di Susanna Pezzoni

Alcune persone sono incapaci di cogliere l’essenza della vita e il soffio intrinseco in ciò che contemplano, e passano la loro esistenza a discutere sugli uomini come si trattasse di automi, e sulle cose come se fossero prive di anima e si esaurissero in ciò che di esse si può dire, sulla base di ispirazioni soggettive.

Muriel Barbery

Ma qual’è l’essenza della Vita se non la Vita stessa?
Pur non essendo Credente in senso Religioso, credo nell’Anima, quel soffio di vento materialmente intangibile che si rivela a noi attraverso gli effetti che produce. Ciò che penso è che la nostra Anima sia l’insieme delle impostazioni che imprimiamo alla nostra esistenza e che concretizziamo in pensieri, parole, opere ed omissioni; l’impronta, la traccia che lasciamo nello spazio vitale di chi incontriamo ed il ricordo che resta di noi, nel bene e nel male, in chi continua a vivere dopo di noi.
Se ammettiamo che l’Essere Umano non è statico, non lo è fisicamente e neppure spiritualmente – nel senso che non sono statiche la sua moralità ed i suoi comportamenti, ma sono statici alcuni dei suoi principi, nell’ambito dello spazio storico in cui agisce – stiamo sicuramente ammettendo che Egli è un Essere in divenire, il percorso del quale è da intendersi in senso progressivo e regressivo, a seconda delle scelte che egli opera e del metodo di giudizio utilizzato; dunque implicitamente ammetto che neppure l’Anima è entità statica e perciò deve essere colta di volta in volta e compresa di volta in volta.
In questo senso gli Uomini non sono automi che rispondono di una stessa Anima. Ciò che si può dire delle cose, non le rende finite; io direi che ciò che si può dire degli Esseri Viventi non li rende finiti e non rende finite le cose che Essi realizzano, che sono testimonianza di un “momento dell’espressività della loro Anima”.
L’Anima è ispirazione, creatività, ma anche distruzione e disincanto a seconda di come la si orienta nello spazio e nel tempo

Susi

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