Quella che segue è la generosa e bella recensione che una amica del blog Fronte Libero – di cui sono un collaboratore – ha stilato al riguardo del mio libro “La Natura non crea sfigati”.
Ho l’onore e il grande piacere di condividerla con voi.

La Natura non crea sfigati di Giorgio Beltrammi spiega in modo esaustivo cos’è la Nuova Medicina Germanica del Dottor Hamer ed è dedicato a “Tutti coloro che hanno la forza e il coraggio di avere dubbi”. è un libro complicato, ma scritto con parole che tutti possono comprendere; è un testo che scotta, perché racconta una verità che non piace a tanti: ai medici tradizionali che bombardano di farmaci, terapie e interventi chirurgici i malcapitati pazienti, ai malati che non hanno più la forza di combattere e ai loro amici e parenti, per i quali è più comodo rassegnarsi all’idea che i loro “cari” non ce la faranno. Poverini i malati, si accontentano di poco, meglio far loro compagnia fino a quando non sia giunta la loro ora. Noi esseri umani siamo davvero strani. E una delle nostre stranezze è spiegata da Beltrammi sin dal titolo del libro poiché ci fa notare che quando veniamo al corrente della malattia di qualcuno (o della nostra!), pensiamo subito “Poverino, che sfiga“. Già, poverino, con aria e sguardo compassionevole se ce l’abbiamo davanti. E pensiamo alla sfiga che ha avuto, come se la malattia fosse qualcosa che capita malauguratamente senza un motivo preciso, come rompersi il collo cadendo dal motorino o entrare in coma a causa di un vaso sulla testa. Questa è semplicemente l’etichetta che serve all’essere umano per economizzare sui pensieri, ma come ci fa notare l’autore, la Natura non crea sfigati, poiché la malattia viene per un motivo ben preciso: la salvaguardia dell’integrità della persona. è come se l’involucro (il nostro corpo) proteggesse l’anima, il cervello, il cuore, messi a dura prova da un forte trauma: un lutto, una separazione, una terribile delusione. Del resto, avete mai visto la psiche andare a spasso da sola senza il corpo? La Natura, dal suo canto, si trova costretta a riparare e conservare ciò che noi guastiamo, stressiamo e non ascoltiamo: il nostro corpo. Il messaggio principale del libro riguarda proprio la Natura. Premessa indispensabile per comprendere a fondo la NMG è che “se l’essere umano è giunto fino a qui, significa che la Natura lo ha dotato di tutto quanto necessario affinché ciò avvenisse“. E così, un tumore al testicolo è la reazione del corpo al trauma per la perdita del figlio, un tumore al seno è la riparazione messa in atto dal nostro corpo di fronte al pericolo per il proprio nido, la sclerosi laterale amiotrofica rappresenta un blocco fisico a causa di una vita che non ci piace così com’è.

Di fondamentale importanza è comprendere che ognuno di noi può reagire ad un trauma secondo il suo sentito personale; la malattia messa in atto dal cervello e dalla psiche, può essere completamente diverso da individuo a individuo. Questo presupposto ci induce ad una riflessione scomoda, soprattutto nei confronti della medicina attuale. Perché se ognuno di noi reagisce ad un shock emotivo secondo il proprio sentito personale, ne consegue che “curare” i malati di tumore o di Parkinson o di qualsiasi altra patologia seguendo un protocollo identico per tutti, non è soltanto un modo spersonalizzante di trattare i pazienti, ma è anche certamente inefficace. Il medico, in questa ottica, ha un compito complesso: ascoltare il paziente in modo che si possa risalire al suo trauma e comprendere la reazione riparatoria del malato, la sua malattia. Le parole importanti, infatti, sono quelle del paziente, non quelle del medico. La cosiddetta “malattia“, null’altro è che la possibilità per l’essere umano di continuare a vivere in seguito ad un forte shock emotivo. La malattia non è nulla che non va, non è una punizione divina per un comportamento indecente, come siamo portati a credere per un retaggio pseudo-religioso. Non esiste infatti un tumore “maligno” o un brutto male, esiste un processo biologico significativo, messo in atto dal nostro corpo per permetterci di sopravvivere e non atto a distruggerci. E siamo noi malati ad avere la responsabilità di guarire noi stessi e non i medici ai quali vogliamo affidarci ad occhi chiusi e senza pensieri.

LA NMG è rivoluzione pura: non è un farmaco, un intervento chirurgico, una pratica medica o igienica e non la si può usare e poi riporla nell’armadietto delle medicine. La NMG è un atto di coscienza, una svolta culturale, una evoluzione, un salto in una nuova dimensione che solo pochi, oggi, possono e sanno affrontare.

Beltrammi, in un atto di generosità e condivisione, ci permette di entrare in questo mondo quasi sconosciuto al grande pubblico: alla scoperta della NMG, del suo funzionamento, delle sue cinque leggi biologiche, della sua storia, del suo medico e del perché da 30 anni viene osteggiata in tutti gli ambiti accademici e medici. La tesi del Dottor Hamer non è stata mai testata in un ospedale e neanche in ambito universitario. Hamer ha ricevuto soltanto dinieghi, è stato in carcere, è scappato all’estero, è stato cacciato dalla classe medica e, a tutt’oggi, è stato privato del suo diritto di medico a esercitare la professione. Se fosse soltanto un cialtrone e la NMG acqua fresca, perché darsi tanta pena? Pensiamoci: un atteggiamento di pensiero che responsabilizza il paziente e ridimensiona il potere del medico, riduce quasi del tutto l’utilità del farmaco e dell’intervento chirurgico, e quindi delle “battaglie armate” contro la malattia, spaventa chi questo potere oggi lo detiene. Si parla di interessi economici, di potere e prestigio della classe medica che non accetta ruoli di secondo piano. Il medico è potente e il paziente pazienta, come se non avesse altra scelta se non lasciare che altri decidano per la sua vita e la sua salute. Ma è il paziente stesso ad avere la responsabilità e la libertà di scelta su come curarsi o anche di non farlo, non la classe medica, nè i parenti e gli amici!
Questo libro apre una porta a chi ha coraggio o semplicemente a chi si pone delle domande e non si accontenta delle risposte che vengono date in ambito medico. Anzi, nell’ambito più importante che ci sia: la nostra salute. è un’opportunità di sapere che la salute, la nostra salute, funziona in modo diverso rispetto a quello che oggi crediamo e che esiste una possibilità differente da quelle conosciute per guarire “davvero”. Come diceva il padre della medicina, Ippocrate: Sapere è scienza, credere di sapere è ignoranza.
Buona lettura.

Giuliana Sclerosette.

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