Nicola Calipari, funzionario dei Servizi Segreti italiani, è morto agli inizi di marzo del 2005, ma le cause della sua morte si devono far risalire a sessant’anni fa.
E’ morto quell’anno, ma gli hanno sparato nel 1945!
Questo è quello che viene fuori dalla scandalosa indagine ed ennesima manifestazione di sudditanza del nostro paesucolo – che oso definire una colonia dell’Impero – nei confronti degli efferati serial-killer che noi chiamiamo orgogliosamente amici. Siccome dalle prove inoppugnabili è venuto fuori che gli assassini hanno deliberatamente, premeditatamente sparato alla Sgrena, colpendo Calipari, si cerca di racimolare la scusante a simile vergognoso, ennesimo atto di violenza gratuita, tirando fuori la questione che gli americani ci hanno liberati dal nazi-fascismo.

Ancora con questa storia?
Ancora c’è qualcuno che crede che gli americani ci abbiano liberati dal fascismo perchè sono intimamente filantropi e risolutamente buoni? Possibile che nessuno abbia mai pensato che ci hanno liberato per evitare che l’Europa cadesse in mano ai Russi, per poi diventare una provincia sovietica?
Quanto tempo dovrà passare e quanti morti dovranno ancora cadere per convincere il mondo intero che gli assassini non fanno nulla per nulla?
Quanto sangue dovrà scorrere ancora per capire finalmente che nel tentativo di dominare il pianeta, gli assasini non si fermeranno mai e davanti a nulla?

Non mi lascia stupito il fatto che gli assassini si siano giudicati in un tribunale costruito e gestito da loro stessi, ma mi lascia nauseato l’ennesima dimostrazione di leccaculismo che l’italia ha osservato ancora nei confronti dei veri assassini, il tutto a titolo di riconoscimento di una liberazione che ci è costata l’onore e l’onorabilità.

Alla stessa stregua dei morti del Cermis – che sono in effetti morti di assideramento perchè imprudentemente si sono messi sulla traiettoria di un aereo americano che aveva tutto il diritto di giocare a passare sotto i cavi delle funivie – Calipari è – in difinitiva e secondo gli americani – morto di caldo in Iraq mentre distrattamente giocava a fare il rally con la sua ospite lungo la strada che conduce all’aeroporto di Bagdad ed è fatalmente uscito di strada per guida in stato di ebbrezza.
Come è possibile che ci sia ancora qualcuno che crede che gli statunitensi siano i paladini della libertà e della democrazia?

Povera vedova, ha perso il marito per pagare l’ennesima rata di un debito che qualcuno vuole che non si estingua mai.
Povero Nicola, morto inutilmente per difendere un barlume di libertà.

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