ha mai la colpa di alcunché. Se l’uomo stava male la colpa era sua. Ma apparve subito palese che la maggior parte dei malati non poteva essere incolpato della propria malattia e quale miglior soluzione poteva trovarsi, di quella di addossare la colpa al demonio?

Il “Maligno” era divenuto l’artefice di tutte le nefandezze, di tutti i dolori e di tutte le pene. Fantastico! Era la soluzione che metteva a posto tutti, popolino ignorante, medici incapaci, preti avidi e chiesa interessata.
Questa “demonizzazione” della malattia è durata per circa duemila anni, diciamo dalla venuta di Cristo ad oggi.
Quando la medicina è divenuta “scientifica”, ha voluto scrollarsi di dosso i cordoni culturali che la legavano al potere religioso. Si è voluta liberare della comoda e convincente eziologia satanica delle malattie, ma nonostante le spasmodiche ricerche di cause non legate all’azione demoniaca, non cambiò molto nel capitolo “Causis morborum” dei libri di medicina. Rimanevano cause incerte, ipotesi, vaghezze, dicerie e le più improbabili combinazioni tra queste. Allora come risolvere il problema delle cause delle malattie?
A qualcuno è venuto in mente l’errore della Natura, lo sbaglio, il pezzo nato fallato, la malattia autoimmune, gli anticorpi che se la pigliano con il corpo stesso, il caos immunitario, i raggi solari, gli alimenti, l’alterazione genetica, il gene maligno (il ritorno di una vecchia fiamma, a quanto pare!)
Questo atteggiamento è così tanto inculcato nella gente di oggi, che credo che la maggior parte della popolazione accetterebbe di buon grado il risanamento genetico per se e per i propri figli. Non si chiedono il perché delle cose, accettano quello che la scienza dice loro, accettano acriticamente il messaggio che dice loro che sono sbagliati o che potrebbero esserlo.
È una follia paranoide di gravità estrema.
Convinti della fallacità della Natura, la gente non accetta assolutamente l’idea che la malattia abbia un senso, una ragione ed una finalità, anche se questa fosse il miglioramento di se per via naturale ed è proprio questo il messaggio della malattia, farci fare un passo in avanti nell’evoluzione.
La Quinta Legge Biologica parla di questo.
Nessuna forma di vita ha mai fatto un passo in avanti nella evoluzione, senza prima rischiare di morire … lo stesso vale per noi.
Giustamente si obietta che noi viviamo oggi e vogliamo star bene in questa vita, non in quella di un futuro prossimo. Vero!
Ma la vita è fatta di lotte, di conquiste, di tanti passi indietro per farne anche solo uno in avanti; è il ritornello della sinfonia della nostra vita su questo pianeta. Essere sfidati, lottare, soffrire, vincere o morire. Se non ci fossero le lotte per il prossimo obiettivo, potremmo evolvere? La nostra vita potrebbe migliorare? Se non volete lottare per migliorare la vostra vita, perché non vi accontentate di quello che avete?
C’è chi ha provato a far vivere la gente in una condizione di mancanza di miglioramento, la storia dell’uomo ne è piena. Che fine hanno fatto?
Ammalarsi significa aver sostenuto la lotta e patire gli esiti, ma se si guarisce, se si guarisce davvero (che non vuol dire avere messo a tacere i sintomi), si è raggiunto quell’obiettivo per cui c’è stata donata la vita, creare altra vita, migliore e più forte (che non significa solo avere la Ferrari e la villa a Malibù, o scoparsi le più belle donne del mondo o avere i gioielli e le scarpe più chic).
Ammalarsi fa star male, ma è proprio in prossimità della fine che c’è evoluzione. Se non si vuole lottare, c’è un solo esito: la morte!

Ho finito e forse sono stato troppo prolisso, ma non potevo liquidare il mio pensiero e la maestosità delle Cinque Leggi Biologiche con quattro parole e mezze esposizioni.
Buona vita (anche nella malattia) e tenete sempre a mente una cosa: “Se siamo qui, è perchè ci siamo riusciti!”

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