Ho letto questa mattina della tragica morte di un giovane di 23 anni nel corso di una mega-adunanza festaiola sul molo del porto di Rimini.
Io sono troppo vecchio per partecipare a quelle …. orge di musica, figa, gente, spacciatori e droga. Dove ci sono io non c’è la folla e dove c’è la folla non ci sono io, ma questo è un mio problema.

La morte di un ragazzo è sempre un disastro ed una perdita per l’umanità, ma non posso fare a meno di pensare che il medesimo abbia voluto giocare con la morte e ha perso; succede.
Io non lo conoscevo e voglio credere alle parole di chi ha detto che “non era uno sballato”…
… però non era una persona in equilibrio (esagerare non è una manifestazione di equilibrio) e lo ha perso verso la parte sbagliata.
Se una persona di 23 anni va a una festa di quelle dimensioni, può essere che non intuisca che se si raschia il fondo di quel bidone di gente, si trova della mondezza in grado di uccidere chiunque?
Dicono che ci fossero 100.000 persone in quella festa, quasi l’intera popolazione di Rimini. Tra questa gente ci sono anche belve scatenate che, pur di guadagnare qualcosa, sarebbero disposti a spacciare calce viva come borotalco, può essere che lui non immaginasse di poter incappare in tali mostri?
Se era conscio della sua voglia di esagerare o della sua dipendenza da sostanze di dubbia legalità, è andato nel posto sbagliato!

Ora, dopo l’immane lutto, sono tutti protesi al moralismo ed alla “caccia allo spacciatore”, ma mi suona male questa etica unidirezionale. Si pretende che i pusher abbiano un cuore per non avvelenare i nostri ragazzi e poi non ci si perita di capire se i ragazzi abbiano un cervello da usare quando si trovano in tali occasioni di divertimento e tragedia. Insomma lo spacciatore (persona immorale e spietata per definizione) deve usare una compassione che non ha, mentre i ragazzi possono lasciare a casa la testa e lasciarsi solo guidare dall’uccello e dallo sballo.
Non stona questa cosa?

Per quanto mi riguarda lo spacciatore va preso e la droga che ha addosso gliela si dovrebbe infilare tutta nel culo e applicare un bel punto di sutura, mentre sulla morte del ragazzo lascerei calare quel silenzio che è dovuto ad una vita perduta e sprecata.
Riguardo a quella festa ed alle altre che ne seguiranno, direi che chi va al mulino si infarina e non è frumento!

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