di Susanna Pezzoni

La7, Salvo Sottile, Linea Gialla: la trasmissione che a cadenza settimanale approfondisce i fatti di cronaca gialla e nera, ma nera che di più non si può.
Ho già scritto, la scorsa settimana “due pesi-due misure”, la mia riflessione sulle condizioni dei detenuti nelle Patrie galere; riferendomi al caso Perna, il Ragazzo di 34 anni epatopatico, unico Figlio di una Madre, fortemente provata dal dolore, che continua a chiedere Giustizia per il suo Figliolo, morto in carcere in circostanze non chiare, morto per l’incuria e le percosse quotidiane cui veniva sottoposto da quegli stessi “uomini” che avrebbero dovuto custodirlo e curarlo da un punto di vista clinico ed educativo, ai quali strapperei volentieri l’Uniforme, perché non ne sono degni, perché la sporcano con i loro comportamenti bestiali, perché non hanno compreso quale sia il loro ruolo e come espletarlo.
Ebbene, ieri sera c’è stato un approfondimento in presenza dei vertici della polizia penitenziaria, dove “penitenzaria” sta per penitenza, quella penitenza fatta di umiliazioni psicologiche e corporali cui in molti sottopongono i Detenuti, già fortemente penalizzati dalle strutture inidonee alla detenzione che sono valse all’Italia il richiamo della Comunità Europea e il sanzionamento. Nulla di nuovo: i vertici ammettono in parte, riconoscono che taluni fatti violenti si compiono all’interno delle strutture carcerarie e li riconoscono fino al limite che sancisce la morte per percosse dei Detenuti; come dire che si, questi vengono picchiati, vessati, che vengono istigati altri Detenuti a farlo, che si chiude un occhio e pure l’altro, ma che non è questo che conduce alla morte……….
Scusate!
Scusate se non comprendo…siete violenti ma non fino alla morte?
Conoscete i vostri limiti?
Conoscete i limiti di sopportazione di ciascun Detenuto?
Ahh……
Conoscerete anche i Loro Diritti, gli Art.di Legge riguardanti la detenzione, allora. Mi pare che nessun Art.consenta simili violenze, che conducano, oppure no alla morte.

Ma purtroppo la violenza non si consuma soltanto all’interno delle carceri, anche negli Asili dove i Bimbi vengono percossi e maltrattati da improbabili maestre, che tutto sono tranne che Educatrici; ieri sera Sottile ha intervistato una “maestra” condannata per atti violenti sui Bimbi di un asilo nido, tutti Bimbi dai due ai tre anni di vita, lei minimizzava, non faceva niente di che, a suo parere li educava e d’altronde diceva: “sono una ex Suora; sono stata in convento per 19 anni……”.
Tu stai al Convento come il diavolo sta all’acqua santa ! Curati!
E ancora violenze sui Vecchi di una casa di riposo, tutt’altro che tranquillo…….
Uomini e Donne novantenni che potrebbero essere i nostri Nonni, i nostri Genitori che venivano sottoposti ad ogni sorta di maltrattamento psicologico e corporale, arrivando perfino alla violenza sessuale…. Se il diavolo esiste davvero ha queste sembianze!
Violenza, violenza in crescendo, brutalità consumata su Persone indifese, deboli, da parte di altre persone incapaci di gestire la propria aggressività, malate, profondamente malate, affette da incapacità di gestione dei sentimenti e per questo pericolosissime quando poste in una condizione “di potere” rispetto ad Esseri Umani indifesi e che nessuno, all’interno di quelle mura ha difeso, semplicemente andando a controllare in quale modo questi operatori del male svolgevano la loro opera.
Al male si aggiunge il silenzio, il non voler vedere, la deresponsabilizzazione consapevole, finché un Bimbo di due anni non dice alla Mamma che all’asilo non vuole andare e si attacca alle sue gambe e piange di disperazione…….; finché una Badante, una ex Badante non va in quella casa di riposo a trovare la Signora di cui si occupava e non vede accadere “strane cose”……..; finché una Madre non grida il proprio dolore di fronte ad un Figlio che ha sbagliato, che paga con la privazione della propria Libertà e che per COLPA di alcuni paga con la vita.
Responsabilità-Moralità-Giustizia e correttezza……….
Deresponsabilità-assenza di moralità-ingiustizia-violenza-morte……….
Su quale strada si vuole proseguire?

Susi

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