Tra le infinite gocce di quella polvere d’acqua si è disciolta la vita di Andrea Antonelli, pilota di moto.
In un aerosol di molecole di pioggia, l’esistenza di un ragazzo si è vaporizzata e l’abbiamo respirata e la respiriamo tutti, anche chi è il responsabile della sua morte e non parlo di chi l’ha inevitabilmente investito.
Andrea è morto non desiderandolo certo, ma nel modo che tra i tanti, lui avrebbe forse scelto.
Un affettuoso, commosso abbraccio va, da parte mia, a chi aveva con lui legami di sangue, a chi lo conosceva dentro, a chi ora manca un pezzo di vita, quella di Andrea.

Così muore un pilota.
Forse tutti i piloti lo sanno. Sanno che è una possibilità, una probabilità, ma non per questo è giusto e accettabile che avvenga…quando potrebbe essere evitata.
Questa perdita si poteva evitare?
Si, certo! Decisamente, anzi doverosamente.
Le condizioni meteo, per chi ha potuto vedere la corsa, erano assurde e molto gravi; la visibilità era più che scarsa, direi nulla e ciò nonostante la gara si è avviata ugualmente. Perché?
The Show must go on? È tutto qui?
Mi sembra poco, troppo poco.
Prima viene lo spettacolo, il denaro, poi viene la sicurezza e la vita?
Non credo e comunque non è giusto.
Qualcuno ha investito del denaro perché si facesse il Gran Premio? Ecchissenefrega!
Anche quello è un rischio, ma non ci si lascia la cotenna. Se la gara non si può fare perché i piloti rischiano la buccia, bona, la gara non si fa, punto esclamativo.
Sinceramente credo che la vita di Andrea valesse più di qualche cartellone pubblicitario a bordo pista o di due “Stop & Go” di réclame televisiva con l’occhio al riquadrino.

Il tempo era scaduto da un pezzo per prendere delle decisioni riguardanti GP più sicuri, ma si è voluto attendere un nuovo sacrificio umano, una nuova diretta di condoglianze sponsorizzate, per creare una nuova discussione che, con tutta probabilità, non porterà a nulla.
The Show Must Go Home!” ecco quello che penso.
E deve/dovrebbe essere così fino a quando chi rischia la vita – i piloti – non avrà voce in capitolo.
“The Pilot’s Life Must Go On!” questo lo slogan.
Io non credo che guarderò più un GP fino a quando, prima dei piloti, contino gli sponsors.

Addio Andrea, un caro saluto!

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