Io sono ormai un felice utente Debian da quando è uscita la versione stabile 7.
Ho lasciato il mondo della sperimentazione Linux per seguire altri temi e faccio un uso tranquillo del sistema, senza buttarmi in prove, test od altre osservazioni come facevo un anno fa. Uso Linux per produrre delle cose e non più per vedere come funziona e cosa può fare.
Tuttavia ci sono delle distribuzioni che destano ancora il mio interesse e verso le quali mi sento ancora curioso e portato a vedere come sono. Tra queste c’è Ubuntu e Kororaa, ma per il momento è solo del primo che voglio parlare.

Ho scaricato Ubuntu 13.10 x86-64 “stabile” il 17 ottobre scorso, ovvero il giorno stesso del rilascio ufficiale ed ho masterizzato l’immagine ISO su un DVD alla velocità minima consentita dal masterizzatore.
Ho avviato la sessione Live per vedere soprattutto i miglioramenti che sono avvenuti dalla mia ultima, fugace e deludente esperienza con la 12.10.
Devo dire che il sistema ha riconosciuto tutto l’hardware (con queste caratteristiche) e lo ha configurato bene. I driver open per la mia scheda grafica hanno funzionato bene e il desktop sembrava fluido e responsivo. In base a queste premesse ho deciso di installarlo e l’operazione, del tutto indolore e affrontabile anche da un bambino delle elementari, è andata a buon fine nel giro di 20 minuti, senza però scaricare aggiornamenti o installare software di terze parti.
Al riavvio sono subito capitati due crash di sistema, uno nel momento in cui ho lanciato il Centro di Controllo ed uno durante l’avvio del desktop alla seconda ripartenza.
Beh, non male!
Alla terza ripartenza ho scaricato i pacchetti per la localizzazione in italiano, più altro software che uso normalmente (Bluefish, VLC, Tidy, gFTP ed altro).
Terzo crash nel momento in cui ho lanciato Firefox.

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