Le persone sono diverse tra loro, non è una scoperta, è un dato di fatto, è normale.
È anormale cercare di uniformarle sotto un pensiero unico, una unica tendenza, come sta’ accadendo oggi, da molti anni ormai.
Lo vediamo ogni giorno, lo sentiamo ogni giorno.
Percepiamo, gustiamo, amiamo, odiamo, disprezziamo, sopra o sottovalutiamo la diversità altrui, in un gioco stuzzicante e pericoloso di provocazione e sottomissione, di condivisione ed egoismo, di compassione e indifferenza.

Siamo per lo più pronti a sostenere la nostra diversità, ne facciamo un nucleo da difendere ad ogni costo, ne andiamo fieri, ma spesso ed al contempo, siamo irritati dalla diversità altrui, la vorremmo uniformare, raggruppare, veicolare verso il nostro modo di pensare, vivere, concepire, vedere e sentire.

Questo egoismo della diversità spesso mostra la contraddizione dell’essere umano, che vuole essere diverso ma alla moda, inserito ma distaccato, rispettato ma corrotto, libero ma prigioniero di qualcosa o di qualcuno, riservato ma pubblico.

Quando si tratta di malattie si vuole trovare una causa unica che vada bene per tutti (forse per dare la colpa a chi si vorrebbe l’avesse), ma si vuole una cura personalizzata, un trattamento unico, per veder rispettata la propria unica diversità.
È per questa ragione che ritengo che la medicina moderna sia destinata a fallire, che la scienza stessa sia destinata a fallire.

La nostra economia è destinata a fallire. Tutti vogliono – a parole – l’eguaglianza economica e l’equa distribuzione della ricchezza, ma ognuno di noi è ben disposto e cerca spasmodicamente di aumentare privatisticamente il proprio potere economico e finanziario. Le varie lotterie ed i milioni di grattatori sono li a dimostrarlo.

Quando capita di discutere di un argomento qualsiasi, che cosa risalta per lo più?
La diversità di interpretazione, di ideologia, di valutazione, di visione. Saltano fuori pensieri e parole diverse, migliaia di sfumature infinitesimamente diverse. Salta fuori la complessità dell’essere umano, la sua naturale tendenza a crescere, a diversificarsi.
Eppure viviamo in una società del pensiero e del comportamento dominante; quanto ci vuole a capire che non può funzionare stabilmente?

La diversità umana non è un difetto, ma una ricchezza, la vera ricchezza.
Solo che per gli uomini di questo millennio, la ricchezza si misura solo in denaro!

Annunci