mothman

In una cittadina del West Virginia un ponte collassa e cade nel fiume sottostante. È un fatto vero su cui si sono ricamate delle storie del cosiddetto Uomo-Falena, una figura appartenente al regno dei misteri e delle profezie.
Su un fatto vero, è stato prodotto un film nei primi anni 2000, The Mothman Prophecie, con Richard Gere nella parte di un giornalista a cui muore la moglie per un tumore cerebrale, scoperto casualmente a seguito di un evento alquanto strano a cui aveva partecipato anche lui.
Da quel momento il giornalista viene perseguitato da una serie di eventi che lo portano in una cittadina – Point Pleasant – dove gli abitanti hanno iniziato ad osservare fenomeni strani e inquietanti.
Non vi racconto la trama ovviamente, ma volevo sottolineare la efficacia del film, il clima di inquietudine e mistero che trasporta lo spettatore in una cittadina tranquilla, ma non serena dove non c’è nulla di eclatante se non una profezia che, come scoprirà il protagonista, porterà quel posto a vivere una tragedia di grande dimensione.
L’attrice che fa da co-protagonista è Laura Linney, che veste i panni di un’agente della polizia locale, anch’ella vittima di un sogno premonitore molto inquietante.

Spicca il colore rosso, presente nella maggior parte delle scene; un rosso spesso solo punteggiato, ma onnipresente.
Gli attori sono bravi, molto ben diretti e la sceneggiatura è di ottimo livello. Diversi i colpi di scena ed una fine per nulla scontata, dove lo spettatore giunge a ricollegare i fili dell’enigma negli ultimi cinque minuti di un film che ne dura 114 in tutto.
Un’ottima pellicola che merita di essere inserita nella cineteca di coloro che, come me, amano i thriller conditi da un po’ di mistero e paranormale.

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