Nota: Questo articolo non è indicato per uomini che si sentono liberi ed agiscono di conseguenza.

È inutile discutere di governo, giustizia, politica, cultura, economia, futuro, morale, lavoro, uguaglianza con il popolo italiano.
Ancor meno utile è parlare con esso di libertà.
Il popolo italiano è un popolo servo per definizione, la storia è lì ad indicarcelo. L’italica stirpe non è nemmeno un popolo schiavo, è solamente, tristemente servo.
C’è differenza tra l’essere servi e l’essere schiavi.
Lo schiavo è colui che è soggiogato, ma si ribella con ogni mezzo e in ogni occasione che trova. La sua libertà è limitata, ma ne conserva il desiderio ed il valore. Il padrone dello schiavo deve ucciderlo per domarlo del tutto.
Il servo è colui che si sottopone (porre al di sotto) al giogo, non si ribella, non ha memoria o desiderio di libertà, ne ha paura, ne sente il peso e non la cerca. Il padrone del servo lo tiene in vita al minimo indispensabile, perché sa di avere a che fare con un morto-dentro, che non si accorgerebbe nemmeno di un trattamento migliore. Il servo ha bisogno di un padrone, lo brama, lo accudisce, lo lecca per benino, lo blandisce, se lo ruffiana in modi meschini e ripugnanti.
La storia del popolo italiano è un lungo racconto di servitù, di leccaculismo, di oscena perversione autolesionistica.

Basta analizzare gli ultimi 150 di storia italiana:

  • Prima c’era il Papa, il Dio Padrone
  • …poi c’era il Re, il Padrone di Sangue Reale
  • …poi è venuto il Duce, il Padrone Guerriero
  • …poi è venuto l’Americano Democristiano, il Padrone e Basta
  • …poi è venuto il Papi, il Padrone Ladrone.

Questi Padroni hanno sempre trovato un popolo condiscendente, che ha sempre ciucciato il capezzolo di turno, purchè gli fosse fornito senza troppa fatica, senza lotta, senza onore.
Il popolo italiota ha mostrato tante facce a questi tiranni padronali così diversi e uguali tra loro, ma mai ha mostrato il volto del popolo maturo, adulto, libero e fiero di essere popolo.

Gli ultimi 10 anni di questa nazione hanno visto la fine dell’italiano come popolo. Il livello culturale, morale, civile, economico e sociale, ha raggiunto livelli di depressione tali, che credo non si possano ritrovare in nessuna decade precedente.
Eppure in questa latrina nazionale, il popolo italiano non è riuscito a maturare un pensiero indipendente e di indipendenza, non è riuscito nemmeno a maturare alcuna decisione libera dall’ombra di un qualche padrone locale o nazionale.
La reazione alla defenestrazione del delinquente rifatto/ricattato ha mostrato ancora una volta ciò che si era già verificato in passato. Il padrone indiscusso del giorno prima, diviene lo zimbello ed il criminale il giorno appresso. I leccaculo del giorno prima, sono subito disposti a diventare giudici e aguzzini il giorno dopo.

Chi, come in passato, ne ha tratto vantaggio, rendendo ancor più servile il popolo italiano?
Pensateci bene…
…con calma.
Qual’è l’attore che c’è sempre stato nella scena della tragicommedia italiana?
Dovreste perfino sentire l’odore di incenso mentre ci pensate…
…ci siete?
La Chiesa Cattolica!

Guardate lo scenario infiorettato proposto dal Francesco nazionale. Non sentite la nausea dopo le frasi mielose e falsamente rivoluzionarie di questo “rappresentante di Dio”?
La gente ha perso il suo ultimo padrone, si trova in stracci, la miseria sta’ arrivando al galoppo, l’inverno è lungo, lo straniero fa paura e Maometto è un tedio, l’immoralità è di casa, non ci sono più i giovani di una volta, né le mezze stagioni. Chi, meglio di una Chiesa ritrovata e “altruista”, può essere il nuovo padrone di questo popolo di servi?

Il Movimento 5 Stelle, che io sostengo e sosterrò, non può sperare di raggiungere il proprio obiettivo, cioè ridare al popolo il governo della nazione. Prendersi cura della cosa pubblica (e perciò di ognuno) richiede impegno, capacità di decidere, voglia di lottare, comportarsi onestamente, accettare le punizioni, meritare il proprio ruolo ed essere capace di mantenerlo. Tutte cose che, per un popolo servo, sono troppo onerose da sopportare.
Per i servi della Chiesa – il nuovo padrone dei prossimi decenni – non rimane altro che sperare nella Provvidenza!

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