Articolo tratto da: BASIC SURGICAL TECHNIQUES – György Wéber & Coll.

1. Aghi chirurgici

Nella storia della chirurgia sono stati usati molti materiali per costruire aghi da sutura (ad esempio osso, osso di pesce e uncini di acacia). A partire dal 19mo secolo gli aghi metallici – che non sono stati monouso per molto tempo – sono la dotazione standard di un qualsiasi blocco operatorio.
I criteri per un ago ideale sono:

  • dovrebbero essere fatti di acciaio di alta qualità, che causino la minor reazione tissutale possibile,
  • dovrebbero sottili il più possibile (ma questo non dovrebbe indebolire la loro resistenza),
  • possono essere fissati e direzionati, in modo stabile, con l’uso di un portaghi,
  • possono permettere di direzionare il filo di sutura con sicurezza e un minimo impatto tissutale,
  • dovrebbero essere taglienti per passare attraverso i tessuti (con una minima resistenza tissutale),
  • dovrebbero essere rigidi tanto da resistere alle compressioni ed alla flessione, ma sufficientemente flessibili da non rompersi,
  • dovrebbero essere sterili (e facilmente sterilizzabili).

Attualmente sono disponibili due tipi di ago: il convenzionale (a cruna chiusa od aperta) e l’atraumatico. L’ago convenzionale deve essere caricato. In questo caso il passaggio della cruna attraverso i tessuti, potrebbe arrecare un lieve danno. Altri svantaggi sono: tempo di caricamento, risterilizzazione, necessità di affilare la punta, il pericolo della corrosione (Figura 1).

*
Figura 1

La comparsa degli aghi atraumatici è stata una innovazione rivoluzionaria per la chirurgia. Questo per la scomparsa della cruna. Questo causa un minimo traumatismo sui tessuti. Il diametro della cruna di un ago atraumatico è di poco superiore a quella del filo stesso racchiuso in essa e questa proprietà è usata con profitto in chirurgia vascolare, dove l’ago non crea più traumatismo del filo stesso, con conseguente minor perdita di sangue e liquidi.
Altri vantaggi: nessun tempo di caricamento, nessuna necessità di resterilizzazione, nessuna preoccupazione per la cruna dell’ago e nessun problema al riguardo della corrosione. D’altra parte occorre cura nel maneggiare l’ago in quanto una compressione troppo forte del portachi sulla cruna, potrebbe causare il distacco del filo dall’ago (Figura 2).

Continua –>

Principi Generali
Giorgio Beltrammi