Non sono un esperto di 5LB e di NMG, ma ho letto diversi libri al riguardo, sia del suo scopritore/autore, che di altri. Devo ammettere che ad un primo approccio le informazioni, su cui si basano le 5LB, sono talmente fuori dagli schemi, da sembrare veri e propri vaneggiamenti. Lo sono per chi si dispone con animo aperto a nuove conoscenze, figuriamoci per chi ha il cervello dentro al caveau della banca dei preconcetti e delle miscredenze. Colgo qui l’occasione per notare che proprio dai tutori della salute, questa chiusura appare vieppiù serrata, ma non è questo il punto.

La NMG e le 5LB sono di una semplicità disarmante e si collocano completamente al di fuori del consueto, dell’assodato e del “dato per vero”. Come dice il suo scopritore, il Dr. Ryke Geerd Hamer – a cui sarò riconoscente fino alla mia morte, non si parla di Medicina Alternativa (MA) in quanto anche in essa la “malattia” è vista come qualcosa di sbagliato, di negativo, di maligno. Nella Medicina Ufficiale (MU), come in quella alternativa, si ritengono più importanti i simboli (detti anche sintomi), del concetto che sta dietro agli stessi simboli. Sarebbe come se, quando piove, si cercasse di fermare la pioggia perché non è normale sentirsi bagnati, senza capire che quella pioggia serve a far crescere i cibi che ci nutriranno!

Allora perchè è così difficile capire, accettare e introitare
NMG e 5LB?
Perché il cambiamento concettuale impone il dover rinunciare ad una intera vita di “certezze”, spurie, ma sempre certezze.
Non si possono far compromessi di comodo, non ci sono magiche pillole o spericolati interventi chirurgici che possano rendere facile, o abbreviare quella cosa che si chiama “malattia”.

Capire il concetto che tutto origina da uno shock biologico è il primo punto difficile, ma nemmeno tanto. In fondo chi non si riconosce come vittima passata di qualche angheria subita? Chi, ripercorrendo a ritroso il proprio cammino vitale, non è disposto ad ammettere di aver subito diversi calci dalla vita e relativo dolore “che mi ha fatto ammalare”?

Capire il concetto che quelle che noi chiamiamo malattie, sono solo rappresentazioni di una delle due fasi di un programma preconfigurato e sovradeterminato, è qualcosa di talmente difficile, da poter scatenare non solo lo scetticismo, ma vera e propria avversione. Eppure non dovrebbe essere così difficile da capire, se si è disposti ad accettare che i sintomi che si provano non sono altro che allarmi, simboli, segni di un processo più ampio. Ad esempio: «Ho mal di stomaco, che cazzo sarà?».
Invece di preoccuparsi di estinguere il simbolo, sarebbe importante capire cosa ci stia dicendo quel simbolo, quale sia il messaggio evocato. Se si posseggono le conoscenze di base delle 5LB, tutto diventa più…più accettabile. Ci si troverebbe a chiedersi: «Chi mi sta sullo stomaco e mi fa incazzare?».
Ripercorrenndo i giorni passati si potrebbe capire bene cosa è successo ed in quale fase del processo ci si trovi. Questo non significa abbandonarsi ad uno stoico dolore, ma l’uso dei sintomatici forse potrebbe essere minore e, perché no, più efficace (effetto placebo residuo).

Capire il concetto che i tessuti che appartengono allo stesso foglietto germinativo embriologico, si comportano allo stesso modo, ovunque siano collocati e che nell’ambito delle bifasicità, abbiano un comportamento prevedibile, è un qualcosa di sofisticato, da maghi della scienza e si sa, la medicina ufficiale ci ha insegnato che le stregonerie mediche le possono fare solamente “gli addetti ai lavori”.
Eppure sapere come è costruito e funziona il nostro organismo non dovrebbe essere solo un diritto ma, aggiungo, un dovere. Facciamoci una semplice domanda:
«Se è così fondamentale sapere bene l’italiano e la storia, perché non è altrettanto bene sapere cosa fa’ la Natura per me, quando sto bene e quando sto male?»

Capire il concetto che i microbi sono in realtà preziosi compagni ed aiutanti proprio quando crediamo di essere malati per colpa loro, credo generi lo stesso stupore e la stessa avversione che devono aver provato i professoroni della scienza di Dio, quando Marconi effettuò la prima trasmissione radio!
Io credo che su cento persone, a cui venga detto che i microbi in realtà aiutano a guarire, 98 di loro sarebbero disposte bellamente a sputare in faccia a chi dice una cosa simile.
Eppure una delle cose che tutti gli scienziati sanno, è che senza la flora microbica non ci sarebbe non solo la vita dell’uomo, ma la stessa vita su questo pianeta Terra. Per quanto riguarda la “malattia”, gli stessi scienziati sono disposti ad asserire che siccome nei pezzi anatomici malati ci sono i microbi, questi hanno causato la “malattia” e la devastazione della struttura anatomica e per questo vanno assolutamente sterminati. È una ipotesi, ma non l’unica.

L’altra, assai verosimile, che spiegherebbe tante cose oggi inspiegabili (come la resistenza agli antimicrobici e le cosiddette infezioni opportuniste), è quella per la quale i microbi vengono guidati dal cervello della persona, per compiere precise funzioni, come la demolizione di tessuto eccedente e inutile o la ricostruzione di tessuti precedentemente necrotizzati o ulcerati. Queste azioni sono parte della guarigione vera e propria.

Purtroppo l’uomo è un essere largamente influenzabile, tristemente credulone, facilmente pilotabile e tendenzialmente portato ad abituarsi a quello che gli viene fatto credere essere vero.
L’uomo è un essere che non vuole avere dubbi, che non vuole stare male, che non accetta le sue origini, che crede di poter cambiare la propria essenza nel corso di una sola vita. Soprattutto, l’uomo è un essere che, davanti a ciò che non ha capito o non conosce, vive per primo un senso di pericolo e di annientamento.
La presunta onnipotenza dell’uomo, nei riguardi della Natura, lo sta distruggendo…per fortuna che la Natura sa cosa fare per proteggerlo!

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