Con un ritardo di 5 giorni sulle decisioni già prese, il Maresciallo d’Italia Pietro Badoglio dichiara alla radio l’avvenuto armistizio tra le forze armate italiane e le forze anglo-americane, dopo una guerra disastrosa e fallimentare durata 3 anni. Eccone il testo:

“Il governo italiano, riconosciuta la impossibilità di continuare la impari lotta contro la soverchiante potenza avversaria, nell’intento di risparmiare ulteriori e più gravi sciagure alla Nazione ha chiesto un armistizio al generale Eisenhower, comandante in capo delle forze alleate anglo-americane.
La richiesta è stata accolta.
Conseguentemente, ogni atto di ostilità contro le forze anglo-americane deve cessare da parte delle forze italiane in ogni luogo.
Esse però reagiranno ad eventuali attacchi da qualsiasi altra provenienza.”

La resa, firmata a Cassibile il 3 settembre scorso, poneva fine ad una impari lotta contro un nemico già approdato sul territorio italiano fin dal 10 luglio (Operazione Husky).
L’annuncio radiofonico fu sostanzialmente una dichiarazione di guerra del governo italiano contro il popolo italiano, dal momento che il giorno dopo inizia l’invasione nazista dell’italia (Operazione Alarich) ed una guerra civile ferocissima, il cui prezzo più alto sarà pagato dalla popolazione civile.

Illusi dall’annuncio dell’armistizio, la maggior parte della popolazione italiana crede che la guerra sia finita ed una moltitudine di persone si lascia andare ad un grido liberatorio che, a breve, assumerà il tono del grido di disperato dolore.
Gli alleati spietati di ieri, diventano i feroci aguzzini di oggi, mentre i nemici di ieri diventano i padroni sorridenti di oggi.

Mussolini verrà liberato dalla sua prigione sul Gran Sasso e alla fine del mese nascerà la Repubblica Sociale Italiana, quella “repubblica” fondata sulla vendetta, l’odio e la violenza, che aiuterà i nazisti a compiere azioni di inenarrabile ferocia e spietatezza (le stragi di Sant’Anna di Stazzema e di Marzabotto grondano ancora sangue!).

8 settembre 1943, una data che rimarrà per sempre nella storia d’italia.
Armistizio, una parola che nell’immaginario delle persone evoca la fine delle ostilità, la conclusione della violenza armata, il silenzio delle armi.
Nell’italia di allora le cose sono andate molto diversamente.
Armistizio significò inferno, distruzione, morte, violenza, miseria, povertà, fame, mercato nero, tradimento, pianto, dolore… dolore e poi ancora dolore.
Quell’armisitzio funse da scudo per i fascisti che poterono con comodo svoltare la gabbanella e ripulirsi delle proprie sporcizie morali e politiche.

8 settembre 1943. L’italia passa da un padrone all’altro. Prima schiava del nazifascismo, oggi – 8 settembre 2013 – serva degli amerikani che vogliono ancora gettarsi in una guerra di conquista.

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